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ferrovie-sud-est-300x169LECCE (di Alessio Marenaci) – Con l’inizio dell’anno scolastico, molti studenti utilizzano il treno per recarsi a scuola, ma puntualmente tornano a imbattersi in cronici problemi organizzativi e strutturali delle nostre stazioni ferroviarieIl treno, è il mezzo di trasporto che non solo riesce a percorrere grandi distanze portando il viaggiatore nelle mete desiderate, ma favorisce anche il pensare e aiuta a riflettere su se stessi mentre lo sguardo si perde tra i paesaggi del mondo.

In Salento, la grande novità di inizio XIX secolo, approda già in alcune città nel 1861, anche se viene ufficialmente realizzata nel 1931 la maggior parte della rete ferroviaria salentina.

1391627_0151201_ferrovie_sud_estTuttavia, con la Seconda Guerra Mondiale, gran parte della rete ferrata e dei mezzi di locomozione in Italia e in Puglia andarono persi; lo Stato contribuì alla ricostruzione delle ferrovie; vennero ripristinati importanti collegamenti, progettati e realizzati numerose locomotive e rimorchi. Attualmente, la rete ferroviaria del Sud-Est corre per 474 km, in un’area di 4.600 km quadrati, tocca 85 comuni e 3 capoluoghi di Provincia, è parte integrante della rete ferroviaria statale e collega città come Lecce, Brindisi e Taranto.

Viaggiare è conveniente, ma quali sono i problemi di stazioni e treni? Eccone alcuni tra i più frequenti:

La progettazione degli orari è priva di un quadro strategico e presenta sempre più spesso vistose mancanze di puntualità. La progettazione dell’orario rappresenta il passaggio fondamentale in cui si gioca la competitività del treno rispetto all’automobile. Il treno certamente è più veloce perché si muove ad energia elettrica, ma uno dei problemi ricorrenti sono i ritardi che spaziano da pochi minuti a interminabili ore.

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Manca una manutenzione costante delle vetture, la maggiore causa di ritardi e a volte di guasti; per quanto riguarda le compagnie ferroviarie come Italo, Freccia Rossa, argento e bianca vi è quasi costantemente la manutenzione dei mezzi, mentre per quelli regionali sembra non esserci. L’intero trasporto regionale è abbandonato a se stesso, privo di una strategia commerciale per la ricerca di “nuovi clienti”Manca il costante controllo nei confronti di chi viaggia senza bigliettoMancano i sottopassaggi nelle stazioni per spostarsi da un binario all’altro.

Pertanto, bisognerebbe rivedere l’organizzazione generale per risolvere questi problemi. Prima di tutto, la sicurezza dei viaggiatori, aumentare manutenzione e controlli e riprogrammare orari e coincidenze per una resa migliore del servizio all’utenza.

*ARTICOLO REALIZZATO DALL’ALUNNO ALESSIO MARENACI DEL LICEO CLASSICO MUSICALE “G. PALMIERI” DI LECCE NELL’AMBITO DEL PROGETTO DI ALTERNANZA SCUOLA/LAVORO PREVISTO DALLA LEGGE 107/2015

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