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lecce-messina-0-1-arbitro-mantelliLECCE (di Gavino Coradduzza) – Qualcosa, a parte i complimenti al Foggia meritatamente approdato alla Serie “B”, si dovrà pur dire sulla partita tra Lecce e Messina; si può discutere di tante cose (gli argomenti abbondano) ma della partita in senso stretto, c’è molto poco da dire per… carenza di espressione calcistica in sensolato e per penuria di… motivazioni per l’una e per l’altra squadra. Ne ha pochissime il Messina degli applauditissimi Lucarelli e Conticchio (che bel ritorno il loro), non ne ha il Lecce con il secondo posto (traguardo di prestigio, ci dicono ora…) assicurato.

sergio-di-corciaIn panchina c’è Di Corcia perchè, ben protetto da fogli di carta che lo sottraggono alla vista dei tifosi ancora inviperiti, Padalino è ai piani alti della tribuna: da guadagnare non c’è più niente, almeno per ora… Qualcuno potrebbe chiamare in causa la “formazione di emergenza” cui è costretto il tecnico: Mancosu e Giosa infortunati, Fiordilino e Cosenza squalificati. Ma l’argomento serve a poco perchè parlare di emergenza con il sontuoso organico di cui dispone il tecnico foggiano, sa molto di eresia calcistica; suvvia, si trovino altre spiegazioni al poco o niente prodotto dai giallorossi locali! Mi dilungo intorno a queste annotazioni perchè dal rettangolo di  gioco non arriva niente che non rassomigli al  trito e ritrito “tichete-tachete” ed anche peggio. Non ci vorrebbe molto per scaldare il cuore dei veramente pochi, fedeli, spettatori, ma non si riesce ad innescare neanche quel poco…
tifosi-messina-a-lecceLa prima frazione di gioco va in archivio senza aver offerto alcun argomento di rimpianto. Mi fanno però notare che al 42° il portiere dello Stretto (Berardi) ha fatto un intervento di ottimo livello; certo che sì: è il suo mestiere, è pagato per questo!  Inizia il secondo tempo e qualcuno mi suggerisce di scrivere (lo faccio immediatamente) che assisteremo ad un altro tipo di partita; ne prendo atto e aspetto… A dire il vero, qualche guizzo torcibudella si vede; come all’ottavo minuto, quando il palo non concede il gol a Marconi che pare forse il più disponibile a rischiare caviglie ed altro pur di nobilitare (nobilitare?) l’incontro. Il dato ufficiale della società parla di 10.368 presenze sugli spalti, ma occorre davvero molto ottimismo o molta miopia per ritenere che i 9.242 abbonati siano presenti…
lecce-messina-2Caturano per Pacilli è la prima mossa di Padalino sempre appostato oltre la vetrata protetta da sguardi indiscreti con molti fogli di carta; una pratica molto in voga anni fa (ma a fini ben diversi e di gran lunga più piacevoli…) per occultare l’interno delle auto, a Napoli e non solo, come sulla collina di Posillipo… Vi racconto anche, ne ho l’obbligo contrattuale, il minuto 21 che è quello scelto da Anastasi per incenerire la difesa di casa e consegnare il vantaggio alla squadra di Lucarelli; ma devo raccontarvi anche di Agostinone che inanella una topica dietro l’altra, falli a ripetizione, forse alla ricerca di un cartellino rosso, visto che Padalino si ostina nel tenerlo in campo… Non resta dunque che augurarsi che questa partita sia stata disputata e sia stata interpretata in chiave play-off; cioè come partita di allenamento e preparazione a quella delicata fase; se così non fosse, non sarebbe affatto esagerato sostenere che questo Lecce continua a manifestare una carenza di temi di gioco, di condizione complessiva e di carattere e personalità, davvero sconcertanti!
cristiano-lucarelliC’è da aggiungere, lo faccio con un sorriso ironico, che al minuto 94, cioè ad un minuto dal fischio finale, anche Perucchini (portiere) si spinge in area avversaria: una mossa che sa tanto di pezza a colore se non di presa in giro. Che si voleva dimostrare? Che l’eventuale gol del pareggio avrebbe redento… il campionato? Ma per favore! Una mossa a dir poco fuori luogo per la sua inutilità. Però ci salutiamo con una nota piacevole e bella: riguarda Cristiano Lucarelli acclamato a gran voce, anche a fine partita, non soltanto dalla storica Curva Nord, ma dall’intero stadio; un applauso lungo ed affettuoso che lo ha accompagnato, insieme alla sua evidente commozione, fino al tunnel degli spogliatoi, e con Cristiano, anche Alessandro “il sindaco” Conticchio! Cinque minuti di intensa commozione, per tutti; ve lo garantisco…
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