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Meluso SticchiLECCE – Giornata di presentazione ufficiale per Mauro Meluso, il neo-direttore sportivo dell’U.S. Lecce, che ha partecipato alla sua prima conferenza in un’affollatissima sala stampa “Sergio Vantaggiato” dello stadio “Via del Mare“. Il neo-diesse sarà operativo dal 1° luglio, poichè è formalmente ancora vincolato al Cosenza fino al prossimo 30 giugno. Il primo impatto con la nuova realtà è stato più che positivo ed è stato casualmente il modo per apprezzare anche l’aspetto emotivo-emozionale di Meluso, al quale son venuti gli occhi lucidi ed un groppo in gola ricordando della figura del padre Salvatore, storiografo, scomparso esattamente tre anni fa ed a cui era molto legato. A presentare l’ex dirigente silano è stato il presidente onorario Saverio Sticchi Damiani alla presenza, tra gli altri, dei dirigenti Corrado Liguori, Stefano ed Alessandro Adamo, che lo ha così introdotto: “La società ha individuato in Mauro Meluso la figura adatta per il compiti che dovranno essere sbrigati a breve; per questo abbiamo sottoscritto un accordo per due anni, che sarà prolungato in caso di successi. Con grande entusiasmo, ha deciso di seguirci in quest’avventura lasciando la squadra della sua città ed io, anche a nome del CdA del Lecce, non posso che ringraziarlo. Da un lato abbiamo la necessità di far quadrare i numeri ma, allo stesso tempo, c’è un progetto sportivo che impone di raggiungere quei risultati che tutti ci auguriamo”.

Meluso dirigenza Sticchi Liguori AdamoLA CHIAMATA DEL LECCE – Ed ecco le prime dichiarazioni in giallorosso di colui che ha preso il posto di Stefano Trinchera nel ruolo di diesse: “Sono felicissimo e onorato di questo incarico. Lecce rappresenta quasi un punto di arrivo per me, nel senso che, da quando avevo 14 anni, ho girato tanto facendo le più disparate esperienze, ma qui diventa un punto di arrivo perché è una città importante e stimolante dal punto di vista calcistico e non solo. Ho quindi accettato senza remore l’incarico; l’accordo economico è stato raggiunto in pochissimo tempo perché c’era la volontà reciproca di chiudere. È inoltre una situazione stimolante perché, se tutto dovesse andar bene, mi piacerebbe piantare qui le tende. Lecce è stata una piazza importantissima e lo è ancor oggi perché è rappresentata da una società che gode di molta credibilità nell’ambiente ed è reputata estremamente appetibile. Non sono qui per fare un anno ma per un progetto duraturo. Se non faccio bene, non duro molto, quindi è prima di tutto mio interesse vincere. Ora dovremo essere bravi a dimenticare il passato, senza pensare più alla Serie A sfuggita, ma che siamo in Lega Pro e calarci tutti in un nuovo modo di pensare; è tempo di spogliarci di quello che è Lecce, per misurarci in una realtà in cui serve grande determinazione”.

Meluso parla conferenzaParlando di sè, Meluso ha poi aggiunto: “Imparerete a conoscermi, sono una persona normalissima. Non sono di grande impatto perché non ho un passato di chissà quale genere, ma sono qui per fare del mio meglio e per vincere, arrivando in Serie B il prima possibile. Ho sempre avuto buoni rapporti con la stampa ma, per la tutela di tutti, sarò il più riservato possibile. Lasciare Cosenza è stato un dispiacere dal punto di vista umano perché sono nato lì e per me è stato un ritorno alle origini lavorarci, ma sono un professionista e sono abituato ai cambi repentini di città. Mi è dispiaciuto lasciare Cosenza perché avevo creato un gruppo importante ma il richiamo del Lecce e le motivazioni che mi hanno dato il professore Sticchi e i suoi soci mi hanno messo in una dimensione differente: non dico migliore, perché non voglio offendere nessuno, ma sicuramente diversa. Prima di venire a Lecce avevo avuto altri contatti, poi sembrava che dovessi rimanere al Cosenza che ringrazio per l’opportunità datami ma quando sono stato contattato dal presidente Sticchi non ho posto condizioni e ho subito accettato… Solo dopo abbiamo affrontato la questione della mia autonomia operativa. Sono stato colpito dal loro entusiasmo, che ovviamente da solo non basta, ma è un presupposto importante per raggiungere i traguardi prefissati. A me toccherà riportare la società dove le compete. Sono contento di aver parlato con voi giornalisti perché siete il tramite con la tifoseria e il fatto che sia stimato mi inorgoglisce: ho ricevuto tanti attestati che non mi aspettavo. Ci sono profili professionali più importanti del mio ma forse la gente di Lecce ha capito che ha a che fare con una persona che farà del suo meglio per far bene“.

padalinoL’ALLENATORE – Sulla scelta del prossimo allenatore della squadra salentina: “Per la scelta dell’allenatore ho incontrato profili diversi ed entro la prossima settimana prenderò una decisione che sarà mia anche se condivisa con la società. Ho una rosa di quattro o cinque papabili da cui verrà fuori il nome (Padalino, Braglia, Calori ne fanno parte per sua stessa ammissione, ndr). Cerco un profilo di grande spessore umano e professionale. Ho parlato con Braglia, con cui ho un buonissimo rapporto, ma non ho preso una decisione definitiva e vorrei aspettare ancora qualche giorno. Ho discusso anche con Padalino ma loro due non sono i soli. Roselli mi ha dato tanto e, per la verità, ci siamo aiutati tanto. Ma è sotto contratto col Cosenza e perciò non è mai stato contattato. I profili di allenatori interpellati sono eterogenei ma il calcio per me è gruppo e motivazione. L’aspetto tattico spetta all’allenatore. Il mio compito è trovare un allenatore che la pensi come me. Io mi onoro di essere amico di Zeman che pure è stato mio allenatore, ma a Cosenza ho scelto un tecnico con idee differenti. La prima cosa che conta è il gruppo che, se non è coeso, non si va da nessuna parte anche col migliore degli allenatori. Mi auguro che colui che verrà scelto abbia buoni rapporti con stampa, tifosi, calciatori e società. Ci sono anche tecnici che plasmano il modulo in base alla squadra. Io preferisco partire dalle idee del tecnico. Anche avere il campo arato dai giocatori in esubero può aiutare. Per l’allenatore chiuderemo la prossima settimana, non mi sbilancio…”

Meluso LiguoriLA ROSA – Quindi un passaggio sul gruppo di calciatori che c’è e che si andrà a costruire: “Dei giocatori attuali ho parlato con diversi loro agenti. Non ho parlato direttamente con loro e penso che, prima di lavorare sulla rosa, sia giusto e corretto nominare innanzitutto l’allenatore. Il mercato deve ancora cominciare e io sono sempre stato abituato a coinvolgere chi guida la squadra. Nella rosa del Cosenza ci sono alcuni profili interessanti ma sono aspetti che valuterò solo dopo che avremo ufficializzato il mister. Valutando il quadro generale attuale in cui solo a Lepore è stato rinnovato il contratto, parto dal presupposto che Freddi è infortunato, mentre i rientranti Della Rocca ed Herrera non sono stati bene nel corso dell’anno, perciò mi servirà una valutazione da parte dello staff medico. Di tutti gli altri voglio parlare con l’allenatore e valuteremo tra quelli che sono sotto contratto e quelli che non lo sono per capire chi farà parte del Lecce 2016/’17”.

LO STAFF DEL DS – “In fase di trattativa abbiamo parlato con la società e ipotizzato di creare una struttura di scouting e questo sarà sicuramente uno dei lavori che voglio portare a Lecce anche in ottica futura. I miei collaboratori relazioneranno su tutti i campionati superiori e inferiori. Per il settore giovanile incontrerò il direttore Alberti e vedremo come andare avanti perché so che ha un altro anno di contratto e so pure che è un valido professionista. Per forza di cose devo delegare la responsabilità di scelte e gestione del vivaio, ma a supervisionare ci sarò comunque sempre io. Il settore giovanile, guardando in prospettiva è basilare per la sana gestione di una società di calcio. Il Lecce è stato molto importante da questo punto di vista e bisogna continuare su quella scia ricordando però che oggi, purtroppo, siamo sempre ed ancora in Lega Pro“.

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