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Tundo Sticchi Damiani LiguoriLECCE- Il presidente onorario Saverio Sticchi Damiani ha parlato del mancato ingresso nell’U.S. Lecce dell’immobiliarista Manuela Ferrari, un’operazione che sarebbe saltata in quanto l’imprenditrice brianzola avrebbe puntato al pacchetto di maggioranza del sodalizio giallorosso, quota che resterà salda nelle mani di Enrico Tundo. L’avvocato leccese, presente ieri ad un incontro con gli altri membri del Consiglio d’Amministrazione presso la nuova sede della società in via Costadura, ha rivelato i retroscena di questa decisione tramite un’intervista ai colleghi del Nuovo Quotidiano di Puglia, passo indietro che ha costretto i soci dell’U.S. Lecce a delle contromosse per rispondere al mancato ingresso del milione e mezzo garantito dalla Ferrari.

Avanti comunque– “Dopo il disimpegno della dottoressa Ferrari – afferma il presidente Sticchi Damiani – è toccato agli attuali soci farsi carico di ulteriori incombenze. Giugno è un mese terribile per tutte le società: entro il 30 il Lecce dovrà pagare tre mensilità ai tesserati e la tassa d’iscrizione del campionato di Lega Pro 2016/’17 e contestualmente dovrà ottenere la fideiussione. L’ingresso di Manuela Ferrari avrebbe certamente coperto una parte di queste spese ma dopo aver saputo del suo disimpegno non ci siamo persi d’animo decidendo di andare avanti con le nostre forze”.

Nessun cambio di budget– Il niet del potenziale nuovo socio non ha cambiato il raggio d’azione del responsabile dell’area tecnica Mauro Meluso: “Il budget è rimasto lo stesso e non cambierà di un centesimo – assicura l’avvocato leccese – ed è stato decretato prima che la Ferrari decidesse di non entrare più in società. Il merito di tutto ciò è degli attuali proprietari, con Enrico Tundo e gli altri che hanno colmato il vuoto con risorse proprie”.

Perché il dietrofront- Saverio Sticchi Damiani prova poi a snocciolare i motivi del rifiuto: “Dico anzitutto che sono dispiaciuto per questa sua decisione. Manuela Ferrari è una persona di grande qualità sia a livello professionale che come capacità di investire nel calcio, con lei avevo instaurato anche un ottimo rapporto. Ma non riesco a comprendere perché, dopo il CdA nel quale lei ha partecipato e nella piena consapevolezza delle scelte tecniche fatte relative alla nuova stagione, abbia poi deciso di chiedere delle condizioni diverse rispetto a quelle previste dal preliminare”.

Sul 51 percento– “L’unico rammarico è che – continua Sticchi- se fin dall’inizio avesse manifestato la volontà di rilevare subito il 51 percento avremmo potuto evitare di perdere questi mesi preziosi di trattative. La maggioranza ‘leccese’ del club non è in vendita, almeno fino a quando avremo la forza di andare avanti. Cosa ha chiesto di più la Ferrari? Avere una partecipazione non più del 30 percento ma del 51 per cento. E inoltre, ci ha chiesto di attribuire a persone di sua fiducia ruoli diversi e ben più importanti rispetto a quelli espressamente previsti nel preliminare. Sia una che le altre condizioni sono per noi inaccettabili”.

Trattativa chiusa– Non sembrano esserci spiragli per ripensamenti: “Affare sfumato? Penso proprio di sì – chiosa il presidente onorario. A meno che non si decida di ritornare a quanto previsto nel preliminare perché, ripeto, la dottoressa Ferrari sarebbe una risorsa importante per la società e, come ho detto si tratta di un’ottima persona.

Dario Bonetti– Il principale nodo irrisolto della trattativa sembra essere il ruolo di Dario Bonetti, consulente tecnico di Manuela Ferrari. Al riguardo Sticchi Damiani chiarisce la definizione dei ruoli già fatta in seno all’U.S. Lecce: “Nulla contro Bonetti ma ritengo che ognuno debba svolgere il ruolo per il quale abbia titolo e mi sembra che Bonetti faccia l’allenatore. Una squadra di collaboratori nel Salento messa in piedi da lui? Non so è vero, ma se l’ha fatto è stata una sua iniziativa non condivisa dalla proprietà”.

Un Lecce vincente– Sulla campagna trasferimenti Sticchi commenta: “Abbiamo assegnato un budget al d.s. Meluso dopodiché gli abbiamo chiesto se con quella somma si poteva costruire una squadra competitiva in grado di vincere il prima possibile. Accettando la nostra proposta con entusiasmo e voglia di fare evidentemente c’è convinzione. Mi rendo conto che gli stiamo attribuendo un compito difficile, ma ci fidiamo di lui. Siamo certi che farà un gran lavoro. Rifondare l’organico? Non ha senso farlo tanto per. Se direttore e allenatore sono convinti che c’è qualcosa di buono da trattenere non vedo perché non si possa partire proprio da questo. Tra Meluso e Padalino c’è un grande feeling e ho la sensazione che il ritiro precampionato avrà un peso importante per i calciatori sotto contratto. Tutti partiranno da zero e avranno modo di conquistare la fiducia. Caturano? Mi risulta che il direttore e l’allenatore abbiano stima dell’attaccante. Ma non solo di lui”.

Sponsor– Continuerà anche l’anno prossimo il matrimonio tra il Lecce e Moby, main sponsor dei giallorossi: “Poco prima di tornare a Lecce ho avuto un incontro a Roma nel quale abbiamo deciso di prolungare il rapporto con Moby almeno per un altro anno. Era scontato dopo l’ingresso nel CdA di Alessandro Onorato”.

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