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caturano-braccia-alzateLECCE (di Gavino Coradduzza) – Sabato scorso la dura, durissima botta… A tre giorni di distanza, il Lecce confeziona l’adeguata (e, perchè no?) molto confortante risposta: zero a tre era quella, tre a zero è questa a Messina. Pasquale Padalino manda in campo una formazione mai vista; sono veramente tante le novità e dunque bisogna subito vedere come è andata, cosa hanno prodotto le scelte del tecnico. Dico subito che ha avuto ragione lui: discutere questo 3-0 sarebbe pura ingratitudine anche se si considera la veramente scarsa consistenza degli uomini di Lucarelli… Questo è il campionato: una volta ti oppone al Matera, un’altra volta al Messina; e domani si vedrà…

stadio-franco-scoglio-messinaMessina e Lecce scendono in campo (per definire “campo” quello di Messina è necessario essere molto coraggiosi o molto miopi) con un po’ di tremarella addosso. Questo raccontano i primi minuti di gioco. Nel Messina, malridotto in classifica e nell’organico a disposizione di Cristiano Lucarelli, l’atteggiamento lento e prudente è anche comprensibile; lo è un po’ meno per l’ambizioso ed assetato di riscatto Lecce che, per buoni quindici minuti, si adegua al valzer lento in attesa di capire quale sia il miglior sistema per non rientrare a casa con le ossa ancora… fratturate; in campo si trotterella, le accelerazioni sono molto rare; il Messina si limita a fare argine consentendo al Lecce di farsi avanti anche con le linee mediane. Si danno molto da fare sia Fiordilino, che Tsonev che creano finalmente le condizioni favorevoli per un calcio di rigore che, al 18°, Caturano trasforma tranquillamente.
 
Da quel momento, inizia una nuova partita. Il Messina, voglioso di recuperare, in realtà si raggrinzisce, mostrando limiti sconcertanti (per loro, ovviamente). Il Lecce guardingo dei primi minuti, si libera delle scorie che lo frenavano e prende a macinare gioco; non occorre toccarne gli altissimi vertici perchè i siculi sono veramente poca cosa, pur mettendoci molto di ciò di cui dispongono: una grande volontà e la furibonda incazzatura di Lucarelli… Ho scritto di un avversario dimostratosi poca roba; certo, perchè in avanti getta all’aria una (forse l’unica) clamorosa occasione per pura dabbenaggine; in difesa si apre al Lecce come un panetto di burro si offre ad un coltello caldo e ben affilato. La prova? Basta andare a vedere e valutare la facilità del gol del raddoppio (44°) messo a segno da Persano con ottima mira e tempismo.
 
pasquale-padalino-a-castellammare-di-stabiaIl Messina è carente anche sul piano dello spirito di squadra, specialmente in attacco dove l’individualismo (becero egoismo) la fa da padrone: pare che ogni giocatore giochi per sè ignorando i compagni magari meglio piazzati. È su questo aspetto che Lucarelli deve lavorare sodo, di incudine e martello, se vuole raggiungere la salvezza! Pur non scomodando il termine “esaltante” (non è proprio il caso…) nel giudizio riservato ai salentini, mi pare il caso di riconoscere alla formazione mandata in campo da Padalino, la capacità di adeguarsi abbastanza in fretta sia alle condizioni ambientali, che al tipo di avversario; ciò senza dimenticare che la formazione era parecchio innovativa rispetto alle usuali scelte del tecnico… Il terzo gol (colpo di testa vincente di Caturano su pennellata di Contessa) confeziona definitivamente il successo che riconsegna al Lecce lo slancio per riprendere la corsa e la vetta della classifica.
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