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LECCE (di Italo Aromolo) – Mettiamola così: meglio riderci su e dimostrarsi superiori in fatto di stile e competenza calcistica… Un antico adagio leccese recita: “Te lu jabbu nun ci mueri, ma ‘nci ccappi“, ovvero mai irridere qualcuno per qualcosa che, in futuro, potrebbe capitare a te. Ma l’animo dei fiorentini è fin troppo mordace per attenersi alla saggezza popolare di altre terre e rinunciare a colorare di quella bonaria dose di canzonature ogni partita, a maggior ragione se contro una squadra teoricamente abbordabile come il Lecce.

Le risate finali sono state, però, tutte della squadra salentina, che ha vinto per 1-0 grazie al gol di Andrea La Mantia. Proprio l’attaccante romano era stato sbeffeggiato in diretta durante una trasmissione della televisione locale Toscana Tvgli ospiti in studio, dopo un paio di appoggi sbagliati nel primo tempo, lo avevano etichettato come “dodicesimo uomo per la Fiorentina“, definendone le qualità tecniche “da Lega Pro“…

Ad ogni modo, col successo al “Franchi” non è stato solo l’ex bomber dell’Entella ad essersi preso una piccola, personale rivincita sulle esuberanze dell’ambiente viola: al triplice fischio il diesse Mauro Meluso avrà ricordato le schermaglie della trattativa estiva per ingaggiare Venuti e Saponara, che lo esasperò tanto da indurlo a rilasciare dichiarazioni al vetriolo sul comportamento di indifferenza del collega fiorentino Pradè: “Dall’altra parte c’è stata maleducazione, non mi hanno fatto sapere più nulla. Non mi interessa più nessuno della Fiorentina, neanche se me lo regalassero“.

Fiorentina-Lecce è stata anche la partita di Jacopo Petriccione, che per tre anni ha giocato nella formazione Primavera della squadra viola lasciandoci un pezzo di cuore e di giovinezza: nel 2017 il club toscano non credette abbastanza nelle sue qualità e lasciò il cartellino al Bari. Sabato sera avrà fatto rimpiangere più di qualcuno per la sua ottima prestazione, decisiva per una vittoria che consente ai giallorossi di portarsi a +4 punti sulla zona retrocessione e a -2 proprio da Chiesa e compagni.

La situazione di classifica non farà certamente piacere a quegli “spiritositifosi della Curva Ferrovia, che, nel corso dell’intervallo, hanno esposto il cartelloSerie B” in direzione del Settore Ospiti: un chiaro guanto di sfida, accompagnato dai sonori fischi del pubblico di fede leccese. Peccato che a fine gara, tra i due allenatori, fosse proprio Montella quello costretto a districarsi tra le domande dei cronisti in merito alla possibilità che, dopo tre sconfitte di fila, anche quest’anno la Fiorentina non rimanesse invischiata nella lotta salvezza

Infine, il successo di sabato scorso ha alimentato una decennale tradizione positiva in terra toscana per il Lecce, che era uscito vittorioso dal “Franchi” già nel 2009 e nel 2012: è proprio vero, come recita un altro proverbio caro agli scaramantici, che… “Non c’è due senza tre“!

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