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LECCE (di Gavino Coradduzza) – Per venire a capo di un confronto che andava affrontato senza il bomber La Mantia, il Lecce ha dovuto lavorare ai fianchi di un coriaceo Carpi per tutta la prima frazione di gioco; individuata, però, la chiave della serratura della porta biancorossa, per Falco e compagni, il gioco di dominare la partita con un punteggio rotondo è diventato quasi scolastico; piacevolmente scolastico…

Mai fidarsi degli ultimi ed ancor meno dei penultimi, quando si scende in campo contro un avversario che presenta scarse credenziali; infatti il Lecce, un tantino sorpreso in avvio di gara, poteva pagar cara una leggerezza inattesa che comunque accordava una ghiotta occasione agli uomini di Castori con Arrighini. Ci ha dovuto mettere una buona pezza Bleve, chiamato a ripetersi, ancora brillantemente, dieci minuti più tardi su Coulibaly

Il fatto è che i giallorossi, compassati ed alquanto macchinosi e prevedibili nella battute di avvio concedevano qualche licenza di troppo a questo Carpi che cercava di sfruttare “l’aria che tira”. Per infortunio di gioco il Lecce perde ben presto Calderoni sostituito da Marino; il Carpi perde invece Arrighini, rilevato da Vano

Prese in mano le redini del gioco e sigillate le iniziali crepe difensive, i giallorossi creano molo ma non concretizzano a dovere; nella seconda metà del primo tempo c’è molto Falco, impegnatissimo nel ricucire e collegare centrocampo e attacco; suo è infatti l’unico tiro insidioso (lambisce il palo) indirizzato con buona pericolosità verso la porta di Piscitelli. Al riposo si va con le reti inviolate…

Dubbi e vivaci proteste giallorosse in avvio di ripresa per un tocco di palla con il braccio, in piena area, su un tiro teso decollato dal destro di Tachtsidis: per l’arbitro Piscopo si può proseguire, ma a furia di bussare con insistenza alle porte dell’area di rigore di Piscitelli, la palla finisce tra i piedi di Venuti che la scarica imparabilmente in rete…

Questo gol è per molti aspetti un “gol liberatorio“; in particolare se si considera che, fino a quel momento, la vocazione penetrativa dell’attacco giallorosso era parsa “in fieri” più che “in essere”. Ma una volta aperta la breccia, il Carpi deve giocoforza allargare le maglie, ed in un paio di minuti si trova sul groppone il due a zero ed il tre a zero: a segno il solito Marco Mancosu, seguito a ruota da Filippo Falco

Fine dei giochi, si pensa sugli spalti; ed infatti il Lecce può amministrare la partita a proprio piacimento: gioca con disinvoltura, manovre ariose e pare divertirsi non poco nel disegnare trame eleganti, precise e dunque piacevoli. Il Carpi, alquanto frastornato, subisce ed è costretto a chinare la testa sotto la sferzata (la prima per Tumminiello da poco in campo) del quarto gol

La rete della bandiera conquistata dai biancorossi di Castori non aggiunge niente al registro dei meriti dimostrati in campo dalle due squadre. I numeri del Lecce lo porterebbero a dilagare su un avversario infiacchito dal punteggio ed incapace di edificare qualche argine per limitare i colpi di avversari che sbucano da ogni parte…

L’abisso di punti che in classifica separa Lecce e Carpi appare ora in tutta la sua cruda spietatezza. Nei minuti finali un boccone non proprio zuccherato: l’arbitro ritiene di ammonire Lucioni (secondo giallo) facendogli guadagnare anzitempo la doccia. Da mettere dunque in conto la squalifica per il prossimo impegno quando il Lecce renderà visita al Perugia di Alessandro Nesta…

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