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FOGGIA (di Pierpaolo Sergio) – C’è mancato poco che il Lecce sfatasse il tabù “Zaccheria” dopo aver sofferto e visto i fantasmi per un’ora di gioco. Con i gol dei bomber Marco Mancosu ed Andrea La Mantia, i giallorossi recuperano un derby che pareva perso e sfiorano il colpaccio con l’ex attaccante dell’Entella che si mangia un gol per tempo. In ombra Stefano Pettinari e Marco Calderoni.

VIGORITO: Un diagonale ed una punizione di Kragl lo impegnano nel primo tempo, amministrato comunque con tranquillità. Non può nulla sull’angolatissimo tiro di Deli che sblocca il match allo scadere della prima frazione. Nella ripresa capitola sulla bordata di Tonelli, ma anche in questo caso non ha responsabilità. Becca due gol come contro il Palermo quasi senza dover compiere parate. VOTO: 6

LEPORE: Esordio stagionale tra i titolari per il capitano, schierato in una gara sempre sentita qual è un derby. Kragl e Deli cercano di tenerlo impegnato in copertura per non concedergli azioni in avanti. Inizia benino, poi soffre la mobilità degli avversari, la loro velocità di scambio e va in apnea fino al cambio. VOTO: 5 → (dal 77′) VENUTI: Sfrutta la freschezza in alcuni recuperi, ma perde anche lui un paio di palloni che innescano le folate offensive dei padroni di casa. VOTO: 5,5

MECCARIELLO: Al quarto d’ora ha la prima palla-gol del Lecce sulla testa ma conclude alto. In marcatura deve stare costantemente in allarme, anche se alla fine mette la museruola ad un elemento di spessore qual è Galano. VOTO: 6

MARINO: L’intesa con il compagno di reparto Meccariello è tutta ancora da affinare. Il dialogo tra i due non sempre è costruttivo e gli avanti foggiani cercano di inserirsi per vie centrali sulle imbucate dei centrocampisti. Ad ogni modo, anche lui irretisce Mazzeo e lo limita nella pericolosità. VOTO: 6

CALDERONI: Gerbo lo tiene in apprensione con le sue incursioni sulla fascia destra d’attacco foggiana. Sanguinoso il pallone che perde in occasione del vantaggio rossonero mentre la squadra cercava una rapida ripartenza. VOTO: 5

PETRICCIONE: Non brillante come in altre occasioni, costretto dalla posizione che occupa ad agire non da play, come predilige, ma da mezzala. Fa spesso arrabbiare il suo allenatore per la lentezza con cui mena le danze vanificando a più riprese le ripartenze giallorosse. Meglio nella ripresa quando i dauni abbassano i ritmi e Agnelli viene sostituito. VOTO: 6

ARRIGONI: Al rientro tra i titolari, appare un po’ in ombra, costretto a manovrare da interdittore davanti alla difesa, ma il giro palla dei dauni lo taglia spesso fuori e deve quindi rincorrere l’avversario di turno che gli ronza nei paraggi. Si riprende alla distanza e controlla fino alla fine senza ulteriori affanni. VOTO: 6

SCAVONE: In mezzo al campo è uno dei pochi che prova a ragionare. Cerca la conclusione dal limite nel primo tempo, ma la conclusione è centrale. Soffre però anche lui la verve di Agnelli. VOTO: 6 → (dal 68′) PALOMBI: Entra bene in partita ed offre l’assist per il pareggio a La Mantia. Cambio azzeccato. VOTO: 6

MANCOSU: Certamente meglio rispetto alla gara col Palermo. Sebbene a volte nel primo tempo rallenti la già macchinosa manovra leccese, trova il gol anche su punizione e riapre la contesa quando si era sul 2-0. Poi domina a centrocampo col Foggia ormai alle corde. VOTO: 6,5

LA MANTIA: Fallisce il gol del vantaggio sullo 0-0 quando al 20′ cicca la palla a pochi passi dalla linea di porta. Prova a scambiarsi la posizione col compagno di reparto, ma la sostanza non cambia. Ha il merito e la lucidità di farsi trovare al posto giusto quando sigla il 2-2, ma subito dopo si divora la palla del possibile successo calciando addosso al portiere Bizzarri. VOTO: 6,5 → (dall’85’) TABANELLI: S.V.

PETTINARI: Assolutamente inadatto alla bisogna. Fa infuriare Liverani per l’atteggiamento che ha in campo, anche se a mandarcelo è stato proprio lui. Poca intesa con l’altra punta del Lecce e pericolosità offensiva pari allo zero. Resta in campo fino alla fine solo perché La Mantia era spremuto e necessitava del cambio. VOTO: 4,5

All. LIVERANI: Aveva certamente preparato il derby in maniera diversa, ma in campo le cose si sono messe subito diametralmente all’opposto. Tanti i giallorossi che hanno inizialmente mal interpretato le sue direttive. Troppo giro palla ed a velocità ridottissima per impensierire il Foggia. Non esaltanti le scelte iniziali di formazione, soprattutto in avanti. La musica cambia con l’ingresso in campo di Palombi e deve solo prendersela con la scarsa freddezza sotto porta se alla fine non arrivano addirittura i 3 punti. Ma forse sarebbe stato eccessivo. VOTO: 6

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