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foto fonte U.S. Lecce
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LECCE (di Italo Aromolo) – Ciak, si gira. Il Lecce ha finalmente il suo regista per l’opera più bella: sarà Marco Armellino l’uomo al centro della scena per coordinare una compagnia di attori da Oscar. Con produttore cinematografico Mauro Meluso, che per il cuore della mediana ha scelto uno dei migliori centrocampisti della Lega Pro cui spetterà l’onere e l’onore di guidare il centrocampo del Lecce nella Hollywood del calcio italiano. Accento napoletano e sguardo da “scugnizzo”, il neo acquisto giallorosso potrà farsi valere come multiplayer del settore per ricoprire tutti e tre i ruoli del 4-3-3 di mister Rizzo e risolvere quella incrostata situazione che vedeva Arrigoni regista insostituibile per mancanza di attitudine da parte di altri.

Esperienza, qualità e quantità al servizio della squadra si completano con una media realizzativa che avvicina alla perfezione l’interpretazione del ruolo da parte del calciatore napoletano: nello scorso campionato ha messo a segno ben 9 gol in 31 presenze, evidenziando doti che sembrano cadere a pennello per intonacare alcune crepe pagate a caro dazio lo scorso anno dalla formazione giallorossa. In primis il calcio di punizione diretta, che orfano di battitori veri da circa un decennio in terra salentina potrebbe aver trovato il degno erede dei vari Chevanton e Zanchetta: nella stagione 2016/’17 l’ex Matera ha calibrato in porta il suo destro naturale per due volte nella stessa partita, piegando il Francavilla (1-4) con un tiro a giro sul palo del portiere e, dieci minuti dopo, sul lato opposto. Altra questione: l’astuzia e la bravura sui calci d’angolo finalmente diventeranno protagoniste a strisce giallorosse? Il calciatore di Vico Equense potrà dare una mano e una buona anticipazione in questo senso deriva dalle due reti su corner contro Foggia (1-1) e Monopoli (1-3).

Armellino in gol contro il Lecce
Armellino in gol contro il Lecce

Poi c’è l’Armellino Forrest Gump, che fa della corsa e dell’inserimento armi per scardinare le difese avversarie: triangolazioni, uno-due e scatti in profondità sono le importanti eredità del gioco di mister Auteri, che nella scorsa stagione gli hanno permesso di arrivare a tu per tu con il portiere avversario per poi batterlo contro Monopoli e Melfi (con un piattone) o contro la Paganese (con un diagonale dal vertice dell’area piccola). Infine il tiro da fuori, che con germanica precisione e atomica potenza ha già colpito e ferito un paio di portieri: vittime proprio Gomis del Lecce (con un colpo al volo da 25 metri) e Ginestra della Casertana (rasoterra). Ricapitolando: due gol su punizione, tre su inserimento, due su corner e due da fuori area. L’elenco è già lungo: al buon Armellino non resta che aggiornarlo con la maglia giallorossa…

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