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LECCE (di Italo Aromolo) – Quando sei un club calcistico di provincia e spese folli non rientrano nei tuoi programmi, gli elisir di lunga vita si chiamano oculatezza e parsimonia negli investimenti. Per combinare i risultati sportivi servono qualità umane e organizzative e, tra gli spazi angusti del calciomercato della Serie A, il Lecce si è sempre mosso con strategie caute, ma efficaci: scouting meticoloso, trattative di pazienza in attesa delle buone occasioni, valorizzazione di giovani calciatori provenienti dai mercati esteri. Talvolta il cuore è andato oltre il budget e grossi sforzi economici hanno trasformato sogni di campioni, o presunti tali, in realtà. In questa classifica ricapitoliamo i 10 acquisti più costosi della storia dell’U.S. Lecce.

I dieci acquisti più cari della storia del Lecce (fonte: transfermarkt.it)

1° POSTOErnesto Javier Chevanton è stato il calciatore pagato più profumatamente in oltre un secolo di vita del sodalizio salentino: il cash di 7 milioni di euro versato dalla famiglia Semeraro nell’estate del 2000 fu un’enormità, se si paragona il giro di denaro attuale a quello, ben più limitato, di allora. Prelevato dal club uruguaiano del Danubio, il talento di Juan Lacaze ha ripagato l’esborso in termini di gol, diventando il più prolifico realizzatore giallorosso in Serie A, e di bilancio, consentendone la risanatura con il passaggio nel 2004 al Monaco per 10 milioni di euro. Chevanton ha scelto di vivere in città alla fine della carriera e ha sposato la salentina Sandra: c’è anche il valore delle emozioni – non quantificabile – che l’attaccante ha regalato ai leccesi e viceversa.

2° POSTO – Se l’operazione-Chevanton è da manuale di didattica per aspiranti direttori sportivi, non si può dire lo stesso di altri azzardi di mercato nella storia del Lecce. Spesso l’elevata spesa economica è stato un fardello che ha gonfiato inutilmente le aspettative e accorciato i tempi di giudizio: si sa che la fretta è il primo nemico delle corrette interpretazioni. Bruno Cirillo è al secondo posto tra più onerosi di sempre: le discrete prestazioni in 32 presenze non giustificarono i 3,4 milioni pagati all’Inter per l’acquisizione del cartellino. Fu poi ceduto all’AEK Atene per un milione e al danno finanziario si aggiunse la beffa del successivo exploit in Champions League, dove collezionò 8 presenze condite da uno storico gol in rovesciata all’Anderlecht (2-2 nel 2006).

3° POSTO – Peggio ancora andò a Daniele Cacia, che chiude il podio con i 3 milioni di euro versati dal Lecce nelle casse nel Piacenza nel 2011. Il feeling con la tifoseria non è mai sbocciato in un susseguirsi di ragioni e accuse da una parte e dall’altra: errori del calciatore, un ambiente presto ostile, il grave infortunio al perone che ne ha pregiudicato il rendimento (22 presenze, 2 gol). La sentenza di condanna definitiva dell’esperienza leccese è arrivata per sua bocca nel 2016: “Il Lecce? Un club come altri. Non mi ha lasciato qualcosa”.

GLI ACQUISTI DI OGGI – Al settimo posto della top-ten è entrato di prepotenza Romario Benzar: lo scorso giugno il Lecce ha inviato un bonifico di 2 milioni di euro alla Steaua Bucarest per assicurarsi il nazionale rumeno, che ricoprirà il ruolo di terzino destro nella prossima stagione. Si tratta di una cifra che nel 2019 rientra nelle naturali facoltà di una società neopromossa in Serie A, che ha introiti per 40-50 milioni l’anno. Il calcio sta cambiando e l’espansione delle finanze farà si che nei prossimi anni l’intera classifica potrà essere riscritta, a cominciare dall’acquisto di un bomber che potrebbe arrivare nei prossimi giorni per una cifra non inferiore ai 2 o 3 milioni.

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