Tempo di lettura: 5 minuti
Tifosi leccesi a Monza nel 1985

LECCE (di Italo Aromolo) – Nel pomeriggio di domenica 16 giugno 1985 il cuore della città è a Monza. Allo stadio “Sada” il Lecce gioca l’ultimo atto della stagione, quello decisivo per lo sbarco in Serie A. Basta un punto ai giallorossi per la matematica certezza della prima promozione del club nel massimo campionato. All’appuntamento con la storia non vogliono mancare gli oltre 7mila tifosi leccesi che invadono la cittadina brianzola: alcuni arrivano con i venti pullman e i due voli charter organizzati dal capoluogo salentino, altri da varie località italiane ed estere tra cui Zurigo, Basilea, Monaco, Colonia e Baden Baden.

La città si svuota ma non abbastanza perché almeno ventimila persone non si radunino con diverse ore d’anticipo nei tre centri dove la partita sarà trasmessa via radio: in Piazza Partigiani sulle frequenze di “Prima Radio”, in Piazza Sant’Oronzo sulle frequenze di “Radio Stereofonia – Canale A” e in Villa Comunale sulle frequenze di “Radio Rama”.  Le trombette delle bancarelle sono andate esaurite, tanto che nella notte sono dovuti arrivare rifornimenti da Napoli.

Il Lecce 1984/’85 (foto Passione Lecce)

Mille chilometri più a Nord sugli spalti dello stadio si danno ali alla fantasia con striscioni di ogni tipo, da “Orgogliosamente meridionali” a “Simu li meiu”. Mister Eugenio Fascetti deve fare a meno degli squalificati Enzo e Orlandi e rimaneggiare la formazione-tipo. Questa la storica formazione leccese scesa in campo: Negretti in porta; Miceli libero; Rossi e Stefano Di Chiara in difesa; Vanoli, Raise, Rizzo, Luperto e Palese a centrocampo; Paciocco e Alberto Di Chiara in attacco. Il Monza avrebbe più di qualche conto in sospeso con il Lecce, che sei anni fa venne a vincere al “Sada” e condannò i brianzoli allo spareggio per la A, poi perso col Pescara. Ma anche ai padroni di casa il pareggio garantirebbe il raggiungimento dell’obiettivo stagionale (la salvezza) e in pochi giureranno che non finirà così. Destino vuole che ad arbitrare l’incontro sia il signor Maurizio Mattei, lo stesso che nove anni prima fischiò il termine di Lecce-Sorrento decretando la promozione dei giallorossi in Serie B.

La rosa dell’U.S. Lecce 1984/’85

Sotto lo sguardo eccellente del sindaco Ettore Giardiniero, degli allenatori Pippo Marchioro e Mariolino Corso e dell’ala allora interista di origini leccesi Franco Causio, la gara scorre via come una battaglia in cui riporre le armi senza troppi feriti è l’unico obiettivo. Nel primo quarto d’ora il Lecce passa in vantaggio con un colpo di testa di Albertino Di Chiara (bravo Marino Palese nel cross), ma il Monza impiega solo tre minuti per trovare il pareggio con una bella triangolazione finalizzata da Saini. C’è giusto il tempo per un paio di occasioni per parte prima che la prima frazione si concluda senza particolari sussulti. Nel secondo tempo la gara si addormenta definitivamente ed è accompagnata verso il novantesimo da un lento tocchettare a centrocampo. Sono le ore 18:17 quando Mattei guarda l’orologio, si porta il fischietto alla bocca e manda il Lecce in paradiso. Il radiocronista Ezio Luzzi prende la linea e annuncia a tutto il Salento in sospirato ascolto: “Attenzione Ameri, evento storico anche qui a Monza, il Lecce è in Serie A!

La festa in Piazza Mazzini per la prima promozione in Serie A (foto Passione Lecce)

Migliaia di tifosi leccesi, già assiepati a bordocampo da alcuni minuti, invadono il campo e lo percorrono con un enorme lenzuolo giallorosso. I giocatori conquistano gli spogliatoi, dove si danno alla pazza gioia e inneggiano alla Serie A. Dall’altra parte d’Italia una città esulta e si colora di giallorosso. In Piazza Mazzini, tra un incursione e l’altra nella fontana, compare sui balconi una lettera “A” alta almeno venti metri. Un grande drappo che riporta l’effigie della lupa e la scritta “Brigate giallorosse” campeggia in Piazza Sant’Oronzo, sul palazzo INA. Su tutti si erge uno striscione: “Dedicata a voi, Ciro e Michele”.

Le coreografie in Piazza Partigiani (foto Passione Lecce)

Via Trinchese, Corso Vittorio Emanuele II, il quartiere San Lazzaro, il quartiere Santa Rosa e l’intera zona di Piazza Mazzini sono congestionati da una festa che andrà avanti fino a tarda notte. In alcune strade i marciapiedi vengono letteralmente dipinti: uno giallo e uno rosso. Similmente le auto con le fiancate, gli alberi, i lampioni, i segnali stradali. Uomini e donne di ogni età, dai più giovani agli anziani, si agghindano con una bandiera, un berretto, una fascia, una sciarpa, qualsiasi cosa che richiami i colori della squadra della città. Persino i cagnolini sono acconciati con i colori sociali del Lecce.

Il giorno dopo è caccia ai quotidiani per una prima pagina tutta da conservare e risfogliare magari quarant’anni dopo: il Corriere dello Sport titola “La Puglia invade la A”, La Gazzetta del Mezzogiorno invece “La Puglia in serie A”, Il TempoAlé, Puglia!”. La squadra fa ritorno in pullman a Lecce e già all’altezza di Trepuzzi decine e decine di auto aspettano il bus e lo scortano a suon di clacson fino al capoluogo. La meta finale è quella di Piazza Partigiani, dove una festa di dimensioni pari a quella della notte precedente si scatena con gli “eroi” presenti in carne ed ossa a folleggiare insieme ai tifosi.

Via Imperatore Adriano (foto Passione Lecce)

Ma le celebrazioni non finiscono qui. Per tutta la settimana si tengono manifestazioni ufficiali in provincia: i protagonisti sono accolti dai tifosi del Basso Salento in quel di Tuglie, ma feste si tengono anche a Surbo, Guagnano e altri paesi. Nel fine settimana, nella marina di San Cataldo, si tiene la Sagra dell’aquilone giallorosso, mentre nel centro di Lecce è in programma il gran finale con ogni tipo di iniziativa. In piazza Sant’Oronzo sfilano ballerine brasiliane e carri allegorici. Cantano in dialetto salentino Bruno Petrachi, Franco Simone e altri artisti locali, ma non mancano voci straniere come quella del brasiliano Zé Carlos. Si esibiscono la “Banda di Veglie” e la “Piccola Banda Città di Lecce”, con in più gli spettacolari Sbandieratori di Gubbio. Una grande botte di vino è preparata al centro della piazza perché tutti possano attingerne liberamente. Cestini di prodotti tipici locali sono distribuiti gratis. Tutto e tutti per un solo motivo: festeggiare il Lecce arrivato per la prima volta nella sua storia in Serie A.

Commenti