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LECCE (di Gavino Coradduzza) – Non si è visto il Lecce delle ultime uscite, quello che aveva sbancato Napoli, per intenderci; la squadra giallorossa non è riuscita a tradurre in temi di gioco tutte le buone intenzioni che hanno accompagnato la settimana successiva alle due consecutive affermazioni, ma ha vinto lo stesso per la terza volta di fila, eguaguliando il record firmato Delio Rossi nella stagione 2003/2004

L’avvio della Spal è spavaldo, improntato ad una certa aggressività, carico di iniziativa, come se il primo obiettivo della squadra di Gigi Di Biagio mirasse a sorprendere un Lecce più ragionatore e compassato. La partita confermerà che le due squadre non muteranno di molto questo atteggiamento iniziale. La vivacità degli estensi sembra in qualche misura tarpare le ali ai tentativi di iniziativa dei padroni di casa che innescano manovre senza però concluderne mai una. In parole povere, il Lecce cincischia e si incarta spesso senza dare mai la sensazione di pericolosità. Gli avversari giocano (bene) d’anticipo e qualche volta riescono a turbare la tranquillità di Vigorito

Da parte della formazione di Fabio Liverani (premiato con una targa-ricordo prima del match per le sue 100 panchine con il Lecce raggiunte al “San Paolo” sette giorni fa) non si contano i lanci fuori misura e le inutili accelerazioni per inseguire palloni irraggiungibili; appare abbastanza evidente, col trascorrere dei minuti, che le geometrie del centrocampo, così bene tratteggiate contro il Torino prima e contro il Napoli poi, al momento non trovino i giusti interpreti.

A dieci minuti dall’intervallo, il tecnico dei salentini deve pure rinunciare per un infortunio muscolare al retto femorale della gamba sinistra all’estro di un Filippo Falco fino ad allora attentamente controllato dai difensori biancocelesti, che ne hanno limitato il raggio d’azione. Liverani, con poche opzioni in opanchina per via delle defezioni dei soliti Farias e Babacar, sceglie di sostituirlo con il più compassato Shakhov

Il compito di togliere le castagne dal fuoco spetta allo scadere del tempo al “solito” Marco Mancosu: è lui a trasformare secondo manuale il calcio di rigore concesso dall’arbitro Guida, per un aggancio falloso di Bonifazi ai danni di Majer lanciato verso la porta e pronto a calciare in rete da ottima posizione…

Si va dunque all’intervallo con il Lecce in vantaggio dopo un primo tempo (perché negarlo?) in cui la Spal ha fatto di più e meglio, senza tuttavia trovare la via del gol, mentre il Lecce si è limitato ad inseguire, non raggiungendola se non raramente, la fluidità di manovra e la misura necessaria ad annacquare i bollenti spiriti degli ospiti; un Lecce a tre cilindri o, per chi preferisce, con il freno a mano tirato

Ed il freno resta ancora tirato in avvio di ripresa, ma questa volta (2° minuto) si paga dazio perché Petagna cerca, trova e perfora su incornata susseguente un preciso corner calciato da Valdifiori la rete di Vigorito. Tra le fila giallorosse c’è più di qualcosa che continua ad andare non nel verso giusto: parzialmente smarriti i tempi giusti e la misura negli appoggi (soprattutto da parte di Majer e Deiola ma non solo loro…), la manovra appare approssimativa ed inefficace così come tanti dei rilanci difensivi che in precedenti confronti si erano rivelati preziosi…

Chissà, si domanda più di qualcuno, se Petriccione o Saponara, o magari entrambi, siano nella condizione di far ritrovare alla squadra il filo del gioco… È soltanto una ipotesi, ovviamente, ma è corroborata da quanto visto ed ottenuto nelle due precedenti apparizioni dei salentini. La partita va comunque avanti secondo i canoni già espressi: Lapadula guadagna un cartellino giallo per un’inutile entrata su Berisha; si aggiunge così ai già ammoniti Calderoni, Majer e Deiola e sarà seguito poco più avanti anche da Shakhov…

Il Lecce che continua a non fare molte cose, fa però quella che davvero conta, ossia il gol del 2-1: il destro ad incrociare di Zan Majer non lascia scampo al portiere spallino Berisha. La palla calciata di destro a conclusione di una bella azione manovrata che parte dalla fascia sinistra con uno scambio Barak-Mancosu, carambola in rete dopo aver incocciato la base del palo lontano. Il “Via del Mare” esplode di gioia

La reazione ferrarese è però furibonda e martellante. La formazione emiliana mette ripetutamente sotto pressione il pacchetto difensivo dei padroni di casa esaltando, in più di una circostanza, il tempismo di Mauro Vigorito che nega il pari a Strefezza e poi tira un sospiro di sollievo su rovesciata di Di Francesco allo scadere del match che sfila di poco a lato della sua porta…

Comprensibile la delusione finale di Gigi Di Biagio la cui squadra ha disputato una buona e coraggiosa partita; ma nel calcio, è cosa arcinota, vince chi fa i gol e il Lecce ne ha messi a segno due…

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