Tempo di lettura: 2 minuti

catanzaro-lecce-gol-prestia-1-0LECCE (di Gavino Coradduzza) – A giochi fatti, cioè a risultato incamerato, si potrebbe parlare di vittoria facile facile; quasi di una passeggiata, considerata la abissale differenza di qualità dimostrata in campo da Lecce e Catanzaro. Ma come più di qualche volta accade, a renderla meno facile ha provveduto lo stesso Lecce, legittimamente ancora al comando della classifica, facendosi sorprendere da un’improvvisa impennata dei padroni di casa, favorita da una leggerezza difensiva.

Ma andiamo con ordine: inizio accademico, verrebbe da dire (ma mica tanto…) perchè il Catanzaro non sembra per niente intimorito dall’ampio divario che in classifica separa le due squadre e si butta su ogni palla con encomiabile accanimento, complice anche il compassato ritmo impostato dall’avversario.  C’è curiosità per l’esordio del “rinforzo” Agostinone; la sua sarà una partita con qualche squillo e poche pecche… Il Lecce non si fida delle angustie di classifica dei calabresi; il centrocampo, non proprio nella migliore delle sue giornate (ogni tanto ci sta…) non concede molti varchi, ma giostra a marce ridotte chiamando al palleggio anche il reparto arretrato; la squadra si muove con ordine, la disciplina tattica non presenta sbavature, manca però la velocità di esecuzione.
catanzaro-lecce-gol-prestiaMa si sa che, prima o poi, arriveranno i guizzi vincenti. Il Catanzaro dà l’impressione di stare al gioco: conquistare anche un solo punto contro cotanto avversario non è cosa disprezzabile, anzi… Tuttavia, se gli si offre la palla ghiotta non può che approfittarne  ringraziando la momentanea immobilità della difesa ospite. Il colpo di testa di Prestia non lascia scampo a Bleve. Colpo basso per Marco Mancosu e compagni che per qualche minuto ansimano nel tentativo di raddrizzare la partita: si eccede in inutili leziosità nella zona centrale del campo, senza trovare la misura giusta per innescare le punte. La porta  avversaria resta troppo spesso lontana dalle iniziative dei salentini che si abbandonano ad una alternanza di confusione e di ingenuità. Così non può andare; diventa indispensabile cambiare il registro di interpretazione della partita. Nella sostanza, il Lecce, non ha effettuato alcun tiro in porta…
lepore-esulta-dopo-gol-al-catanzaroAl rientro, dopo l’intervallo, il piglio della squadra di Padalino denota tonalità più marcate; non si trotterella più ed in aggiunta si ragiona e si costruisce gioco. Quante volte abbiamo assistito alle repentine trasformazioni del Lecce in corso di partita? Accade così anche al “Ceravolo“: Doumbia inventa una delle sue funamboliche percussioni in area avversaria, si beve anche il malcapitato portiere, e va a segno. L’ingresso in campo di Lepore porta poi nuova linfa ed ulteriore vivacità sul fronte avanzato; i famosi equilibri ne traggono giovamento. Il Catanzaro risponde mandando in campo Matteo Mancosu (fratelli contro…) ma avrà la meglio la stoccata del numero 10 leccese che consegna alla propria squadra ed ai propri tifosi l’ennesima vittoria in trasferta.
Risultato indiscutibilmente giusto ed anche un tantino… piccante, considerata la dose di peperoncino ingoiata nel corso del primo tempo… Ma forse è più bello così, altrimenti si correva il rischio della noia…
Commenti

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.