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LECCE (di Gabriele De Pandis) – È giunto al termine il 2018, un anno da ricordare per il Lecce ed i suoi tifosi, l’anno della promozione in Serie B dopo sei anni e stagione di tante novità. Riviviamo i 365 giorni in questo resoconto, scritto forse distrattamente dal punto di vista statistico, ma con il cuore in mano e al centro il tourbillon di sensazioni che l’annata ha consegnato a questi colori. Buon viaggio!

L’anno precedente si chiude con tanta speranza e zero sconfitte nella gestione di Fabio Liverani, che a settembre prese in mano il Lecce dopo le dimissioni di Roberto Rizzo. Il 29 dicembre 2017 i giallorossi pareggiano 1-1 a Trapani e, nell’apprestarsi allo stop, drizzano già le antenne in vista di Lecce-Catania, gara che sintetizzerà la corsa alla Serie B.

La sosta del campionato lascia i fari puntati sul calciomercato invernale. Liverani dichiara: “Ci vuole bravura, non stravolgimenti”. In simbiosi col D.s. Mauro Meluso si puntella la rosa. Parte il difensore centrale Mirko Drudi e ritorna l’eclettico Matteo Legittimo. Andrea Saraniti è il rinforzo per l’attacco e Ransford Selasi ed Andrea Tabanelli rimpolpano il centrocampo.

La sessione sarà ricordata però per l’avvicinamento tra il Lecce e Nicola Strambelli, trequartista in forza al Matera. Sui gradoni del “Via del Mare” però non ci si dimentica dell’esultanza beffarda del fantasista, barese e tifosissimo del Bari, che festeggiò con l’irrisorio “trenino” sotto la Curva Nord (storica esultanza dei Galletti negli anni Novanta) dopo il cucchiaio dal dischetto per il definitivo 1-3 di Lecce-Fidelis Andria dell’agosto 2017. Non sarà l’unico caso di questo 2018

Messo in archivio il primo impegno ufficiale, 3-0 al Matera in Coppa Italia, il “Via del Mare” apre le porte per Lecce-Catania, la partita delle partite del Girone C di Lega Pro. Il ricordo del secco 3-0 subito in Sicilia fa male e gli incubi vissuti negli ultimi 5 anni d’inferno sembrano rimaterializzarsi quando Lodi mette alle spalle di Perucchini il rigore dello 0-1.

Ma quest’anno no. Quest’anno è un’altra storia. Basta col Lecce arrendevole nelle partite importanti, basta col Lecce deludente quando il pubblico accorre più numeroso. Basta, si è sofferto troppo.

Il primo tassello per la promozione lo mette Matteo Di Piazza: è il 21 gennaio 2018. Al 66′ di Lecce-Catania, Mancosu infila il corridoio giusto per Di Piazza che parte come un treno, scaraventa in rete e corre sotto la pioggia. i 17.000 del “Via del Mare” urlano di gioia.

È sempre più il Lecce di Fabio Liverani, un Lecce che non conosce sconfitta, una squadra che macina punti e, allo stesso tempo, fatica a far innamorare una piazza a tratti esigente, a tratti un po’ falcidiata nei suoi sentimenti un po’ raffreddati dalle contraddizioni e dalle difficoltà della Serie C. Ma ogni inverno ha la sua fine…

Il campionato continua, la linea del traguardo comincia ad apparire all’orizzonte ma Catania e Trapani, seppur alle prese con capitomboli inaspettati e un rendimento discontinuo, sono sempre sotto.

Tre vittorie consecutive (0-1 a Rende, 3-1 col Catanzaro, 1-2 a Bisceglie) capitalizzano i buoni segnali dello scontro diretto, ma 1 punto raccolto in due partite riporta tutti sulla terra. Prima qualche muso lungo per lo 0-0, troppo “ben accolto” con la Sicula Leonzio, e poi arriva il primo k.o. per mano della Juve Stabia, che viola l’impianto leccese.

La freschezza e il gioco spumeggiante visti nella prima parte di campionato scemano un po’, ma l’ambiente non si sfalda. Liverani, anche a costo di apparire poco simpatico ai più, serra le fila attorno ai suoi ragazzi e la società lo appoggia in toto, eleggendolo ormai a parte integrante del progetto-Lecce.

Il Lecce non si comporta da schiacciasassi, ma i passi avanti continuano: 0-2 e qualche rischio con l’Akragas ormai prossimo al fallimento, pari a reti bianche in casa col Matera, poi Saraniti regala una boccata d’aria fresca al “San Vito-Marulla” di Cosenza.

Alla mezz’ora di Lecce-Fidelis Andria del 22 marzo (31^ giornata), i giallorossi sono avanti 2-0 grazie alle reti di Di Piazza e Mancosu. Il Catania rimane impantanato sull’1-1 con il Bisceglie. Vincere significherebbe +10 sugli etnei, raggiunti nel frattempo dal Trapani. No, nel Salento non si può gioire troppo presto. Non è per noi. Anche nell’anno delle storie diverse.

Tiritiello al 32′ accorcia le distanze e Taurino impatta al 52′. Addio +10… Sette giorni dopo, l’undici di Liverani cade 0-1 a Caserta, mentre il Catania strapazza 6-0 la Paganese: Lecce 64, Catania 60, Trapani 60. Non è ancora finita, anzi. Ci sarà da soffrire fino alla fine, mancano ancora 7 turni.

Il distacco diventa minimo alla 33^ giornata. Il Siracusa raccoglie un punto a Lecce: 1-1 deciso tutto nel primo tempo dal vantaggio giallorosso di Marino poi annullato da Di Silvestro. Nel frattempo, il Catania fa la voce grossa a Catanzaro (0-4) e il Trapani supera di misura il Matera.

La classifica recita: ecce 65, Trapani 63, Catania 63. Il distacco dalle inseguitrici è quasi annullato a cinque giornate dalla fine…

Il malcontento fa pensare addirittura ad eventuale cambio di guida tecnica, ma la società è irremovibile. La soluzione va cercata dentro.

Dal 1° aprile il Lecce va in ritiro a Roma per preparare la sfida alla Reggina. Al “Granilloè partita d’altri tempi: campo ai limiti della praticabilità, calci che cercano di annullare i valori tecnici e tensione che si taglia a fette. La banda Liverani torna a gioire grazie al guizzo di Mancosu (0-1), mentre il Catania pareggia in casa con la Juve Stabia e il Francavilla abbatte il Trapani.

È una vittoria d’oro. Con due match in casa, contro Racing Fondi e Paganese, il Lecce è padrone del proprio destino. Resta nella memoria un’immagine del letterale crocevia del finale della scorsa stagione: Andrea Arrigoni, stachanovista della regia, steso a terra esausto sul terreno di gioco.

Il ritorno al “Via del Mare” è glorioso. Fondi regolato 2-0 prima del turno di riposo, quando sarà di scena Trapani-Catania. Il 13 aprile 2018 al “Massimino” succede poi l’inverosimile. I granata superano a domicilio la squadra di Lucarelli e regalano al Lecce il match-ball promozione. Gli occhi vanno tutti sulla data: 29 aprile 2018. Lecce contro Paganese. Non si può sbagliare.

E stavolta il Lecce non delude. Marco Armellino scaraventa in rete di testa su calcio d’angolo di Arrigoni al 17′ e fa esplodere lo stadio. Il resto della giornata è ordinaria amministrazione. I giallorossi mantengono il controllo e il 29 aprile 2018 entra dritto nella storia dell’Unione Sportiva Lecce come la fine dell’inferno-Lega Pro.

OBIETTIVO RAGGIUNTO, recitano le maglie celebrative indossate dopo il fischio finale. Spendere molte parole sul B-Day, in questo momento così pieno di sogni, non sintetizzerebbe l’adrenalina e le emozioni vissute.

Meglio riviverle con le immagini. Gustatevele in tranquillità e condividete con noi le vostre sensazioni.

La festa che impazza in città, bella per la sua spontaneità e disordinata naturalezza, imprime nella memoria immagini che resteranno nei ricordi di ogni innamorato di questa maglia.

La chiusura del campionato a Monopoli e la Supercoppa di C sono poi la coda di una stagione che, nonostante i singhiozzi finali, resterà nella memoria come quella del trionfo.

Passano i mondiali di Russia 2018. C’è subito una Serie B da programmare, stranissima vista la sua formazione a 19 squadre decisa quasi in autunno.

Non si può non ripartire da Fabio Liverani e dai suoi metodi. Già dai primi giorni prima del ritiro del Terminillo comincia la rivoluzione sul mercato. Restano pochi “eroi” della promozione: Franco Lepore, Marco Mancosu, Ciccio Cosenza, Marco Armellino, Antonio Marino, Radoslav Tsonev, Andrea Arrigoni e Giuseppe Torromino più Andrea Tabanelli. Tutti gli altri partono.

Il calciomercato in entrata si apre con il giallo del 2018. Il Lecce, più o meno sottotraccia, tessera Cosimo Chiricò, forte anche delle giovanili spese in giallorosso, aspetto importante per i regolamenti della Serie B.

La parte calda della tifoseria però, ancora una volta, non cancella la memoria. Troppo forti i ricordi legati all’esterno ex Foggia. Prima la “defezione” dall’allenamento punitivo dopo il triste Lecce-Carpi 1-1 con annessa foto in piscina; poi la serie di frecciate più o meno social ad ogni incrocio con la sua ex squadra. Troppo per soprassedere.

La contestazione a Martignano, durante i primi allenamenti dei salentini, diventa roboante quando, durante Lecce-Salernitana alla 2^ di campionato, Liverani manda in campo Chiricò, che fa il suo; propizia una punizione e abbraccia Falco dopo il temporaneo 2-1. Resterà l’unica presenza stagionale del calciatore, poi messo fuori rosa e ceduto prima della fine dell’anno al Monza.

Il calciomercato in entrata regala numerosi acquisti che fanno felici i tifosi. Ritorna Davide Riccardi, uomo della provvidenza per due volte nel 2017, il botto difensivo è Fabio Lucioni, poi ribattezzato “Zio” e coadiuvato dall’ex Brescia Biagio Meccariello; sulle fasce Lorenzo Venuti, Marco Calderoni e Riccardo Fiamozzi e a campionato in corso sarà definito l’accordo con Cesare Bovo, già in prova.

A centrocampo c’è eccitazione per il ritorno di Filippo Falco, che Liverani poi sposterà nel ruolo di seconda punta. Arriva in punta di piedi Jacopo Petriccione, tanto rispetto per Manuel Scavone reduce dalla scalata realizzata con il Parma e curiosità per l’olandese Thom Haye. In porta ritorna Marco Bleve e si opta per Mauro Vigorito, anch’egli promosso pochi mesi prima in A col Frosinone. Terzo guardiano dai pali è Joakim Milli, classe 2000, proveniente dal Casarano.

Traffico anche in attacco. Per il ruolo di bomber si scelgono Andrea La Mantia e Stefano Pettinari e arriva la conferma per il giovane Edgaras Dubickas. La freccia in più è infine Simone Palombi, proveniente dalla Salernitana.

Non soltanto calciomercato e campo. L’estate del 2018 segna la nascita dell’ambizioso progetto M908, il marchio autoprodotto dall’Unione Sportiva Lecce. Per la prima volta una squadra delle prime due serie italiane, fatta parziale eccezione per la Galex del Perugia di Gaucci, crea un brand di materiale tecnico-sportivo.

Il traumatico 4-0 subito contro il Genoa nel terzo turno di Coppa Italia con Piatek superstar induce Meluso a stare attento alla retroguardia e annulla l’1-0 del Secondo Turno che ha eliminato la FeralpiSalò. Di Palombi il primo gol stagionale, arrivato nei tempi supplementari della sfida con la compagine bresciana.

Alla vigilia della prima giornata di campionato, l’obiettivo sembra chiaro: salvezza, magari da raggiungere senza soffrire. In calendario c’è Benevento-Lecce: i sanniti sono appena retrocessi dalla Serie A, la banda Liverani ha voglia di gridare il suo ritorno nel calcio che conta dopo l’inferno. Al “Vigorito” succede l’imponderabile. Mancosu insacca la rete del ritorno in Serie B, Falco raddoppia e Fiamozzi triplica. Nel finale Liverani tira i remi in barca e gli Stregoni compiono la tripla rimonta. Che biglietto da visita per quello che sembrava un potenziale testa-coda!

La prima al “Via del Mare” è amara: 2-2 con la Salernitana, tra le proteste sopra descritte e una squadra che subisce la stoccata a pochi minuti dal termine. Ad Ascoli arriva anche la prima sconfitta stagionale, ma il netto fallo di Ardemagni su Meccariello prima del gol-vittoria marchigiano, paradossalmente, infonde fiducia a squadra e tifosi.

Il successo arriva alla 4^ giornata, in casa contro il Venezia. L’ex Di Mariano firma il vantaggio ospite ma la doppietta di Palombi ribalta tutto e stavolta nei minuti di recupero gode il Lecce. Singolare il gol-vittoria, arrivato su assist di Tabanelli, l’ex brutto anatroccolo che diventerà un cigno una volta reinventato mezzala destra.

La fiducia e il rendimento crescono in modo esponenziale. Tris a Livorno, pareggio con un arrembante Cittadella e trionfo al “Bentegodi” di Verona. Palombi macina reti e Marco Mancosu, trequartista ed “equlibratore” (definizione mutuata da Liverani), è il fiore all’occhiello della squadra.

Dopo lo 0-2 all’Hellas Verona, decretato dai gol di La Mantia e Mancosu, si comincia a respirare aria di alta classifica. La sconfitta casalinga con il Palermo (1-2 ancora nei minuti finali) non scuote la squadra, capace di rimontare da 2-0 a 2-2 il derby in casa del Foggia su un campo tradizionalmente ostico che negli anni di Lega Pro aveva regalato soltanto amarezze.

La sera di Halloween basta un tiro sporcato di Venuti a piegare 1-0 il Crotone, ma il risultato non rende l’idea di una pazza partita dove Mauro Vigorito si ritaglia un ruolo da protagonista. Il 5 novembre c’è Pescara-Lecce, vincere potrebbe regalare la vetta ma gli abruzzesi, spinti da una direzione arbitrale contestatissima, vincono 4-2 in 11 contro 9.

Altra trasferta, altra partita al cardiopalma, ma esito diverso. Il Lecce torna a Cosenza (promosso in B dopo i play-off) e vince 2-3 dopo esser stato avanti 0-2 e rimontato dalla doppietta di Tutino. Falco, a neanche 2′ dal pari, trafigge Saracco con un tiro velenoso e rimette i giallorossi sul binario dell’entusiasmo. Sarà la prima di una serie di tre esaltanti vittorie che regaleranno al Lecce un biglietto per il treno di vetta.

Falco e La Mantia salgono in cattedra nel secondo tempo e mandano dietro la lavagna la Cremonese (2-0).

Sette giorni dopo c’è l’ideale abbraccio con tutti i tifosi del Lecce sparsi in Italia. Si gioca al “Cabassi” di Carpi, altro campo intriso di lacrime salentine. Questa volta la storia è diversa. Lo stadio carpigiano sembra un piccolo “Via del Mare, tre settori su quattro sono leccesi e La Mantia regala la terza vittoria consecutiva.

Il pomeriggio di Carpi resterà una pietra miliare, quasi mistica, di questo 2018. Si gioca il 2 dicembre, il giorno dell’anniversario della morte delle indimenticate bandiere Michele LorussoCiro Pezzella. Il giorno prima, per celebrare il trentacinquesimo anno dalla scomparsa dei due sfortunati calciatori, divenuti un elemento aggregante per la comunità sportiva leccese, è stata intitolata ai due la Curva Nord dello stadio “Via del Mare”, divenuta quindi “Curva Lorusso e Pezzella”.

Il ricordo, già indelebile, resterà tatuato per sempre pensando alla rete realizzata da La Mantia a Carpi, arrivata al minuto 35, proprio come gli anni trascorsi dalla morte di Lorusso e Pezzella. La corsa dell’attaccante sotto il piccolo settore ospiti del “Cabassi“, dove spiccava il bandierone con la gigantografia dei due, fa venire la pelle d’oca a chi scrive, ai presenti e a tutti gli innamorati di questi colori.

Il giorno dell’Immacolata, la striscia positiva s’allunga a 4 risultati utili: Lecce-Perugia finisce 0-0. La sedicesima di campionato è un mini-crocevia. Lecce-Brescia potrebbe creare un solco in zona play-off contro le Rondinelle, in netta risalita con Eugenio Corini in panchina. La Mantia porta a 6 i gol stagionali, ma Alfredo Donnarumma, capocannoniere della B, pareggia in apertura di ripresa. La partita è caratterizzata da una serie di episodi convulsi, il talentino Tonali è graziato dall’arbitro e, ancora una volte nei minuti di recupero, Gastaldello fa mettere la freccia ai suoi punendo i salentini.

Il presidente Saverio Sticchi Damiani alza la voce e pone l’accento sugli errori arbitrali che hanno danneggiato il Lecce in questo girone d’andata.

La sfida pre-natalizia Lecce-Padova chiude il 2018 al “Via del Mare“. Pochi mesi prima, i veneti avevano alzato proprio nel Salento la Supercoppa di C, ma ora i destini sono diversi. In città e in tutti gli ambienti del tifo si è spesso discusso sulla portata e sugli obiettivi raggiungibili da questa squadra, forse al di là della salvezza. Sognare è lecito? Sì, ma prima c’è da battere il claudicante Padova. Missione compiuta: è 3-2.

L’anno si chiude con l’1-1 a La Spezia. Il punto rosicchiato grazie al pari di Scavone fa chiudere il girone d’andata a quota 30 punti, un bottino invidiabile rispetto ai proclami estivi.

Il 2018, un anno da ricordare, un anno pieno di adrenalina ed emozioni positive dopo tanti, troppi, anni passati perlopiù a ricordare i fasti dei decenni scorsi dopo rendimenti non accettabili in Serie C.

La gioia più grande è stata senza dubbio la promozione raggiunta nello storico 29 aprile 2018, ma l’altalena quotidiana che la banda Liverani regala in ogni weekend di cadetteria segna definitivamente un ritrovato orgoglio che ogni tifoso leccese ha recuperato finalmente nei suoi colori, nella sua città e nella sua maglia.

Se qualcuno avesse ancora voglia di rivivere il 2018, non si può non chiudere con il video celebrativo che l’U.S. Lecce ha confezionato in occasione della promozione.

Buon 2019, Lecce!

Buon anno a tutti gli innamorati di questi colori ed a tutti i nostri lettori che ci hanno seguito e ci seguiranno sempre con affetto e interesse!

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