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LECCE – A Lecce avevamo lo storico Stadio “Carlo Pranzo con la tribuna coperta in legno. Strutture lignee rappresentavano la normalità in Europa in fatto di impianti sportivi. Soprattutto in Inghilterra, Germania, Francia e un po’ in tutta Italia gli stadi in legno hanno ospitato le gesta di campioni del calcio e fatto da contenitori ad importanti eventi internazionali.

Col passare del tempo e con l’innovazione tecnologica, la costruzione dei più moderni impianti ha poi optato per strutture in cemento e acciaio, fino ad arrivare a quelle più avveniristiche degli ultimi anni, realizzate con materiali rivoluzionari, ecosostenibili ed a basso impatto, come saranno gli stadi che ospiteranno le gare dei prossimi Mondiali in Qatar del 2024.

Ma c’è pure chi sta già costruendo stadi modulari in legno lamellare che rispondono alla crescente domanda di strutture di media capienza (fino a 20.000 posti). In più, la caratteristica di modularità di tali progetti ne consente la realizzazione in tempi rapidi (6/8 mesi) e, soprattutto, a prezzi contenuti (1500/2000 € a posto), abbattendo i costi di gestione e di manutenzione, con uno stadio sempre adeguato alle esigenze delle società. Il tutto con un occhio di riguardo per l’ambiente che facilita il reperimento delle risorse necessarie alla copertura finanziaria. Tali strutture prevedono le tribune vicinissime al terreno di gioco, con sedute ergonomiche e curve da cui godere di perfetta visibilità.

Così, a Brescia, il presidente Massimo Cellino, che ha già alle spalle l’esperienza di Cagliari con il vecchio “Sant’Elia“, sta pensando di far costruire il futuro stadio “Rigamonti” proprio in legno lamellare, in considerazione della possibile promozione in Serie A che vedrebbe le “Rondinelle” non disporre di un impianto funzionale secondo i più recenti standard.

Il presidente del sodalizio lombardo ha già raggiunto un accordo con la Pessina Costruzioni e con la società romana, leader degli stadi modulari, della Bear Stadiums che garantisce strutture realizzate in abete nordico, proveniente da foreste gestite in modo sostenibile, inserito nel glulam (il legno lamellare), inviato sul posto di costruzione e lì stesso assemblato.

Il costo complessivo dello stadio sarebbe di circa 30 milioni di euro, un investimento che il Brescia potrebbe fare attraverso risorse proprie, sia grazie ad un’eventuale promozione in massima serie, attraverso gli introiti garantiti dai diritti tv, sia con i proventi dell’eventuale cessione del gioiellino Tonali.

Il progetto per il nuovo impianto potrebbe partire da una Tribuna Centrale da 2.500 posti, oppure aggiungere in un primo momento i moduli della gradinata e della Curva Sud. Se il club lombardo presenterà alla Lega Calcio il progetto per il suo nuovo stadio, potrebbe inoltre arrivare una deroga per l’uso dell’attuale “Rigamonti” (altrimenti destinato all’abbattimento visto che ha 60 anni), evitando di giocare eventualmente altrove le partite della prossima stagione.

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