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MILANO (di Pierpaolo Sergio) – Sono passati 2261 giorni dall’ultima apparizioni del Lecce in Serie A ed il ritorno dei giallorossi è stato dei più ostici. Troppo severa la lezione subita a “San Siro” per una squadra che ha provato a proporre gioco. Tutti gli episodi sono stati sfavorevoli ai salentini che escono sconfitti ma a testa alta, anche se c’è da lavorare su alcuni aspetti che stasera hanno funzionato poco.

GABRIEL: 4,5
Becca 4 reti ed una viene annullata per un fuorigioco passivo. Almeno tre sono degli eurogol, ma palesa limiti tecnici che nulla hanno a che fare con i super-gol trovati dall’Inter. Non reattivo come si dovrebbe sulle reti segnate da di Brozovic e Sensi nei primi 45′. Naufraga nella ripresa quando raccoglie dal fondo della rete altri due palloni su cui ha grosse responsabilità, soprattutto quello del 3-0 regalato a Lukaku su conclusione non certo irresistibile di Lautaro Martinez che invece non trattiene.

RISPOLI: 5
Concede praterie ad Asamoah che crea non pochi problemi alla difesa salentina. Si sfianca in un vai e vieni lungo la fascia destra che gli toglie energie e lucidità soprattutto sui cross, fino al cambio che arriva a venti minuti dalla fine. → (dal 72′) BENZAR: 6 Fa intravedere buona personalità nello spezzone di gara che gioca.

LUCIONI: 6
Tiene a bada come meglio può un bestione del calibro di Lukaku a cui deve concedere centimetri e chili. Si alterna in marcatura anche su Lautaro Martinez con il compagno di reparto Rossettini e, almeno per vie centrali, l’Inter non ha vita troppo facile.

ROSSETTINI: 5
Troppo timido in qualche chiusura come in occasione del 2-0 inrterista quando non si oppone alla conclusione in diagonale basso di Sensi. Va in debito di ossigeno nel secondo tempo quando non argina più le incursioni avversarie come in precedenza e le occasioni da rete interiste aumentano.

CALDERONI: 5
Al pari di Rispoli sulla sponda opposta, lascia troppi spazi lungo l’out mancino a Candreva che mette in difficoltà la retroguardia giallorossa con alcune incursioni. Finisce stravolto dalla fatica e con poca benzina nelle gambe.

PETRICCIONE: 6
La personalità non gli manca e debutta in maniera convincente alla Scala del calcio. Lì in mezzo il Lecce è tatticamente in inferiorità numerica e soffre maledettamente, ma lui prova a dare ordine alla manovra ed alle ripartenze, arrivando anche al tiro. Esce dopo il terzo gol avversario per far posto a Mancosu. → (dal 60′) MANCOSU: 6 Rientro in prima squadra dopo le noie fisiche che ne hanno minato la preparazione precampionato. Va al tiro dal limite un paio di volte ma la mira non è quella dei giorni migliori.

TACHTSIDIS: 5,5
Se uno come Petriccione va in affanno sotto il pressing avversario, figurarsi quanto mal digerisca uno come lui gli spazi angusti che i centrocampisti di Conte gli lasciano. Ad ogni modo, tenta di creare qualche grattacapo ad Handanovic con le sue conclusioni da fuori area. Meglio nella ripresa quando prende per mano la sua squadra e tenta qualche sortita senza la necessaria buona sorte.

MAJER: 6
Lavoro oscuro, ma prezioso per lo sloveno che macina chilometri e nel primo tempo va vicino al gol con una spizzata parata da Handanovic in uscita provvidenziale. Anche nel secondo tempo prova a stringere i denti davanti alla folate nerazzurre ma nel finale le energie scarseggiavano.

LA MANTIA: 6
Prende tante, ma tante botte nel cercare di far salire la squadra. L’arcigna guardia montata su di lui lo tiene spesso lontano dall’area interista, ma quando ci arriva dà sempre fastidio alla difesa nerazzurra. Viene sostituito dopo un quarto d’ora del secondo tempo. → (dal 60′) FARIAS: 4 Dura appena 15 il suo debutto con la maglia del Lecce in campionato. Poi commette un brutto fallo da tergo su Barella e viene espulso lasciando i compagni con un uomo in meno.

FALCO: 7
Palla al piede è una delizia per i palati sopraffini a cui piacciono i giocatori di talento. Si porta tutto l’attacco leccese sulle spalle quando tenta di ripartire in velocità e offrire palloni invitanti agli attaccanti. Sua una serpentina ubriacante in area nerazzurra che avrebbe meritato miglior fortuna. Valore aggiunto di questo gruppo.

LAPADULA: 5,5
Ha sul destro la palla del possibile vantaggio, ma il suo pallonetto sull’uscita di Handanovic viene neutralizzato a pochi metri dalla linea di porta dai difensori nerazzurri. Da ex milanista (col dente avvelenato) si danna l’anima nel dare pressione ai portatori di palla avversari. Lotta e sgomita nel cuore della difesa dei padroni di casa ma non trova quel gol che il Lecce avrebbe pure meritato.

All. LIVERANI: 6
Il battesimo di fuoco per la sua creatura è arrivato contro uno dei peggiori avversari che si potessero affrontare alla prima giornata. Pur in condizioni ambientali problematiche, il Lecce cerca di non snaturare la propria propensione a fare gioco ed essere propositivo, ma la differente caratura tecnica e qualche sbavatura di troppo agevolano il compito dell’Inter.

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