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ASCOLI (di Pierpaolo Sergio) – Le pagelle di Ascoli-Lecce, terza giornata d’andata del campionato di Serie B, vedono voti al ribasso per i giallorossi apparsi meno brillanti e concreti rispetto alle precedenti due uscite stagionali. Nonostante la sconfitta propiziata da una nuova svista arbitrale, in positivo si segnalano le prove di Marco Calderoni, Jacopo Petriccione e e Filippo Falco, mentre dietro la lavagna finisce l’intero reparto offensivo leccese, incapace di lasciare tracce.

BLEVE: Esordio stagionale e da titolare per l’infortunio in extremis di Vigorito. Si fa vedere a metà del primo tempo per una bella parata su bordata da fuori area dei padroni di casa. Allo scadere del tempo lo salva la traversa su inzuccata di Ninkovic. Incolpevole sulla rete incassata ma viziata da un’irregolarità. VOTO: 6

CALDERONI: Dalla sua fascia spiovono in area avversaria traversoni mai banali che meriterebbero di essere sfruttati molto meglio dai compagni d’attacco. Spinge con continuità e serra le linee all’occorrenza in fase di non possesso. Esce stremato dopo aver dato tutto. VOTO: 6,5 → (dall’83’) VENUTI: Schierato negli scampoli finali di gara per passare al 4-2-4. S.V.

COSENZA: Torna a giocare titolare e con la fascia da capitano al braccio. Un fallo su Cavion gli costa l’ammonizione a metà della prima frazione di gioco. Con Ardemagni ingaggia volentieri duelli rusticani in cui ad uscire vincitore è spesso lui. Attento in marcatura, nel convulso finale prova pure a giocare da attaccante aggiunto alla ricerca di un pari che però non arriva. VOTO: 6

MECCARIELLO: Forma una coppia di centrali inedita con Cosenza ma dimostra di essere in condizioni fisiche migliori rispetto alle prime due apparizioni. Subisce un netto fallo da Ardemagni in occasione del gol che sblocca il match, ma non ravvisato dall’arbitro. Si fa però beffare troppo ingenuamente nell’occasione. Fino ad allora aveva anche provato per due volte la botta a rete ma la mira è risultata difettosa. VOTO: 5

FIAMOZZI: Si becca le urla di Liverani come accade ai giocatori che agiscono davanti alla panchina. Spinge con continuità, ma lascia qualche spazio di troppo ai bianconeri lungo l’out destro anche nella ripresa in cui si vede profressivamente sempre meno. VOTO: 5

SCAVONE: La catena di sinistra del Lecce oggi ha stentato a mettersi in moto al completo e lui ne ha risentito apparendo a tratti avulso dalla manovra salentina. L’apporto alla causa non è mancato ma non ha inciso. VOTO: 5,5 → (dal 71′) PALOMBI: Mossa dettata dalle esigenze del risultato che stava maturando. Ingresso in campo da registrare solo per le statistiche, quale esordio in campionato con la maglia del Lecce. Nei 25′ in cui agisce in attacco non riesce a giocare palloni pericolosi. VOTO: 5,5

ARRIGONI: Altra partita in linea con le precedenti prestazioni. Agisce da frangiflutti davanti alla retroguardia e smista decine di pallone in mediana innescando le ripartenze dei giallorossi. Uno dei più lucidi fino alla fine. VOTO: 6

PETRICCIONE: Mobile e sgusciante, cerca di creare superiorità in area ascolana, nonostante gli spazi ristretti. In difesa dà una mano a tenere lontana la palla dall’area di rigore. Suo l’ultimo tiro in porta del match in peino recupero che Perucchini devia in tuffo. VOTO: 6

MANCOSU: Inizia conl freno a mano un po’ tirato e tende ad accentrarsi troppo. Liverani gli chiede di aprire la granitica disposizione tattica dei marchigiani allargandosi sulla sinistra e, quando inizia a farlo, la manovra leccese prende aria e vivacità. Nel finale di match si piazza sempre largo a sinistra nel quartetto offensivo voluto da Liverani ma senza incidere. VOTO: 5,5

FALCO: Al 15′, dopo una serpentina in area, ha sul sinistro la prima vera palla-gol dell’incontro ma Lanni gli nega la gioia di un’altra rete e, sulla respinta, la botta di Pettinari viene murata da un avversario. È lui il più voglioso dell’attacco giallorosso e delizia il pubblico con tocchi di fino pur su un terreno di gioco scivoloso per la pioggia ed infido perché sabbioso. Col trascorrere del tempo difetta in lucidità e spreca qualche pallone di troppo. VOTO: 6

PETTINARI: Lento e macchinoso per lunghi tratti del primo tempo, si fa apperezzare sul finire della frazione anche se non trova mai la porta. Quando lo fa, la sua conclusione si stampa sulla schiena di un difensore ascolano. Esce per far entrare forze fresche. VOTO: 5 → (dal 65′) LA MANTIA: Non è questo l’attaccante he può fare, ad oggi, la differenza. Si fa vedere in un paio di occasioni ma senza trovare mai lo spunto vincente. Al Lecce urgono i suoi gol. VOTO: 5

All. LIVERANI: Al “Del Duca” non si è visto un Lecce cresciuto tatticamente o fisicamente come sperava alla vigilia. Anzi, a volte è sembrato l’esatto opposto del bel collettivo ammirato nelle prime due uscite di campionato. Troppo leggero in avanti, con le punte che latitano sotto porta e si limitano a girovagare senza mostrare cattiveria e precisione. Né Pettinari, né La Mantia garantiscono al momento un bomber capace di fare la differenza e Palombi deve ritrovare la forma migliore. In più, si è aggiunta la nuova assenza forzata di Lucioni in difesa e la notizia non è certo positiva con un Bovo non ancora al meglio e le altre pedine che confermano di viaggiare a corrente alternata. VOTO: 5,5

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