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LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Amare le pagelle del Lecce nel confronto con l’Hellas Verona, esordio stagionale dei giallorossi nel “nuovo” Stadio Via del Mare, deciso dalla rete dell’ex Matteo Pessina a dieci minuti dal triplice fischio finale. Padroni di casa in grave difficoltà per tutto il primo tempo, poche idee e tanta confusione in mezzo al campo. Oltre la sufficienza solo Gabriel, Lucioni e Falco.

GABRIEL: 6,5
Riscatta a livello personale la prestazione di San Siro. In avvio nega il vantaggio a Kumbulla sul cui colpo di testa si distende bene alla sua sinistra. Si ripete al 38′ su Lazovic a cui para d’istinto un diagonale calciato da distanza ravvicinata.Non può nulla sulla rete del’ex Pessina nel finale.

BENZAR: 5,5
Esordio complicato per il rumeno che deve mordere il freno sulla fascia destra e contenere le discese dei veronesi. Molto meglio in fase offensiva dove dimostra di avere un piede “educato” sui cross. Lazovic lo mette in imbarazzo in più occasioni e ne soffre la mobilità, fino a che non escono in sincrono nella ripresa. → (dal 14′ st) RISPOLI: 5,5 Il suo ingresso in campo doveva servire per garantire maggiore copertura alla fascia destra e l’esperimento stava anche funzionando, ma proprio da lì parte l’azione del gol ospite, pur se in correità con la mediana.

LUCIONI: 6
Capita sulla sua testa la più netta palla-gol nei primi minuti dell’incontro quando, su cross di Falco, incorna a botta sicura ma non trova lo specchio della porta di Silvestri. Tiene da solo a galla la scompaginata difesa giallorossa presa per lunghi tratti d’infilata dagli ospiti.

ROSSETTINI: 5
Spesso in affanno su Zaccagni che nel primo tempo, lasciato solo, coglie un clamoroso palo a mezzo metro dalla porta leccese. Rimedia poi al 21′ un cartellino giallo per una pericolosa entrata a piedi unitisul diretto avversario che ne condiziona il resto della gara.

Calderoni al tiro

DELL’ORCO: 5
Andamento  lento per l’altro esordiente di serata che sull’out mancino fatica a contenere la velocità degli uomini di Juric. → (dal 37′ st) CALDERONI: Entra in campo subito dopo lo svantaggio a firma di Pessina ma i compagni non hanno più energie psicofisiche per reagire. Sua una formidabile sventola da fuori area che la difesa ospite però respinge. S.V.

Zan Majer

MAJER: 5,5
È costretto a rincorrere tutti i portatori di palla gialloblù che fanno il bello e il cattivo tempo, mettendo fuori causa la mediana leccese con fraseggi veloci e rapidi cambi di fronte. Un déjà vu di quanto accaduto con l’Inter. In avvio di ripresa ha sul sinistro un’ottima palla per segnare ma ciabatta e manda a lato da pochi metri dalla porta. Il dinamismo sulle ripartenze giallorosse è comunque merito suo.

TACHTSIDIS: 5
I ritmi della Serie A lo mandano in confusione e stenta a trovare il giusto passo e la giusta misura negli appoggi e nelle distanze con i compagni. Un po’ meglio nel secondo tempo, in cui conquista qualche punizione potenzialmente pericolosa ma nulla più.

SHAKHOV: 5
comincia col freno a mano tirato e partecipa al naufragio deella meduiana salentina a cui non riesce a dare sostanza ed imperforabilità. Cresce dopo la metà del primo tempo, ma lì in mezzo la musica non cambia e viene avvicendato a metà tempo. → (dal 20′ st) LA MANTIA: Ovazione al suo ingresso in campo da part degli oltre 24.000 spettatori di fede leccese presenti allo stadio. Prova a dare peso all’attacco soprattutto sui traversoni messi in area nel concitato finale ma di palloni giocabili non gliene arrivano granché.

MANCOSU: 5,5
In chiusura di prima frazione ha sul destro una splendida occasione su assist di Benzar ma la girata al volo non trova l’angolino alto alla destra di Silvestri. Tutto il resto è una sofferenza a provare a mettere una toppa alle voragini che si creano a centrocampo, spendendo un patrimonio in termini di energie. Sfiora il pari su una conclusione rasoterra che però trova il portiere veronese attento alla deviazione in corner.

FALCO: 6,5
Si conferma il più in forma del Lecce correndo come un matto e sfoderando assist e cross al bacio per i compagni. Su di lui Juric predispone marcature rigide e raddoppi e le sue caviglie sentono eccome le attenzioni a cui i veneti lo sottopongono. Cala nei minuti finali e la luce per il Lecce si spegne.

LAPADULA: 5
Dura la vita da solo in mezzo all’area avversaria e allora gira a largo alla ricerca di palloni giocabili ma finisce per agire spesso spalle alla porta e così perde pericolosità. Esce sconfitto da tutti i duelli con i difensori avversari e mastica amaro nel non trovare mai lo spunto vincente.

All. LIVERANI: 5
Il match preparato sulla carta sarà per forza di cose stato diverso da quello che il campo ha invece detto. Nel primo tempo gli scaligeri mettono sotto il Lecce e avrebbero meritato forse di chiuderlo in vantaggio. Difesa e centrocampo imbambolati sui palloni alti e sulle discese a tutta birra degli esterni di Juric che però non sfondano. Ci pensa Pessina a punire il Lecce nel momento del forcing finale a caccia di un successo che avrebbe premiato forse oltremodo i giallorossi. La sosta arriva al momento migliore per schiarirsi le idee.

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