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curva-nord-lecce-juve-stabia-fumogeniLECCE (di Luca Manna) – Partiamo da un presupposto: anche io, come la quasi totalità dei tifosi del Lecce, sono deluso, affranto, arrabbiato. Sento dentro l’amara sensazione di aver buttato via un’occasione incredibile, di quelle che non capitano spesso o almeno mai nei 4 campionati precedenti, per abbandonare questa maledetta Lega Pro, senza tuttavia tralasciare alcuni avvenimenti o comportamenti che mi hanno infastidito e che certamente non dimentico. Poi, però, penso che tifo Lecce da quando avevo 4 anni, da quando mio padre mi fece entrare al “Via del Mare” e mi innamorai quasi istantaneamente di quei due colori magici che richiamano il sole ed il cuore, due elementi che rappresentano benissimo la mia terra e la sua gente; ricordo con estrema precisione tutte le volte che ho pianto di gioia per la mia squadra e tutte le altre in cui sconforto e rabbia hanno preso il sopravvento. Ed grazie a quei ricordi che scatta la consapevolezza che esiste una linea sottile, impercettibile, che suddivide i momenti in cui è opportuno o meno comportarsi in una certa maniera, gli istanti in cui una cosa è giusta o, forse, non lo è affatto.

lecce-juve-stabia-sfondo-curva-nordStiamo vivendo “strani giorni”, come recitava uno striscione del passato, settimane particolari ed incomprensibili a chi non è dentro tale realtà. Mi è difficile ad esempio spiegare ai miei colleghi della splendida città in cui vivo da ormai 15 anni, che a Lecce una squadra seconda in classifica è vista come un fallimento e che quasi tutti i tifosi vogliono la testa di un mister che forse mai ha conquistato i loro cuori, ma che sicuramente li ha delusi al fischio finale di una partita fondamentale come quella di Foggia. Loro non possono capire, nessuno lo può fare se non tifa Lecce, ma sono sempre loro, così “esterni” a questa situazione, che possono far riemergere la necessità di decidere da quale parte stare.

Abbiamo ancora un obiettivo, una possibilità: sarà dura, potrebbe sembrare impossibile, ma è lì, è alla nostra portata ed è l’unica grande porta dietro la quale si nasconde il paradiso. I miracoli non esistono, se poi si tratta del Lecce è inutile anche invocarli; pertanto, onore al Foggia, avversario forte e determinato nel momento in cui doveva dimostrare di esserlo e pensiamo ad i play-off, ma iniziamo a farlo seriamente, tutti e remando insieme dalla stessa parte. Solo alla fine tireremo le somme, ribadiremo le nostre simpatie o antipatie personali e capiremo chi sia più o meno degno di rappresentarci sul rettangolo verde, sempre con educazione e rispetto e mai con offese personali.

lecce-juve-stabia-esultanza-giallorossiTroveremo squadre con tifoserie entusiaste di affrontare questa avventura, di avere una possibilità; troveremo club che giocheranno senza pressioni e con la sola voglia di stupire e gioire, magari scrivendo nella loro “storia” di aver eliminato dagli spareggi il blasonato Lecce; troveremo poi società che hanno fallito la corsa alla promozione prima di noi, che hanno già metabolizzato la delusione e che si stanno preparando da un po’ al mini-campionato ad eliminazione dal quale solo una su 28 alla fine godrà davvero. Ci saranno mine vaganti, ci saranno organici fortissimi, ci saranno squadre già sazie e squadre estremamente fortunate e poi ci sarà il Lecce, una squadra che a 5 giornate dalla fine ha totalizzato 68 punti e che ne ha ben 11 di vantaggio rispetto alla terza in classifica e che solo per questo assurdo ed incredibile regolamento con questo vantaggio non riesce ad andare direttamente in B e se la dovrà vedere con chi magari ne ha fatti 30 in meno di punti e con il solo vantaggio di saltare un misero turno e partire dagli ottavi di finale.

padalino-applaude-pubblico-lecce-fondi-2-0Ci sarà il Lecce, il nostro Lecce… Ricordiamo sempre che cambiano giocatori, allenatori, presidenti, ma il Lecce è sempre stato nostro e proprio noi non possiamo tradirlo; finché c’è speranza, finché non è finita, non si può, non si deve tifare contro. Io voglio andare in Serie B e so che tutti voi lo volete e non sarà la presenza di Padalino in panchina o la delusione per le prestazioni di Francavilla, Foggia e via dicendo a convincermi che sia meglio non partecipare ai play-off, che sia meglio perdere per contestare, insultare o deridere allenatore e giocatori per poter scrivere su di un social che “io avevo ragione”. Se le cose andranno male ci sarà tempo per sfogare la rabbia, ma lo si potrà fare anche se le cose andranno bene, benissimo, magari però con una bella bottiglia di spumante da stappare.

Ricompattiamoci allora, anche se è dura, se siamo arrabbiati, ignoriamo chi non ci è simpatico e sosteniamo la nostra maglia. Ritroviamo unità di intenti ed un minimo di entusiasmo, esortiamo tutti a metterci l’impegno che pretendiamo, ma tifiamo Lecce, almeno fino a quando nulla sarà compromesso e l’obiettivo sarà alla portata. Sia chiaro, non voglio dire che il successo dipenda solo dall’ atteggiamento della tifoseria, ma è ovvio e normale che noi siamo il fattore in più, noi siamo quelli che per anni abbiamo indossato con orgoglio la maglia numero 12, noi siamo quelli che possono decidere da quale parte di quella linea sottile vogliono stare… quella della depressione e di un ambiente ostile a tutti o quella che tifa Lecce fino alla fine

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