LECCE – Saverio Sticchi Damiani, presidente dell’U.S. Lecce, ha rilasciato una lunga ed interessante intervista al Nuovo Quotidiano di Puglia oggi in edicola nella quale ha parlato delle inattese prospettive stagionali dei giallorossi ma, soprattutto, della questione-stadio che rischia di rovinare il futuro del club salentino a tutt’oggi in lotta per la conquista della promozione diretta in massima categoria.

Il numero uno della società di via Costadura ha elogiato la formazione di Liverani per il cammino in campionato che permette a capitan Mancosu e compagni di giocarsi la promozione in Serie A, ma ha pure fatto una lucida disamina sulla situazione che sta vivendo il calcio italiano e quello pugliese: “Abbiamo una squadra che gioca proprio bene e che, tranne forse una o due partite, quest’anno raramente ha sbagliato l’approccio alla gara. E se mi guardo intorno non vedo squadre che stanno facendo meglio di noi. È assolutamente necessario un ridimensionamento generale del costo del lavoro con l’introduzione dei tetti salariali e con l’obbligo di presenza nelle rose di un determinato numero di giovani, se possibile italiani. Altrimenti le sorprese che ormai ogni anno si susseguono anche in piazze importanti saranno all’ordine del giorno. Noi del Lecce viviamo un momento di grande fortuna perché si è creata una compagine societaria forte che ora è la massima espressione del calcio pugliese. Ho notato grande indifferenza da parte di tante floride realtà imprenditoriali del Salento dalle quali invece ci saremmo aspettati un maggiore sostegno. Io non credo all’impegno, come sto vedendo altrove, del tessuto imprenditoriale locale solo quando le cose precipitano”.

IL FUTURO DEL “VIA DEL MARE”- Il presidente del Lecce non ha nascosto le proprie perplessità in relazione alla situazione dell’impianto sportivo cittadino: “Nonostante l’impegno preannunciato da parte dell’Amministrazione comunale, siamo stati sempre soli. Tutti i costi, anche quelli legati a esborsi non di nostra competenza su interventi di straordinaria manutenzione, nonostante le promesse, sono gravati e gravano su di noi. La Tribuna Est chiusa il prossimo anno? Sì, purtroppo al momento la situazione è questa. Ci fu un’iniziale disponibilità da parte del nostro socio De Picciotto di fare un restyling dello stadio ma il problema è che non ha senso intervenire con un restyling poiché abbiamo scoperto strada facendo che ci sono problemi strutturali. Vorremmo essere anche noi partner di un gruppo che si voglia occupare della ristrutturazione dello stadio che può essere più o meno radicale a seconda anche delle condizioni che verranno stabilite nell’eventuale convenzione ed a seconda anche di chi vorrà investire insieme al Lecce. È chiaro che è una cosa a cui non potrà provvedere il Lecce da solo. Posso dire che ci sono stati già dei contatti con alcuni potenziali partner, sia pubblici che privati, con il Credito Sportivo, con Invimit ma tutto si ferma di fronte a una convenzione che oggi ha i giorni contati e che ancora non è stata riscritta. Adesso, è iniziato un dialogo serrato con il commissario straordinario per rivedere la convenzione e immaginare di riscriverla completamente. Sinceramente spero che tutto questo possa avvenire il più presto possibile, prima ancora di eleggere il nuovo sindaco”.

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