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LECCE – Il Lecce coglie la settima vittoria consecutiva in casa e si riscatta dopo il passaggio a vuoto di Cremona. La gara però non è stata priva d’insidie nonostante il 4-1 finale per i giallorossi.

“Avevamo pensato una partita così. Non era pensabile un Carpi così aggressivo per 90’, sapevamo che nel secondo tempo avremmo trovato più spazi -sintetizza Fabio Liverani nel postpartita-. Inizialmente, eravamo lenti nel fraseggio e abbiamo concesso delle ripartenze rischiando troppo”.

Il tecnico poi descrive le ragioni del motore ingolfato soprattutto in mediana: Mancosu sbagliava troppo, la rotazione della palla era lenta e le marcature preventive non erano fatte nel momento giusto. Petriccione si alzava troppo insieme a Tabanelli, non andava bene. Dovevamo tirarli fuori dal guscio palleggiando vicini e non solo con Tachtsidis. Nella ripresa abbiamo legittimato la partita andando sul 4-0 e prendendo pali”.

Ora le fila vanno serrate e qualche scivolone non è andato giù all’ex Genoa: “Ci complichiamo la partita senza senso quando non ci siamo mentalmente. Rimanere in dieci è un’ingenuità. Quando siamo superficiali e disattenti perdiamo la palla e ci esponiamo a queste cose. A quattro partite dalla fine conta la testa, se noi usciamo dalla partita con la testa è dura“.

La sconfitta rimediata a Cremona non ha lasciato scorie: “La squadra ha una buona maturità. Non ci portiamo strascichi delle partite. Non abbiamo portato semplicemente ciò che è stato fatto in settimana. Ripeto, ora conta la testa. Va capita la gara e interpretata”.

Nell’esame dei singoli, Liverani esalta i suoi: Falco oggi è diventato devastante. Quando determina, ossia  calcia in porta, assist e prendersi punizioni, spacca le partite. Ha fatto un secondo tempo sontuoso. La combinazione del terzo gol è stata bella. Mancosu è poi cresciuto nella ripresa dopo l’inizio lento. L’azione del primo gol è figlia delle esigenze: loro avevano centrali di 198 e 195 cm, noi avanti avevamo Falco e Palombi. Con i fraseggi siamo bravi, ma è la scelta che cambia le partite. Se scelgo sempre giocate fine a sé stesse, non va bene. Cerco la verticalizzazione e la velocità. Con qualità tecnica importante poi non c’è stata storia. Tumminello? Spero gli sia scoccata la scintilla. Il gol dà qualcosa, deve ripartire con la stessa fame di quando aveva 15-16 anni. Così diventerà importante”.

L’ottima prestazione di Bleve è stata importante oggi, ma non ci sono dubbi su chi sia il titolare d’ora in poi: “Marco Bleve ha fatto una partita ottima, gli faccio i complimenti ma non cambierò il portiere. Vigorito torna tra i titolari e prende il suo posto“. 

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