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inno-lecce-2LECCE (di Italo Aromolo) – Con la sua voce ha emozionato migliaia e migliaia di tifosi del Lecce che al suono di quell’incipit: “C’è un cuore che batte, ma nessuno lo sente…” non possono fare a meno di sintonizzare anima, cuore e corde vocali per farsi trascinare in una delle più belle melodie della storia giallorossa. Sergio Rielli, conosciuto come Gioy, è l’autore del singolo “Giallorossi per sempre”, che dal 2003 rappresenta l’inno ufficiale dell’Unione Sportiva Lecce risuonando all’interno del “Via del Mare” per scandire l’ingresso delle squadre in campo, ma anche su radio, telefonini, pc e dovunque i tifosi giallorossi abbiano il piacere di sentirlo, riascoltarlo e cantarlo. Perché un inno è per sempre e, come insegnano i grandi classici dell’innografia nazionale, quando fa breccia nel cuore dei supporter difficilmente ne viene fuori. E questo è accaduto con il brano di Gioy Rielli, che ai nostri microfoni ha spiegato perchè a distanza di tanti anni il suo inno è più attuale e apprezzato che mai.

Come nacque l’idea dell’inno, all’inizio degli anni Duemila?

Ci si ritrovava a giocare le solite partitelle di calcetto con Pierandrea Semeraro e l’allora amministratore delegato Claudio Fenucci. Sapendo che io cantavo, negli spogliatoi mi fu fatta questa proposta: realizzare un inno, che fino ad allora non esisteva, per il lancio del Lecce in Serie A. Allora vivevo a Roma, mi misi in una sala di registrazione e incominciai a buttare giù delle idee, una bozza sviluppata poi su supporto tecnico. Portai il CD nella sede di via Templari e lo feci ascoltare a Pierandrea, al fratello Rico e a Fenucci: presero subito a simpatia questa melodia, commentando i vari passi e scherzando sulle battute del brano… Pierandrea mi disse: “Bene, mi piace, andiamo avanti” e così fu. Andai quindici giorni a Bologna, nella sala di registrazione di Lucio Dalla, e lì strutturammo il brano con uno dei suoi arrangiatori, Robert Sidoli”.

Che tipo di brano è “Giallorossi per sempre” e quali sono gli ingredienti per il successo musicale calcistico?

sciarpata-curva-nord-lecceDal punto di vista tecnico “Giallorossi per sempre” ha una struttura simile alla tipica canzone melodica italiana, anche se un po’ diversa dalla classica perché si tratta di un inno: l’inno, come è facilmente intuibile, deve arrivare subito al cuore e alla testa del tifoso, dando quell’impatto forte al refrain. La forza del testo e la melodia sono delle componenti fondamentali, che comunque vanno testate “sul campo” fonicamente all’udito di chi le ascolta: e lì fu il passo vincente, ottenemmo subito un grande riscontro”.

Perché questo successo, tanto da essere ancora oggi la canzone ufficiale della squadra?

“Ho saputo che è stato ripreso e colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente l’attuale proprietà. Forse sarà stato l’inno della Serie A del Lecce, quello associato ai bei ricordi, in uno dei migliori periodi della storia di questa squadra. Paragonarlo agli altri? Francamente non me la sento, il mio inno è semplicemente il mio inno. Credo, come semplice considerazione personale, che se non sono stati accolti ugualmente è perché si rivolgevano ad un altro bacino d’utenza: noi leccesi, e i salentini in generale, siamo tipi con la “puzza sotto al naso”, amiamo le cose di una certa espressività e forse il dialetto non è stato il punto vincente delle canzoni. Brani comunque bellissimi per chi ama quel genere di musica, soprattutto giovani e ragazzi: però lo stadio è popolato per la maggior parte da gente un po’ più avanti con gli anni, non solo ventenni che ascoltano un certo tipo di musica”.

Di che cosa si occupa oggi Gioy Rielli? Segue ancora il Lecce?

Vivo da diversi anni ad oltre mille chilometri da Lecce, ma quando mi trovo giù non rinuncio ad assistere a qualche partita e francamente non ho visto l’accanimento in campo che si vedeva quando il Lecce giocava, indipendentemente dalla categoria, certe partite in quei tempi: anche contro squadre come Milan, Juventus e Inter si percepiva quell’animo, quel sudore e quello spirito di combattimento che oggi ho faticato a riconoscere.

Adesso mi occupo d’altro perché purtroppo l’età ci obbliga a prendere altre strade, anche se la musica accompagna sempre le mie giornate, con un pizzico di nostalgia. Ascolto ancora oggi l’inno e lo canto quando sono in macchina: è un qualcosa che non si può cancellare. In futuro ne arriveranno altri perché, come è giusto che sia, si darà spazio ad artisti emergenti: sarà sempre il pubblico a scegliere quale strada intraprendere. Il mio ha fatto la storia, come il Lecce ha fatto la storia: al momento viviamo una parentesi calcistica che ha delle sofferenze, ma spero fortemente che la squadra ritorni ai bei periodi della mia canzone. Se ancora con o senza non importa, quel che conta è che lo faccia al più presto”.

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