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Gavino CoradduzzaLECCE (di Gavino Coradduzza) – La Champions in TV non aiuta; e forse neanche giocare in un mercoledì non festivo… sta di fatto che all’appello, rispetto all’ultima uscita al “Via del Mare” e dopo tre vittorie, sugli spalti ne mancano circa 300. Non è così malandato, come qualcuno sosteneva alla vigilia, questo Catanzaro per l’occasione “di bianco vestito”. Mario Somma vara un 4-3-2-1 che, seppure non in grado di sollecitare adrenalina nelle vene del serafico Marco Bleve, chiude con una certa disinvoltura tutti i corridoi e le piste che conducono all’area calabrese. Il Lecce, però, mette in chiaro fin dai primi minuti che non intende regalare neanche un attimo di calo di tensione; al momento l’impressione è questa; al momento…

Organizzato, diligente, lucido, i padroni di casa impiegano 14 minuti per fare una cosa tanto semplice ed efficace, quanto squisitamente deliziosa e di qualità elevata: Sasà Caturano addomestica la palla sul vertice dell’area ed esplode un sinistro di collo pieno che brucia l’erbetta ed il portiere ospite con la palla che va morire in rete ad una spanna dal palo lontano: un capolavoro! Chi ha scelto di vedere la Champions League in televisione si è privato di un boccone prelibato…
Un tantino indigesti risultano invece alcuni cali di tensione di Ciccio Cosenza che, in due o tre circostanze, incoraggia, diciamola così, la affiorante voglia di rimonta dei calabresi. Ed infatti, da qualche minuto dopo il vantaggio, il baricentro della partita si sposta visibilmente nella metà campo salentina: tre buone occasioni vengono concluse dai catanzaresi con tiri sbilenchi o con telefonate a Bleve. Che succede? Il Lecce ha deciso di abdicare? Si sente pago dell’esiguo vantaggio? Se è così, sta commettendo un errore (Padalino si sbraccia parecchio…) perchè fino al rientro nello spogliatoio il Catanzaro fa il bello ed il cattivo tempo mentre il Lecce fa da spettatore.
Riappropriatosi di una discreta dose di brio, il Lecce, nella ripresa, riorganizza il proprio gioco facendo rinculare l’avversario che comunque dimostra di avere buone idee e buoni piedi, ma solo fino al reparto centrale, perchè l’attacco merita un rispettoso velo di silenzio. Il Catanzaro dimostra ancora molta vivacità; è più reattivo del Lecce nei contrasti da cui esce quasi sempre vincente. La superiore qualità tecnica dei giallorossi di casa viene dunque messa a dura prova dalla effervescenza degli ospiti.
lecce-catanzaro-3-0-uscita-dal-campoSe la partita non tocca vertici di piacevolezza estetica, riesce tuttavia a coinvolgere il pubblico alternando colossali sciocchezze ed interessanti trame, ma il risultato non cambia anche perchè gli avanti calabresi che si presentano al tiro pare che immancabilmente (direi ossessivamente) mirino alle gradinate della Curva Sud… I cambi operati da Padalino (Contessa per Ciancio e Fiordilino per Lepore) cambiano soltanto marginalmente l’inerzia della partita. L’equilibrio si interrompe al minuto 33 grazie ad una palla lunga per Caturano che la cotrolla e smista subito verso l’accorrente Torromino: destro a giro e palla in rete; partita chiusa anche perchè, un minuto più tardi Prestia atterra lo stesso Caturano: rigore ed espulsione del reo; il bomber napoletano trasforma alla sua maniera e si porta a 7 reti in 4 partite; roba da stropicciarsi gli occhi…
Il risultato numerico, è ovvio, farebbe pensare ad una facile sgambatura infrasettimanale, ma non è esattamente così. Nel conto è necessario inserire anche i venti-venticinque minuti di abulia dei ragazzi di Padalino in cui la formazione ospite ha sfiorato il pari; sbandamenti che suggeriscono, anzi impongono, una rapida correzione già dalla prossima domenica, ancora in casa, contro la Casertana.
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