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PERUGIA (di Luca Manna) – Negli occhi, nel cuore, nella testa di ognuno di noi mai e poi mai si cancelleranno le immagini di quanto vissuto a Lecce nella giornata di domenica scorsa. A 35 anni ho avuto la fortuna di assistere dal vivo a moltissimi successi della squadra del mio cuore, ma obiettivamente questa promozione ha un sapore del tutto particolare. Non voglio fare classifiche, non voglio preferire nessuna vittoria ad un’altra, ma mai questa volta ho visto lacrime di gioia scorrere con una facilità impressionante, mai come questa volta ho visto i volti della gente esplodere in sorrisi di gioia e liberazione, mai come questa volta ho sentito in me ed intorno a me la sensazione che questa promozione fosse attesa, sperata e accolta come mai accaduto in passato.

Sarà stata sicuramente la sofferenza accumulata in 6 anni in cui si è sempre avuta la percezione di vivere in una dimensione non consona alle nostre aspettative, saranno state le delusioni, a volte vere umiliazioni, accumulate in questo inferno chiamato Serie C, sarà stata la paura di vivere una maledizione senza via d’uscita, ma la vittoria con la Paganese resterà a lungo, probabilmente per sempre, fra le pagine più belle ed indimenticabili della storia dell’U.S. Lecce… e resterà nella nostra memoria come la vittoria del gruppo.

La vittoria di un gruppo di ragazzi, guidati da un giovanissimo allenatore, che hanno comandato il campionato per mesi e mesi e che hanno saputo reggere in maniera importante nonostante le pressioni di una piazza oramai diventata esigente non per presunzione, ma per sfinimento dovuto ai tanti anni di purgatorio; un gruppo che ha saputo capire dentro le mura degli spogliatoi quando e come affrontare i problemi, un gruppo che nei momenti peggiori della stagione (Catania-Lecce e Lecce-Siracusa) ha saputo reagire, magari anche subire qualche critica esagerata di troppo ed in silenzio ha onorato la maglia con un risultato che non era né scontato, né tantomeno facile. Un gruppo di veri uomini, con pochi leader e tutti protagonisti, un gruppo che con gesti come quello della rescissione di Torromino ha saputo “tranquillizzare” la piazza sulla propria unità, un gruppo di amici nonostante le voci, le chiacchiere, i presunti mugugni, che ha zittito avversari e critici e che adesso si gode il trionfo come la grande festa di domenica e dei giorni successivi ci ha dimostrato.

La vittoria di un gruppo grande, grandissimo, di tifosi che ha saputo essere intelligente, vigile, presente, ma mai distruttivo. Mi riferisco al gruppo dei sempre presenti, fisicamente o anche solo moralmente perché impossibilitato dalle distanze, e che mai si è lasciato andare a polemiche esagerate, che mai si è lasciato attrarre da visionari complotti o teorie del “non vogliono andare in serie B”; il gruppo che ha pizzicato e pungolato nell’orgoglio i giocatori quando sembrava che qualcosa non girasse per il verso giusto, il gruppo di tifosi che ha dimostrato davvero maturità e senso di responsabilità sempre, a volte pure combattendo, ingoiando qualche amaro boccone e sopportando chi sui social non aspettava altro che nuotare in un mare di polemiche e che, non si sa perché, sembrava non vedesse l’ora di sparare a zero su giocatori, allenatore o società. Non voglio far polemiche e anche qui non cadrò nel tranello di dire che l’uno è più tifoso dell’altro, ma questa vittoria è soprattutto di questo magnifico gruppo che ha tenuto botta fino all’ultimo, insegnando ad altri che bisognerebbe parlare sempre alla fine e con cognizione di causa e mai solo per dar fiato alla bocca.

È stata infine, ma soprattutto, la vittoria di un gruppo societario immenso, strepitoso, unico sotto tutti i punti di vista. Se oggi il Lecce è ancora e di nuovo una squadra da Serie B lo dobbiamo a tutto lo staff che compone l’ US Lecce, dal Presidente al DS, dai fisioterapisti ai magazzinieri, nessuno escluso. Non farò nomi per non fare torto a nessuno, ma permettetemi di dire che Saverio Sticchi Damiani ed i suoi soci hanno compiuto un capolavoro che questo risultato sportivo ha solo impreziosito.

Un gruppo di grandi professionisti, un gruppo di uomini legati alla terra, alla maglia che sta dedicando parte importante della propria vita ad un amore che li accomuna, ma che richiede impegno e sacrifici spesso inimmaginabili. È stato bellissimo domenica sera vedere la gioia nei loro occhi, la felicità e l’orgoglio di aver realizzato un sogno che sembra essere solo il primo di una lunga lista.

A noi non resta che ringraziarli veramente di cuore per quanto fatto finora e per la grande soddisfazione regalataci il 29 Aprile 2018, data che resterà alla storia, data che ci riporta dove meritiamo di essere, data che ricorderemo per sempre come la vittoria del Lecce, dei giocatori, del mister, dei tifosi ma, soprattutto, di questo gruppo di uomini in giacca e cravatta ed il cuore totalmente giallorosso!

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