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akragas-lecce-0-2AGRIGENTO (di Pierpaolo Sergio) – Partita dai due volti quella dello stadio “Esseneto” dove il Lecce si impone per 2-0 pur senza brillare per larghi tratti del match. Dopo un primo tempo soporifero, i giallorossi si svegliano e sbloccano il risultato con il bomber Salvatore Caturano e chiudono la contesa grazie a Mario Pacilli che blinda il successo in terra siciliana. Nel mezzo un rigore fallito dai padroni di casa che non sfruttano la superiorità numerica dovuta all’espulsione di Ciccio Cosenza in occasione proprio del penalty tirato alle stelle da Palmiero che lascia immacolata la porta di Lys Gomis. Nelle pagelle di Akragas-Lecce i voti più alti vanno proprio ai due marcatori, al portiere giallorosso ed a Marco Mancosu, abile a fare un grande lavoro di rottura e costruzione nella fase più calda della partita.

gomis-para-su-cochisGOMIS: Riconfermato tra i pali, trascorre un pomeriggio di ordinaria amministrazione, almeno fino a quando compie un intervento salva-risultato al 39° smanacciando in tuffo su Cochis lanciato a rete da uno svarione di Drudi a centrocampo, dopo aver dribblato Cosenza. Bravo poi a deconcentrare Palmiero in occasione del rigore calciato in curva. VOTO: 6.5

CIANCIO: Tocca un gran numero di palloni ma di croo al centro non se ne vede neppure l’ombra. Perde spesso il possesso del pallone e commette una lunga sequela di inutili falli che spezzettano il già non particolarmente alto ritmo di gioco. Si fa preferire quando i salentini restano in 10 e deve badare al sodo senza più fronzoli passando sull’out sinistro. VOTO: 5.5

DRUDI: Una sbavatura nell’eopisodio dell’intervento di Gomis su Cochis macchia il suo ritorno tra i titolari, ma non compromette l’esito della sfida. Attento nelle chiusure e veloce nel recuperare la posizione quando si spinge in avanti sulle palle inattive, offre la solita garanzia al reparto arretrato leccese. VOTO: 6

COSENZA: Dopo 35 minuti si fa ammonire per un inutile fallo a centrocampo. Al 60° commette un’altra ingenuità che da uno come lui non ci si aspetterebbe e che poteva costare davvero cara alla sua squadra, lasciando in 10 il Lecce per doppia ammonizione e fallo da rigore a risultato appena sbloccato. Per fortuna il tiro dal dischetto termina alto ed i 3 punti vengono blindati dal gol di Pacilli. Imperdonabili amnesie contro un avversario che ha dimostrato una disarmante pochezza in attacco. VOTO: 4.5

CONTESSA: Spaesato e poco propositivo, gira a lungo a vuoto senza mai trovare la misura nei traversoni e la necessaria intesa con i colleghi che gravitano nelle sue zone di competenza. Esce per ridare geometrie alla formazione salentina. VOTO: 5 —> (dal 57′) VITOFRANCESCO: Con lui e Pacilli a destra la musica cambia di colpo in meglio. Tornano le giocate a memoria e le sovrapposizioni che mandano in tilt un’Akragas sbilanciata in avanti alla ricerca del pareggio prima e del gol che potesse riaprire le danze poi. VOTO: 6

MANCOSU: Tra i pochi a tentare qualche accelerazione in grado di aprire l’abbottonatissima retroguardia agrigentina. Sale in cattedra nelle ripresa quando si dimostra tatticamente imprescindibile e con una grande visione di gioco. Recupera una marea di apllonui a centrocampo ed è sempre pronto a dettare i tempi delle ripartenze anche in inferiorità numerica. VOTO: 6.5

FIORDILINO: Gli avversari sono in numero maggiore in mezzo al campo e lui è chiamato a tamponare la rare incursioni dei padroni di casa impegnati più a controllare che a creare gioco. Il risultato è che i rifornimele-monopolinti per l’attacco arrivano col contagocce, ma col Lecce in 10 inizia a girare a pieno regime e si conferma prezioso elemento. VOTO: 6

TSONEV: Ha sicuramente fatto molto meglio in altre apparizioni, ma si conferma tra i più dinamici della formazione leccese nel primo tempo e cerca di dar manforte alla manovra d’attacco assai asfittica. Sacrificato sull’atare della causa comune, viene sostituito per ridisegnare lo scacchiere tattico giallorosso. VOTO: 6 —> (dal 52′) PACILLI: Qualora ce ne fosse ancora bisogno, si conferma una pedina di straordinaria importanza per l’economia del gioco di Padalino. Col suo ingresso in campo crea spazi e palle-gol, recuperando molti palloni a centrocampo e dando una mano in difesa. Ci mette lo zampino nel primo centro di Caturano ed entra pure nel tabellino dei marcatori con la rete che chiude la contesa. VOTO: 7

LEPORE: Riportato a destra e tornato titolare, passa un pomeriggio anonimo e senza sussulti in cui stenta a trovare la giusta posizione e la giusta distanza con i compagni che agiscono sulla sua stessa direttrice dando, a volte, l’impressione di pestarsi i piedi. Nel continuo spostamento delle pedine, finisce per giostrare ancora sulla mancina ma si fa valere soprattutto nei duelli corpo a corpo che ingaggia nella fasi roventi dei secondi 45 minuti. VOTO: 5.5

CATURANO: Nella prima frazione di gioco, la sua è una prova opaca, con una buona e clamorosa occasione quando, tutto solo al limite dell’area, di sinistro spedisce a lato con Pane immobile. Poi, nella ripresa, il bomber della squadra giallorossa sblocca la gara con una zampata vincente sotto-porta e la vittoria sembra cosa fatta. La sua gioia è però amareggiata un  solo giro di lancette dopo il vantaggio dal rigore che l’arbitro concede ai siciliani, ma calciato male da Palmiero. Nonostante il Lecce fosse in 10 contro 11, trova comunque il modo di regalare un pregevole assist a Pacilli per lo 0-2 che annichilisce le speranze di rimonta degli agrigentini e prova altre giocate per tentare anche la terza marcatura. VOTO: 7

DOUMBIA: Molto meno brillante rispetto a sette giorni fa, cerca dribbling che non gli riescono lungo la fascia sinistra dove Padalino lo manda a giostrare. Esce per permettere all’undici salentino di ovviare all’inferiorità numerica. VOTO: 5.5 —> (dal 63′) GIOSA: Per lui poca apparenza e tanta sostanza nelle fasi più calde della sfida all’Esseneto quando il Lecce è stato chiamato a stringere i denti e dare priva di maturità. Spazza via qualsiasi pallone arrivi in mezzo all’area e controlla con sapienza il giropalla per far trascorrere i minuti. VOTO: 6

All. PADALINO: Il Lecce visto all’opera ad Agrigento non ha lasciato una buonissima impressione, soprattutto parlando del primo tempo e fino al gol che ha sbloccato la partita. Pure al cospetto di un’Akragas che ci ha messo solo tanta buona volontà, i giallorossi hanno balbettato ed ottenuto uno sterile possesso palla fine a se stesso che non portava a tiri in porta o alla creazione di reali situazioni di pericolo per la porta biancazzurra. Gli interpreti scesi in campo dal 1° minuto sono apparsi a tratti svogliati e incapaci di dare accelerate in grado di far male alla squadra di mister Di Napoli. Solo con i cambi fatti durante la ripresa e quando è rimasto paradossalmente in 10 uomini si è visto un Lecce finalmente battagliero e capace di giocare col coltello tra i denti. La sindrome da dottor Jekyll e mister Hyde va risolta alla svelta, approfittando della lunga sosta che il campionato osserverà fino a gennaio inoltrato, senza tralasciare la finestra del calciomercato invernale. VOTO: 6

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