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LECCE – Pasquale Padalino prova a raccogliere gli aspetti positivi della sconfitta del suo Foggia: “Dal punto di vista tecnico è stata una prestazione incoraggiante, dal punto di vista della classifica no. L’1-0? Un risultato che non ci soddisfa, credo che la squadra abbia tenuto testa, ben comportata anche se ha creato pochi pericoli negli ultimi 16 metri. A caldo, sottolineo che non c’è stata nessuna resa. Ci sono tante cose da modificare, ma il risultato è penalizzante senza nulla togliere al Lecce. Venivamo qui con numerose defezioni, ma chi ha giocato si è ben comportato e chi è subentrato ha fatto la propria parte. Sta a noi migliorare ma nel complesso sono soddisfatto”.

L’allenatore non vuole sentir parlare di involuzione dopo i sei risultati utili nelle ultime partite: “Sono partite diverse, situazioni diverse, settimane diverse che non possono paragonarsi. Il 10 contro 11 in casa con il Benevento è un’altra storia. Qui avevamo preparato la gara per chiudere gli spazi al centro, loro hanno capacità di fraseggio. Nella ripartenza, però, siamo stati poco incisivi. Ci manca quell’ultimo pezzo che rispetto alla mole di gioco provata a fare è un problema che ci portiamo avanti”.

Padalino spegne sul nascere ogni polemica sul suo passato da tecnico del Lecce e sulla “fredda” accoglienza che il “Via del Mare” gli ha tributato: “Il derby è sempre una partita carica di emozioni. Anche io ho sentito un po’ il match, ma dal fischio d’inizio sono stato concentrato sugli aspetti della squadra. Il mio pensiero era uno. Accoglienza diversa? Ho detto che avrei cercato l’indifferenza in ogni caso, ma perché mi devo concentrare, niente altro. Anche da calciatore era così. Ciò che è successo non ha cambiato nulla rispetto alla mia condizione psicofisica. Lo spettacolo non ero io, era la partita. Gli attori sono le squadre e i calciatori. Già abbiamo tanti problemi, e la squadra mi ha dimostrato di riuscire a pensare solo a un avversario forte”.

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