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FOGGIA – Un derby pazzesco, per emozioni e atmosfera vissuta sugli spalti. Il Lecce esce indenne dallo “Zaccheria” rimontando ben due gol di scarto. I padroni di casa dominano le prime fasi di gioco, passano a pochi secondi dal 45′ con Deli e allungano con l’eurogol di Tonucci. Mancosu accorcia subito le distanze, il Lecce cambia volto. Bomber La Mantia centra il pari e, anche se il risultato è giusto vista l’altalena di emozioni, resta spazio anche per qualche rimpianto.

Entrambe le squadre cercano il riscatto, e per giungere all’obiettivo gli allenatori cambiano scelte. Grassadonia non rischia l’appena recuperato Iemmello e, rispetto alla sconfitta di Cosenza, sostituisce Zambelli con il veterano Gerbo e Loiacono con Ranieri. Il modulo è il 3-5-2. Liverani, come suo solito, non lascia presagire nulla alla vigilia e rilancia capitan Lepore sulla destra. Scelte obbligate dietro (Meccariello-Marino unici centrali di ruolo con Bovo, Riccardi e Lucioni out) e in attacco tandem pesante: con La Mantia c’è Pettinari, apparso propositivo nel finale del passo falso casalingo col Palermo. Porte girevoli anche in cabina di regia:  Arrigoni cerca di dare ordine nell’inferno dello “Zaccheria”, con Tabanelli in panchina.

Il Foggia gestisce i ritmi del match nella prima frazione. Grassadonia dispone bene i suoi in campo in fase di non possesso: Gerbo e Ranieri rinculano velocemente costruendo una sorta di muro. E una volta riconquistata la sfera le distanze tra centrocampo e attacco sono cortissime. Meglio impostare nella metà campo avversaria. Il rischio di scoprirsi però è alto e al 15’ Martinelli nega il gol a La Mantia ma rischia l’autorete. Meccariello alza di testa il susseguente corner.

Più ghiotta è l’opportunità Lecce al 20’. Mancosu allarga per Pettinari in area, palla sul secondo palo per La Mantia, contrastato da Ranieri a pochi metri dal gol. Mazzeo mastica un diagonale al 23’: risposta non altrettanto pericolosa, ma sintomatica del gioco macinato dai rossoneri, che vanno sempre più in crescendo e spaventano (molto) Vigorito con Kragl. Prima un cross che attraversa l’area piccola e poi una stoccata sul primo palo parata in due tempi. La partita prende il volo. Ma con le ali del Foggia.

Una saetta su punizione di Kragl è domata da Vigorito al 32’. Il controllo delle operazioni è sempre dei Satanelli, che danno ampiezza con Gerbo e Kragl e ordine con Agnelli, libero di svariare tra le due linee del Lecce grazie alla presenza di Carraro. La banda Liverani è ora intimidita dalla facilità di gioco del Foggia. Sempre il tedesco esplode il mancino al 40’: Galano non devia e la sfera sfila sul fondo. A chiudere bene gli spiragli (ancora per poco) è il Lecce, che si affaccia dalle parti di Bizzarri con un sinistro di Scavone. Parata facile.

Quando il giro palla non è costantemente coperto dai difensori del Lecce, il Foggia passa. Lepore perde palla, Gerbo vince il contrasto con Calderoni dall’altra parte, rete di passaggi che porta Deli al tiro dal limite. Interno destro delizioso che tocca il palo e fa esplodere lo “Zaccheria”. Il Foggia passa a un soffio dalla pausa. È però l’anticamera della corrida che si vivrà poco dopo.

Il Foggia preme anche nella ripresa e raddoppia: Mazzeo alza troppo al 50’ ma Tonucci esplode un missile terra-aria che s’infila nell’angolo alto. Storia chiusa? Mancosu dice no. Pettinari si guadagna un fallo dal limite e il centrocampista sardo incenerisce Bizzarri sul suo palo. Se prima la partita aveva già preso il volo, sul 2-1 si raggiungono quote inesplorate.

Galano e Mazzeo confezionano il 3-1 al 60’ ma l’ex Benevento scatta in off-side. La coppia offensiva del Foggia ha una velocità diversa rispetto alla retroguardia ospite, e solo un intervento di Marino con palla sporcata toglie a Galano il tocco del tris. Da una parte una coppia arrembante, dall’altra Pettinari e La Mantia che spesso si pestano i piedi e partecipano poco alla manovra.

Liverani si gioca la carta Palombi e passa al 4-3-3 (Palombi-Pettinari-La Mantia in avanti) e ad andare in visibilio al 30’ è il settore ospiti, tinto di giallorosso. Petriccione taglia in due il campo, profondità per Palombi, cross orizzontale ricevuto da La Mantia, stop e scarico rabbioso in rete. 2-2: sembrava incredibile mezz’ora prima. Tante colpe per la retroguardia dauna, lentissima nel leggere il traversone di Palombi e soprattutto nel mancato contrasto a La Mantia. Le sorprese non finiscono. La Mantia, al 34’, ringrazia Calderoni per il cross e, solo in area, si fa chiudere la bordata ravvicinata da Bizzarri.

Sul 2-2 le gambe diventano pesanti, Liverani ridà quadratura al suo scacchiere anche se Arrigoni rischia il suicidio con un pallone perso a 3’ al 90’. In verità era il primo pallone perso dopo una prestazione eccezionale soprattutto quando c’era da cucere dietro. Nei minuti di recupero Kragl chiama Vigorito alla presa centrale ma non c’è tempo . Prima rimonta stagionale per il Lecce, che conquista punti a Foggia dopo gli ultimi due precedenti nefasti.

Lo “Zaccheria” fischia la squadra di Grassadonia, ancorata nei bassifondi della classifica nonostante un gioco da play-off. Liverani pensa già alla notte di Halloween, quando al “Via del Mare” arriverà il Crotone, anche se questo derby incredibile, a tratti impensabile, rimarrà nella memoria per molto tempo. Alzi la mano chi pensava di dover addirittura parlare di ipotetici due punti persi (parata di Bizzarri su La Mantia) ad inizio di ripresa. Tanti rimpianti per il Foggia, soprattutto quello di non aver chiuso in tempo la contesa.

Il tabellino: Foggia-Lecce 2-2

Foggia (3-5-2): Bizzarri; Tonucci (30’st Boldor), Martinelli, Ranieri (23’st Loiacono); Gerbo, Agnelli (20’st Busellato), Carraro, Deli, Kragl; Mazzeo, Galano. A disposizione: Noppert, Iemmello, Zambelli, Cicerelli, Chiaretti, Rubin, Rizzo, Ramè, Gori. Allenatore Gianluca Grassadonia.

Lecce (4-3-1-2): Vigorito; Lepore (32’st Venuti), Meccariello, Marino, Calderoni; Petriccione, Arrigoni, Scavone (24’st Palombi); Mancosu; La Mantia (40’st Tabanelli), Pettinari. A disposizione: Bleve, Di Matteo, Cosenza, Torromino, Haye, Dubickas, Tsonev, Fiamozzi, Armellino. Allenatore Fabio Liverani.

Marcatori 45’ Deli (F), 5’st Tonucci (F), 9’st Mancosu (L), 27’ st La Mantia (L)

Ammonito 21’st Ranieri (F)

Arbitro Gianluca Aureliano di Bologna – Assistenti Valerio Vecchi di Lamezia Terme e Giovanni Baccini di Conegliano – IV Ufficiale Antonio di Martino di Teramo

Recuperi 1’pt, 4’st

Spettatori 12.537

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