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protocolloLECCE (di Italo Aromolo) – Tornare al passato per conquistare il futuro. E’ il motto che ha ispirato le principali istituzioni del mondo del pallone riunitesi ieri (FIGC, Ministero dell’Interno, Ministero dello Sport, Leghe) per compilare un protocollo congiunto dal titolo “il rilancio della gestione tra partecipazione e semplificazione”. In dodici pagine si introducono speranze e novità che potrebbero segnare un solco storico nel rapporto tra club, istituzioni e tutti quei tifosi legati ad una concezione autentica, genuina e passionale del calcio ma che, per confessione degli stessi autori del documento, negli ultimi anni se ne sono allontanati per “un’oggettiva complessità della disciplina del ticketing, la  difficoltà  di  accesso  agli  impianti,  la  suggestione dell’utente  circa  il  reale  pericolo  di  andare  allo  stadio,  alcune situazioni di manifesta disparità di trattamento”. Una rara e autentica ammissione di colpa che già da sé rappresenterebbe un successo per tutti coloro i quali hanno contestato – in toni e modalità differenti – la gestione del tifo “militarizzata” dell’ultimo decennio.

Scendendo nel merito del documento, la maggior parte delle direttive saranno attuate nella stagione corrente, per essere pienamente esecutive all’inizio della prossima (2018/’19); soltanto per alcuni aspetti marginali e più complessi (come la riforma del ruolo degli steward, l’abbattimento delle barriere e la riqualificazione delle aree attorno agli stadi) si parla di programmazione triennale e raggiungimento degli obiettivi nella stagione 2019/’20.

Fin da subito invece:

  • Si avrà la trasformazione della tessera del tifoso in “carte di fidelizzazione” emesse  dalle  società,  con prerogative diverse; analizzando questo punto, vediamo come la tessera del tifoso scomparirà solo nel nome, essendo di fatto convertita in una analoga forma di fidelizzazione: la vera differenza del nuovo corso è un’altra e riguarda quando e in che occasioni la nuova carta di fidelizzazione/ex tessera del tifoso sarà necessaria per accedere allo stadio (vedi dopo).
  • Non lo sarà per l’acquisto dell’abbonamento, dalla prossima annata effettuabile liberamente e non più collegato al rilascio della carta di fidelizzazione/ex tessera del tifoso. In parole povere saranno aboliti i voucher e anche i non tesserati/fidelizzati potranno sottoscrivere il ticket stagionale.
  • Come già previsto dalle normative di riferimento, i biglietti per lo stadio potranno essere acquistati anche il giorno della gara eccetto che per il settore ospiti. Dunque in termini di tempistica di acquisto dei biglietti non cambierà nulla: per le gare in trasferta, a meno che non si decida di andare in un settore dei locali,  si dovrà continuare ad acquistare il tagliando almeno il giorno prima del match.
  • La rivoluzione sta invece nel fatto che l’utente residente nella regione di provenienza della squadra ospite non necessita di carta di  fidelizzazione  per  l’acquisto  del titolo  di  accesso  in  qualsiasi settore. Sostanzialmente, trasferte senza tessera! Ma attenzione: in caso di partite a rischio l’Osservatorio potrà disporre la vendita dei biglietti ai soli possessori di carte di fidelizzazione/ex tessera del tifoso, riservandosi volta per volta la prerogativa di escludere tutti gli altri.
  • Al punto precedente consegue l’abrogazione dell’iniziativa “invita un amico (o due amici) allo stadio”.
  • Le società sportive potranno condizionare l’acquisto di biglietti, abbonamenti e la sottoscrizione di carte di fidelizzazione ad un’accettazione di un codice etico. La violazione  di questo  comporterà la sospensione  temporanea o il ritiro del titolo da  parte della medesima società per una o più partite successive: si tratterebbe quindi di una svolta clamorosa, consistente in una sorta di autogestione delle sanzioni da parte delle società con un evidente minor coinvolgimento degli organi di polizia. In tale contesto, le stesse società cureranno il rilancio del Supporter  Liaison  Officer  (SLO),  che sarà l’organo interno deputato a “giudice” per l’applicazione di questa disciplina privatistica.
  • A un decennio esatto dal loro divieto (2007) saranno riammessi tamburi e megafoni quali  strumenti sonori  ed acustici. La loro introduzione sarà vincolata, come per gli striscioni, al rilascio di un’autorizzazione da parte del GOS (Gruppo Operativo Sicurezza).  Il  GOS rilascerà l’autorizzazione a condizione che il numero di tamburi e megafoni  sia proporzionato alla grandezza del rispettivo settore, che i tamburi siano ad una sola battuta e che il referente sia preventivamente identificato in sede di GOS.
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