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Uno dei due cooling break di Lecce-Verona

LECCE – Vedendo la deludente partita di ieri sera del Lecce contro il Verona il grande Gino Bartali avrebbe esclamato: “L’è tutto sbagliato… L’è tutto da rifare!“, che poi è un po’ quello che la maggior parte dei 24.418 spettatori sugli spalti del “Via del Mare” ha pensato assistendo alla prestazione deficitaria dei giallorossi, soprattutto nel primo tempo.

La formazione mandata in campo da un Fabio Liverani, le cui dichiarazioni nel post-gara fanno sobbalzare chi mastica calcio e segue le sorti della squadra salentina con continuità, ha lasciato parecchi dubbi. A bocce ferme numerosi commentatori e addetti ai lavori, noi de Leccezionale Salento compresi, ritenevano quelle scelte quasi naturali, frutto delle affermazioni rese dal tecnico romano alla vigilia per presentare il match.

L’11 iniziale da opporre ai gialloblù di Ivan Juric pareva pressoché scontato, con la sola novità rappresentata dall’innesto di Dell’Orco schierato titolare nella linea a 4 di difesa. Eppure, il campo ha subito evidenziato come quelle nuove pedine fatte esordire tutte insieme abbiano finito col fare una fatica titanica nel giocare da squadra e fallito l’esordio davanti ai propri tifosi accorsi in massa sperando di festeggiare i primi 3 punti della nuova stagione.

Ai più è stato evidente che il Lecce ha smarrito tutto d’un colpo le peculiarità del suo gioco palla a terra, fatto di fraseggi in mezzo al campo e inserimenti dei centrocampisti in area avversaria, per trasformarsi nella brutta copia di se stesso, offrendo il fianco alle incursioni degli scaligeri che, al contrario, hanno avuto ben chiaro come aggredire in portatori di palla leccesi e impedire loro di ragionare con un pressing stile Inter a “San Siro” alla prima giornata.

Il problema, però, è che il Verona non è certo l’Inter, ma ha costretto lo stesso Mancosu e compagni a correre a vuoto in lungo e in largo alla ricerca di chiusure mai puntuali e mostrando marcature allegre che hanno fatto imbufalire il tecnico, a scompaginarsi perché troppo lunghi e sfilacciati tra i reparti, con il solo Filippo Falco a cantare e portare la croce finché ha avuto energie nel deserto dell’attacco salentino.

Ecco spiegato il perché il Lecce abbia fatto scattare più di un campanello d’allarme. Contro i nerazzurri di Conte c’erano stati circa 20 minuti di buon possesso palla e si era vista la mano dell’allenatore anche in questo campionato. Di fronte ad una (almeno sulla carta) parigrado, invece, si è perso il bandolo della matassa e si è lasciata l’intera posta in palio ad un Verona bravo a sfruttare le contraddizioni di un avversario alla ricerca dell’intesa tra compagni e delle forma migliore.

Sembra ingeneroso ed inutile sottolineare i nomi di chi sta deludendo le attese, e si potrebbero addurre svariate giustificazioni, ma non si farebbe il bene di questa squadra. A cominciare da Liverani, e passando per ogni singolo componente di questa rosa, sarà fondamentale ritrovare lucidità, serenità e unità d’intenti. Lottare da squadra e calarsi al più presto nella nuova realtà. Il calciomercato che finalmente chiuderà i battenti stasera dirà qual è il volto del Lecce per lo meno fino a gennaio.

A guardare il calendario che attende il Lecce fino alla 9ª giornata vengono i brividi: Torino fuori, Napoli in casa, trasferta a Ferrara con la Spal, poi si ospiterà la Roma, quindi doppio impegno lontano dal “Via del Mare” contro Atalanta e Milan, per finire il ciclo terribile con il match casalingo contro la Juventus.

Dopo la più che mai utile sosta del campionato per gli impegni dell’Italia del Ct Roberto Mancini, ciascuno per la propria parte, ogni componente dovrà pertanto recitare al meglio il proprio ruolo e cominciare a marciare compatti. Al rientro dagli impegni nelle rispettive Nazionali, l’auspicio è di vedere un gruppo unito e concentrato sull’obiettivo stagionale. Da mercoledì pomeriggio, quando la truppa giallorossa riprenderà la preparazione, occorrerà voltare pagina e darsi una regolata.

Nel frattempo, restiamo convinti che un rapido centrale di difesa serva sempre come il pane, che Imbula dovrà dimostrarsi prezioso come non gli riesce da qualche stagione per avere un valido interdittore a centrocampo, così come il famoso attaccante “di peso” sia imprescindibile se si vuol segnare. In 180′ questa squadra ha realizzato 0 reti e ne ha incassate già 5. Un trend da invertire anche col prezioso supporto dei tifosi che sono ovviamente preoccupati per l’avvio di stagione, ma coscienti che la salvezza arriverà solo lottando tutti insieme e senza alcun timore.

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Dal 1995 nelle redazioni televisive (Tele C 10, TV10, TopVideo, Canale 8, VideoSalento, TeleSalento e L'A TV) con conduzione di trasmissioni sportive, culturali, di telegiornali (Studio10News, 10News, Tg8, VS Notizie) e trasmissioni sportive (Fuoricampo, Bomber, Replay, Leccezionale TV), politiche (elezioni e referendum), sociali (Telethon ’97); programmi d'approfondimento e commenti d’eventi sportivi. Nella carta stampata: Il Corriere del Mezzogiorno, LecceSera, Il Paese Nuovo, Espresso Sud, Città Magazine, Fuorigioco, L'Ora del Salento, Il GialloRosso. Dal 1999 al 2001 redattore di leccesette.it Nel biennio 2002-2003 redattore de legiraffe.it Dal 2006 al 2009 direttore responsabile de “Il Picchio Magazine” Dal 2006 direttore responsabile del periodico sportivo “Il GialloRosso” edito dal Lecce Club Centro di Coordinamento; Dal 2006 al 2010 corrispondente dal “Via del Mare” di Lecce per Italia 7 Gold per “Diretta Stadio - Ed è subito goal!” Dal 2012 opinionista de “Palla prigioniera” su corrieresalentino.it e dal 2016 de "Cuore Giallorosso 1908" su salentotelevision.it Dal 2012 addetto stampa delle associazioni “Noi Lecce” e "Passione Lecce" Dal 2013 direttore responsabile de leccezionale.it e conduttore di "Leccezionale TV"