Tempo di lettura: 3 minuti

LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Nessuno cerca alibi, partiamo da questo presupposto. Se il Lecce occupa la posizione di classifica che occupa ed ha all’attivo 25 punti in 29 giornate c’è molta farina del proprio sacco, sia nel bene che nel male. Soprattutto dopo la ripresa farsesca di questo campionato nessuno si era illuso che il calcio italiano avesse cambiato pelle dopo la pandemia da Covid-19 che purtroppo ha funestato questo 2020.

Chi conosce il mondo dell’italica pedata sa bene come funzioni. Non sono pochi gli ex calciatori, allenatori o comunque addetti ai lavori che hanno preferito farsi da parte anziché convivere con pratiche tutt’altro che trasparenti che hanno messo il “gioco più bello del mondo” alla stregua di un triste baraccone delle vane illusioni e dei lauti guadagni ma solo per pochi eletti.

Ieri sera ne abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione in Lecce-Sampdoria, scontro-salvezza andato in scena al “Via del Mare” in cui l’arbitro internazionale Gianluca Rocchi ed i suoi collaboratori hanno allegramente sorvolato su un paio di episodi-chiave dell’incontro, concorrendo a determinare la sconfitta dei giallorossi. La scelta di un fischietto sì a fine carriera, ma accreditato di essere ancora il migliore tra quelli in circolazione avrebbe dovuto essere, nelle intenzioni del designatore Nicola Rizzoli, una garanzia per entrambe le squadre, ma così non è stato.

Fabrizio Pasqua al VAR in Lecce-Samp

Fabrizio Pasqua, arbitro ieri assegnato alla supervisione VAR, non ha richiamato il direttore di gara in occasione del fallaccio di reazione commesso dall’attaccante doriano Bonazzoli ai danni del giallorosso Donati. Un errore grave, perché il centravanti blucerchiato avrebbe meritato il cartellino rosso e lì la gara avrebbe potuto certamente prendere tutta un’altra piega.

Al contrario, appena qualche giorno prima a Torino, contro la Juventus, nei confronti di Lucioni non c’è stata nessuna esitazione nel cacciarlo alla mezz’ora del primo tempo mandando all’aria i piani di una squadra che, fino a quel momento, stava meravigliando per atteggiamento e grinta al cospetto della capolista e per di più giocando in trasferta. Ieri non c’è stata neppure una segnalazione all’interfono, così per decenza. Si è lasciato che tutto scorresse via senza conseguenze disciplinari per l’attaccante ligure.

Ma non si tratta solo di una chiamata non arrivata via auricolare a Rocchi. In queste ultime partite sembra esserci una costante: arbitri che scelgono deliberatamente di non avvalersi del mezzo tecnologico e che non vengono invitati dai colleghi ad andare ai monitor a rivedere gli episodi controversi. Viene quasi da pensare che ci sia una sorta di boicottaggio del VAR da parte delle stesse giacchette nere.

Scelte autoreferenziali e spocchiose che alimentano le polemiche e le recriminazioni per settimane intere. Proprio Claudio Ranieri, tecnico doriano, ha focalizzato le sue interviste che hanno preceduto la trasferta nel Salento sulla mancata sanzione di un giocatore del Bologna nel match precedente per una manata in pieno viso non sanzionata. Che ieri ci sia stata una sorta di compensazione?

In casa del Lecce si sceglie di seguire la linea della collaborazione e non delle proteste ufficiali e plateali. Un atteggiamento che il presidente Saverio Sticchi Damiani ed anche mister Fabio Liverani predicano da sempre. Ma quanto paga davvero essere sempre signori e porgere l’altra guancia davanti ai vari soprusi subiti che rischiano di condizionare, almeno in parte, la lotta salvezza, come nel caso della formazione salentina?

Commenti