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LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Delle due, l’una: o la classe arbitrale italiana è palesemente inadeguata per garantire la corretta gestione delle partite di Serie A, o c’è addirittura da pensar male, ad una sorta di premeditazione e di recidività che alla lunga portrebbe falsare la corsa alla salvezza del Lecce. Se domenica scorsa il presidente Saverio Sticchi Damiani era furibondo per la direzione di Maurizio Mariani in Lecce-Cagliari (espulso Lapadula e squalifica di 2 giornate con ricorso presentato), per fortuna che contro la Fiorentina i salentini hanno portato a casa i 3 punti, altrimenti sarebbe stata l’ennesima beffa stagionale che i giallorossi avrebbero subito dagli arbitri in questo campionato.

Anche ieri sera al “Franchi” ai giallorossi sono stati infatti negati due rigori clamorosi dall’arbitro Marco Piccinini appartenente alla sezione AIA di Forlì, lo stesso che fu designato per dirigere la sfida casalinga contro il Napoli ed in cui fece ripetere il penalty inizialmente parato da Gabriel ad Insigne che, sulla ribattuta, poi segnò il momentaneo 0-2.

Il primo episodio eclatante accade nel finale di primo tempo: Caceres interviene da tergo su Farias che gli è davanti in piena area di rigore. Il difensore viola non tocca mai il pallone, ma impatta il piede sinistro che in quel frangente funge da appoggio all’attaccante leccese e che finisce gambe all’aria. Rigore netto, ma Piccinini indica, senza alcuna segnalazione dell’assistente che era a pochi metri dal punto d’impatto e dei colleghi in sala VAR, che l’ultimo a toccare la sfera è stato proprio Faias e comanda la rimessa dal fondo.

Il secondo episodio avviene in avvio di ripresa e vede protagonisti Dalbert e Shakhov. L’esterno di difesa gigliato sgambetta l’ucraino sulla linea dell’area di rigore, ma stavolta l’ineffabile Piccinini ravvede addirittura un fallo in attacco del trequartista giallorosso e neppure in questo caso c’è una segnalazione da Calvarese che era al VAR per avvertire il fischietto forlivese dell’errore di valutazione commesso.

In tribuna, ad assistere alla sfida tra Fiorentina e Lecce c’era anche l’arbitro Rocchi che è di Firenze ed assisteva al match da spettatore (interessato). Chissà se avrà detto qualcosa ai colleghi a fine gara o magari al solerte designatore Rizzoli, che dopo Lazio-Lecce si affrettò a dare ragione alla tesi esposta in diretta TV dal presidente Sticchi Damiani per il gol annullato a Lapadula dopo il rigore sbagliato da Babacar, salvo però ricordare nell’incontro con i capitani di Serie A all’Olimpico di due settimane addietro l’esistenza del cosiddetto “protocollo VAR” per giustificare quanto combinato in campo da arbitro, assistente e VAR e non considerare come errore tecnico (si sarebbe dovuta ripetere la partita…) la decisione di Manganiello

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