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LECCE (di Gavino Coradduzza) – Lecce a bocca asciutta; finale accompagnato dalla speranza di un ennesimo miracolo calcistico, ma non sufficiente per  recuperare lo strapotere di un Bologna cui, per onestà, bisogna riconosce una supremazia di gioco e di occasioni (sciupate o brillantemente sventate dal superlavoro di Gabriel) che legittima il successo…

Prudente, prudente ma non rinunciatario, la squadra di Mihajlovic applica, già in avvio, una sorta di pressing alto volto ad impoverire le iniziative che cercano di avviare gli uomini della difesa giallorossa. La partita fa registrare la prima vera scossa al 10°: azione corale dei padroni di casa che, su cross al bacio di Calderoni, affidano a Babacar il compito della conclusione; tiro al volo all’incrocio dei pali a Skorupski battuto e palla in rete, ma da posizione di millimetrico fuorigioco confermata dal VAR

La risposta forte dei felsinei (18°) si giova degli ampi spazi concessi con disinvoltura dal pacchetto arretrato di Liverani. Prima Palacio spreca di testa, poi Soriano sfiora il palo con una rasoiata dalla media distanza.

Ci si aspetta molto dalla ricomposta coppia offensiva Falco-Babacar; ancor di più dal recuperato Mancosu che per ora galleggia alle spalle delle due punte in attesa sia dei suoi proverbiali e micidiale inserimenti, sia delle sue bordate dalla media distanza. Falco si muove con la solita fantasia, ma anche accentuado la sua indole da solista; va anche al tiro senza però creare problemi al portiere bolognese dal nome impronunciabile…

Il finale di frazione è totalmente del Bologna che guadagna metri con grande facilità, crea pericoli, ma non traduce in gol neanche i generosi regali che i giallorossi continuano a proporre. Petriccione cerca di mettere un po’ d’ordine nel crescente marasma giallorosso. Il Bologna spreca, spreca in quantità industriale: Poli, Soriano e Sansone regalano brividi ma non gol. Provvidenziale un salvataggio di Petriccione sulla linea di porta…

Pare proprio il caso di dire, a questo punto, che tra Bologna e Lecce ci starebbe uno scarto di tre o quattro reti. Il Lecce annaspa; sbaglia appoggi ed aperture, mentre il Bologna sfrutta l’ennesima occasione per sfondare la porta di Gabriel; la solita difesa mal disposta, lenta e disattenta offre ad Orsolini l’occasione del meritato vantaggio: 0-1

Ripresa: Tachtsidis cede il posto a Shakhov, ma la musica non cambia e perciò i rossoblù hanno modo di raddoppiare attraverso le sempre limpide (verrebbe da dire quasi giovanili?) idee di Palacio che regala a Soriano la palla del raddoppio. Fuori Tabanelli per far posto a Farias, ma siamo già al 60°, sotto di due gol, ed il Bologna gioca in undici, non in nove… Però la mossa produce immediatamente buona vivacità, recupero di incisività ed apprezzabili iniziative nel comparto avanzato.

Ma gli ospiti continuano a giocare su un piano cui il Lecce può soltanto guardare: la prova giunge ancora da Orsolini (21°) che, messo a sedere Calderoni, infila sul primo “sette” dove Gabriel non può opporsi… E il Lecce? Ammesso che mai abbia lasciato la sua impronta su questa partita, continua a subire la personalità degli ospiti, spreca una buona occasione con Babacar, impegnandosi e cercando con tutte le forze ancora disponibili quella rimonta che appare quasi impossibile perchè uno 0-3 a meno di venti minuti dal termine abbatterebbe anche un toro…

Gabriel si vede costretto agli straordinari (altro parametro da non trascurare nella valutazione complessiva della partita) perché la sua porta continua ad essere sottoposta ad un vero e proprio bombardamento. Nei minuti finali cresce il Lecce ed il Bologna (forse) si rilassa, anzi, si distrae lasciando a Babacar lo spazio giusto per infilare il gol dell’1-3. In pieno recupero una bella staffilata di destro di Farias dal  limite riaccende le speranze giallorosse, ma il 2-3 rimane fino al triplice fischio finale di Abisso

La “redenzione” degli ultimi quindiei minuti non basta a cancellare la inconsistenza dei primi settantacinque trascorsi a capire che tipo di avversario si stesse affrontando. Dopo Brescia sentimmo dire: “Mi preoccuperei se il Lecce facesse male più partite“… Come va dunque classificata questa?

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