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TORINO – Mano pesante della Giustizia nei confronti di alcuni capi-ultrà della Juventus che hanno ricevuto un DASPO che li porterà a dover restare lontano dagli stadi per dieci anni. Si tratta di 38 tifosi bianconeri coinvolti nell’inchiesta “Last Bannerche nei giorni scorsi ha azzerato i vertici del tifo organizzato juventino perché accusati di associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata.

Per la prima volta, grazie al decreto sicurezza bis in vigore da giugno, nei confronti di quattro di loro sono stati emessi dei Daspo decennali sui 38 irrogati dal questore di Torino, Giuseppe De Matteis.

Le pene maggiori sono state per Dino Mocciola, il capo dei Drughi, con i suoi due “luogotenenti” Salvatore Cava e Domenico Scarano, e per il capo del gruppo Tradizione, Umberto Toia. Mocciola e lo stesso Toia, per tutta la durata del Daspo, avranno il divieto dell’uso di smartphone, apparecchiature telematiche di comunicazione e di qualsiasi arma, sia pure giocattolo, nelle giornate degli incontri sportivi.

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