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reggina-lecce-1-2-startLECCE (di Gavino Coradduzza) – Pur dopo il netto successo del Foggia sul Matera e considerando che il numero di giornate da disputare va viepiù consumandosi, non è un azzardo sostenere che il Lecce stia prendendo il largo. Il largo si può prendere anche a distanze immutate rispetto alle altre contendenti se da qui al termine tutto dovesse rimanere, in classifica, come oggi è… Il Lecce di Reggio Calabria lascia sul campionato una impronta ben recisa: non siamo bellissimi, forse soffriamo di momenti di amnesia, forse in qualche circostanza manchiamo di quella cattiveria agonistica che chiamano cinismo e ci abbandoniamo a qualche narcisismo di troppo, ma siamo primi e  al comando intendiamo restarci…

michele-marconiNella partita in riva allo Stretto, la Reggina ha puntato tutto (altro non poteva fare) sul pressing assiduo; cercare di ribattere colpo su colpo contro un Lecce che cercava di trovare la giusta carburazione (distanze, equilibri, ritmo) con andamento piuttosto lento. Le due squadre, per necessità o per scelta, per scarsa propensione a pungere o per buone capacità dei pacchetti difensivi giostrano in sessanta metri, ben alla larga dalle rispettive aree di rigore. Poi si comincia a macinare gioco con rinnovato discernimento e le cose cambiano a partire  dalla metà del primo tempo e cambia anche il risultato con un eurogol di Marconi che prende le mosse da una trentina di metri per andare a scheggiare la traversa depositandosi poi in rete: tutto molto bello.

La Reggina non si scompone anche perché, non suoni irriverente e sarcastico, ha maturato una certa abitudine a stare… “sotto” ed il Lecce soffoca le sporadiche iniziative tendenti a preoccupare Perucchini oltre il dovuto. Però, c’è sempre il solito ed immancabile però: sulle soglie del 30°, Coralli si esibisce in una puntuale colombella impreziosita da uno stop volante di pregevole fattura e di alta scuola. Il capitano reggino sarà pure bravo quanto si vuole, ma a regalagli quattro metri di solitudine e di assoluta libertà sono stati i centrali giallorossi. Ecco il “però”… È la nota stonata cui ormai abbiamo fatto l’abitudine e che comunque riporta la gara pericolosamente in parità. Il rapporto tra le due formazioni ricalca fedelmente il cliché di tante altre partite: gioco prevalentemente amministrato dal centrocampo leccese, possesso palla traboccante e Reggina ferma ai blocchi delle possibili, ma non pervenute, ripartenze. Insomma, tanto costruire, ma realizzazioni al lumicino…

Pacilli primo pianoIn avvio di ripresa, Doumbia, su un pallone goniometrico (non l’unico) di Pacilli, incorna con pregevolissimo anticipo sull’avversario, riportando così il Lecce dove merita di stare, cioè di nuovo in vantaggio. A quel punto è come se ai calabresi mancasse l’ossigeno… Per la squadra salentina, che sta crescendo a vista d’occhio e continua ad amministrare gioco e partita, sembra che tutto vada per il verso giusto anche con una certa facilità. Pacilli si distingue nel seminare qua e là preziosismi stilistici per palati raffinati. È assai probabile che Padalino lo richiami in panchina per… preservarlo. Ben diverso è il motivo per cui il tecnico decida la sostituzione di Marconi con Caturano, che in settimana si era allenato poco ed era reduce dai problemi ad un ginocchio che si porta dietro da un paio di domeniche…  Si rientra dunque con tre punti che fanno classifica e… consistenza. Immagino sia partita da Reggio la volata finale, che la affrontiamo guidando lo sparuto gruppo dei primi.

Commenti

1 commento

  1. al di là del risultato e segnalando i nei in difesa e la propensione a non capitalizzare le varie occasioni, per il primo posto dobbiamo preoccuparci solo del foggi??..oppure nel mucchio mettiamo anche matera e stabia???

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