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lavoro nero sommerso - uva - vitignoLECCE – È partita la campagna di raccolta dell’uva da tavola in tutta la Puglia. I dati parlano di un comparto in forte crisi. La produzione 2016 aumenta del 10% rispetto all’anno scorso, ma i prezzi crollano: già meno 15% ad avvio di campagna. E il prolungarsi dell’embargo europeo nei confronti di uno dei maggiori clienti della Puglia ortofrutticola, la Federazione Russa, dal 2014 ad oggi, solo per quel che riguarda l’uva da tavola, ha mandato in fumo quasi 30 milioni di euro. Intanto, sono stati avviati dal 1° agosto i controlli per contrastare il fenomeno del caporalato che, per le modalità con cui si stanno svolgendo, rischiano di danneggiare ulteriormente il settore ortofrutticolo pugliese.

Lo denunciano i vertici di Confagricoltura Puglia. “Tenere bloccati macchinari e operai in un’azienda agricola nel pieno della campagna di raccolta, per mezza giornata o più – spiega il presidente di Confagricoltura Puglia, Donato Rossi – equivale a provocare un danno a cascata sull’attività produttiva irreparabile. È necessario che, chi di competenza, trovi il modo per accelerare i controlli”.

Confagricoltura conferma tutto il sostegno all’attività ispettiva predisposta dalla Prefettura ed ogni iniziativa atta a contrastare il lavoro nero, ma denuncia alcuni eccessi. “Stiamo vivendo da due giorni in un clima militare”, denuncia l’avvocato Michelangelo De Benedictis, componente del comitato direttivo di Confagricoltura Bari e delegato al Lavoro. Gli agricoltori, e in particolare i titolari delle grandi aziende esportatrici di ortofrutta “hanno ricevuto già diverse visite – spiega lo stesso De Benedictis – che durano ore e che tengono bloccata l’attività dell’intera azienda. È eccessivo ed inaccettabile. Non si possono bloccare gli operai per ore nell’attesa che vengano espletate le verifiche”.

“Se invece di cavalcare tutti l’onda del giusto sdegno provocato dai tragici eventi dello scorso anno – dice Giacomo Suglia, presidente regionale di Apeo, l’associazione dei produttori ed esportatori ortofrutticoli pugliesi – si facesse una riflessione sul rilancio del nostro comparto, faremmo un enorme passo in avanti anche nel contrasto al lavoro nero”. “Le nostre – spiega ancora Suglia – sono aziende che assumono mediamente tre/quattrocento lavoratori in questo periodo dell’anno, movimentano migliaia di quintali di merce. Noi non abbiamo alcun interesse a favorire il caporalato. A noi interessa crescere e continuare a fare il nostro lavoro. Lasciatecelo fare”.

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