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pacilli-abbraccia-torrominoLECCE – È arrivato la scorsa estate dalla Cremonese per dar man forte all’attacco del Lecce e conquistare i tifosi salentini come ha saputo fare nelle altre piazze in cui ha giocato, come L’Aquila o Trapani. Parliamo di Mario Pacilli che ha subito convinto quanti non ne conoscevano le doti e le proprie capacità ed abilità tecniche. Un ragazzo tutto grinta, che corre dal primo all’ultimo minuto e che con le sue serpentine, le finte ed i dribbling stretti mette spesso e volentieri in difficoltà le difese avversarie. Una pedina tattica importante, dimostratasi indispensabile nello scacchiere tattico disegnato da mister Pasquale Padalino che finora ha sempre puntato su di lui tanto in Coppa Italia, quanto in campionato, assegnandogli in ogni occasione una maglia da titolare. Si è tolto pure la soddisfazione di mettere a segno la prima rete in campionato con la casacca giallorossa nel 3-1 che i salentini hanno rifilato a Melfi (nella foto accanto l’esultanza dopo la rete con Torromino) ed ora guarda al futuro che attende la sua nuova squadra dopo il pareggio interno per 0-0 con la Casertana di domenica sera.

Ecco le dichiarazioni rilasciate oggi in sala stampa: “L’essere a Lecce è per me un motivo di orgoglio, da un certo punto di vista può essere un traguardo, ma che ti da stimoli per essere anche un punto di partenza per togliersi soddisfazioni indossando questa maglia. Dopo queste prime cinque partite, secondo me, il bilancio come squadra è positivo, ottenere 4 vittorie e un pareggio non è poco. Anche a livello personale sono soddisfatto di ciò che ho fatto, anche se ho sempre da migliorare e non voglio accontentarmi. Giocare davanti a 12.000 persone poi ti da una carica in più; qui ho trovato un pubblico fantastico, che ti trascina e ti incita. Fa solo piacere poter contare su simili tifosi e cercheremo sempre di far si che loro siano contenti di noi. La classifica? Fermo restando che dobbiamo guardare in casa nostra, noi e il Foggia siamo nei primi due posti, ma ci sono altre formazioni che sono competitive. Noi, comunque, non dobbiamo guardare alla classifica, dobbiamo solo pensare a vincere le partite“.

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