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LECCE (di Italo Aromolo) – La Legge Lorenzin funziona. L’introduzione dell’obbligo vaccinale nel 2017 ha innalzato le coperture vaccinali in tutta Italia, portando a 2697 i comuni con oltre il 95% di bambini vaccinati contro il morbillo (nel 2015 erano appena 328).

Per una volta, dunque, l’Italia si dimostra all’avanguardia con una legge che, seppur non perfetta, si rivela il giusto antidoto per arginare la deriva del mondo del web, dove la democrazia comunicativa ha trasformato ciò che è salute in malattia e ciò che è vita in morte.

In questo vademecum smascheriamo in 5 punti le principali fake-news che circolano in rete sulle vaccinazioni. La scienza sta combattendo le terroristiche mine anti-vaccinistiche anche con l’aiuto dei social network: Facebook, Instagram e Twitter hanno infatti deciso di oscurare i post che contengono informazioni false sui vaccini.

Il guadagno delle case farmaceutiche. I vaccini come florido bussiness per gli interessi economici delle case farmaceutiche? Una bufala a cui è facile abboccare lì dove scarseggia la corretta informazione e prolifera la malafede. I dati OSMED (Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali) smentiscono e anzi capovolgono questa teoria: quella per i vaccini è una piccola parte della spesa farmaceutica totale, appena l’1,2%. La spesa pro-capite per tutti vaccini nel 2011 è stata di 5,05 euro all’anno, mentre si spende tre volte tanto (14,8) solo per alcuni dei farmaci utilizzati per il bruciore di stomaco (gli inibitori di pompa protonica). Per ogni euro non investito in vaccini se ne calcolano 16-17 che le aziende guadagnerebbero con i farmaci che curano le malattie prevenute dagli stessi (un giorno di ricovero per il morbillo può costare fino a diverse migliaia di euro). Le case farmaceutiche fallirebbero se ci fossero vaccini per tutte le malattie!

Il mercurio. Parlare di “mercurio”, intanto, è troppo generico nel complesso puzzle scientifico dove l’equilibrio si basa su una precisa articolazione di denominazioni non suscettibile di interpretazioni. Il mercurio esiste in varie forme in natura: il metil-mercurio è un composto estremamente tossico per il cervello; l’etil-mercurio, quello che era presente nei vaccini come conservante, ha una penetrazione minima a livello cerebrale e alle dosi iniettate è infinitamente meno tossico del “collega”. La differenza di una consonante ha complicato maledettamente la comunicazione di massa, creando confusione e alimentando una paura infondata, data l’assoluta ed inequivocabile differenza tra i due composti (“metil” ed “etil”). Dal 1992 il problema non esiste più, perché il mercurio è stato abolito dalla composizione dei vaccini. Nonostante siano passati quasi trent’anni, il disseppellimento della polemica per gli egoistici fini anti-vaccinisti è un rischio sempre dietro l’angolo.

L’alluminio. Si tratta del metallo erede del mercurio nel primato delle bufale confezionate ad arte dai NoVax. L’idrossido di alluminio è presente nei vaccini con il compito di aiutare il sistema immunitario a reagire, ma le dosi a cui è iniettato sono minime e totalmente innocue per la salute del bambino. Entriamo ogni giorno in contatto con l’alluminio ambientale, che è presente nell’aria ed inalato in quote infinitesimali ad ogni respiro: dubitare della sua sicurezza nei vaccini è come temere di annegare in un bicchier d’acqua dopo aver imparato a nuotare. La quantità di alluminio che un bambino assume con 10 vaccini nel corso di un anno è pari a quella introdotta, nello stesso periodo, con il latte materno e quasi 200 volte inferiore a quella ingerita con il latte di soia. L’ultima sconfessione della tossicità dell’alluminio vaccinale è arrivata nel 2018, grazie ad uno studio statunitense condotto su 85 bambini: i livelli nel sangue del metallo sono risultati non correlati al carico vaccinale e all’insorgenza di disturbi dello sviluppo.

I gravi effetti collaterali. I vaccini sono tra i farmaci più sicuri in circolazione. L’effetto collaterale più grave è l’anafilassi, che può portare a morte, ma questo rischio può essere prevenuto rimanendo 15 minuti nei pressi del centro vaccinale dopo l’iniezione: in tal modo il medico potrà somministrare i farmaci salva-vita, come l’adrenalina, nello sfortunato caso. Si tratta infatti di una complicanza rarissima, che si presenta 1 volta ogni milione di dosi somministrate: una probabilità simile a quella di avere un incidente stradale nel tragitto tra casa e il centro vaccinazioni. Altri effetti collaterali meno gravi e facilmente gestibili sono le convulsioni febbrili e l’abbassamento transitorio delle piastrine (rispettivamente 1 volte ogni 4.000 e 40.000 immunizzazioni per il morbillo). Per cogliere l’eccezionalità di tali eventi basta paragonarli alle complicanze della malattia da prevenire, estremamente più frequenti: il morbillo in 1 caso su 20 dà polmonite e in 1 caso su 1.000 si rivela mortale.

Autismo. Nella scienza per valutare l’effetto avverso di un vaccino – come per qualunque altro farmaco – si fa una semplice operazione di confronto tra le persone che lo hanno assunto e quelle che no. Ci si chiede se nel gruppo vaccinato l’effetto indesiderato si è verificato più o meno frequentemente rispetto al gruppo che non è stato vaccinato. Questo è stato fatto su campioni davvero vasti per il vaccino MPR (Morbillo-Parotite-Rosolia) e le risposte sono state inequivocabili: l’associazione con l’autismo è stata categoricamente smentita perchè l’incidenza della malattia era uguale tra il gruppo dei vaccinati e non vaccinati. La panzana era stata diffusa nel 1998 da un medico inglese in pieno conflitto di interessi: Wakefield – questo il nome – era stato pagato per supportare cause giudiziarie ed aveva brevettato un vaccino alternativo a quello di cui voleva dimostrare gli effetti dannosi. Scoperta la truffa, è stato radiato a vita e la sua pubblicazione cancellata da ogni rivista.

ATTENZIONE: Le informazioni contenute in questo articolo sono presentate a solo scopo informativo. Non intendono sostituire il rapporto diretto medico-paziente. Si raccomanda di chiedere il parere del proprio medico riguardo qualsiasi indicazione riportata.

Bibliografia

  1. M.P. Karwowski, C. Stamoulis, L.M. Wenren, G.M. Faboyede, N.Quinn, K.M. Gura, et al. Blood and hair aluminum levels, vaccine history, and early infant development: a cross-sectional study Acad Pediatr (2017) Epub Sep 14. 
  2. Hviid A, Hansen JV, Frisch M, Melbye M. Mumps, Rubella Vaccination and Autism: A Nationwide Cohort Study. Inter Med 2019 Mar 5. 
  3. Center for Disease Control: Vaccines 
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