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Roberto De Zerbi

FOGGIA – Dopo le bocche cucite a seguito del 2-3 dell’andata, il tecnico del Foggia Roberto De Zerbi ha parlato ieri nella sala stampa dello “Zaccheria”, spiegando i perché del suo silenzio a Lecce e cercando di descrivere il giusto stato d’animo in vista del ritorno: “Visto che non mi sono presentato in sala stampa a Lecce, ho ritenuto più opportuno parlare oggi. Spiego perché. Non volevo che le mie parole fossero fraintese, non volevo accendere altri fuochi più di quanti ne sono stati già accesi e non volevo neanche che qualche mia dichiarazione fosse stata travisata. Oggi ci tengo a fare un appello a tutta la gente. Non bisogna pensare che siamo in finale, non siamo da nessuna parte. Capisco l’attesa che c’è, ma vorrei che nessuno dei ventimila che saranno in campo entrasse in campo con la consapevolezza di aver vinto, così usciremmo. Siccome la squadra avverte l’umore della città, qui si vive in simbiosi, dico questo. La verità è che abbiamo fatto una buona partita, vincendo meritatamente anche se forse ci stava più di un gol di scarto. Il Lecce sulla carta è una squadra più forte, ha esperienza nel curriculum e un allenatore che conosce bene la categoria e che ha vinto campionati. Hanno le capacità di andare in qualsiasi campo della nostra categoria e vincere, dobbiamo ragionare come se fosse una partita secca. Non sono frasi di circostanza, dico sempre quello che penso. Non bisogna pensare a Pisa e Pordenone, sono tutte stupidate. Siamo al cinquanta e cinquanta di possibilità di passare il turno. Dobbiamo fare una partita da Foggia, imporre il nostro gioco e vincere senza fare calcoli. In questo ci deve aiutare la gente allo stadio, ci deve essere maturità anche sotto questo punto di vista. Serve tutto ciò, altrimenti saremo a casa tra una settimana. Possiamo perdere, ma bisogna prendere la partita nel modo giusto. Siamo disposti a tutto per arrivare alla finale ma ci sono ancora 90’ pesanti da giocare. Non abbiamo conquistato niente purtroppo”.

De Zerbi preferisce rileggere l’atteggiamento dei suoi e pensare agli effettivi che saranno disponibili in gara-2: “Abbiamo fatto benissimo fino al 2-0, potevamo anche fare il tris. Poi siamo calati un po’, forse ci siamo specchiati e perso palloni stupidi e dopo di che c’è stato il terzo gol, bello. Nel secondo tempo ci sono stati meriti loro e demeriti nostri, la spinta del ‘Via del Mare’ è stata importante. Loro hanno messo quattro attaccanti e io ho messo un difensore in più e occupare meglio lo spazio dietro con De Giosa, un elemento che può giocare dall’inizio, andando al centro con Loiacono a destra. Si può variare schieramento ma non cambia la mentalità, il qualcosa che ci sta facendo fare la differenza, comandando anche a casa loro. Abbiamo sprecato qualche ripartenza, e ricordo solo l’occasione di Moscardelli, dato che il rigore è stato un nostro incidente. Cosa è mancato? Qualche giocatore è calato dal punto di vista fisico, ma bisogna partire dal presupposto che ci sono gli avversari. Era inimmaginabile fare 90’ come i primi 25’. Ora in casa bisogna fare la gara, da interpretare come gara secca. Dovremo essere il solito Foggia, arrembante. Voglio che sia una giornata bella per lo sport, noi ci siamo sempre comportati bene. Accoglieremo il Lecce nel migliore dei modi, se saranno più bravi vinceranno loro. Riverola? Adesso siamo all’osso numericamente. Quinto si è fatto male, domani si faranno le valutazioni ma il recupero è difficile. Tutti devono saper interpretare tutti i ruoli e farsi trovare pronti. Per domenica sarà pronto Arcidiacono e se ci saranno altri guai a centrocampo abbasseremo qualche attaccante per dare qualità in mezzo. Le polemiche? La stampa a Lecce è stata tifosa e faziosa, e se è così io non mi presento. C’è entusiasmo per la vittoria, capisco la gente festosa, è difficile tenere legata una città, ma bisogna tenere i paraocchi e andare avanti. Non conosco niente delle altre finaliste. L’arbitro ha distribuito male i cartellini, non è stato molto coerente oltre al rigore che c’era per noi. Non bisogna fare falli stupidi, ma nessuno deve entrare in campo pensando al cartellino. Dobbiamo essere bravi tutti, noi, la società, la stampa. Penseremo a vincere contro il Lecce senza fare calcoli.

I punti di forza dei Satanelli sono i gol di Sarno e Iemmello, trascinatori dell’avvio magico nell’andata e autori di 34 reti in due: “Dipende la considerazione che si ha di loro. Io non sono mai contento, neanche domenica mi hanno soddisfatto al cento percento. Sarò pesante, non mi accontenterò, ma non faccio la parte. C’è stato un momento chiave dove potevano fare di più, non aiutando la squadra. Non sono al top della forma, Sarno aveva la febbre ma ora tutti e due faranno la settimana tipo. Andremo in ritiro da giovedì, fosse per me saremmo partiti per il Trentino già da oggi, ma non è possibile, ci sono le famiglie. Ai centrocampisti ho chiesto duttilità, non c’erano play e trequartisti. Non è detto che domenica ci presenteremo in un altro modo. L’obiettivo è sempre fare la partita”.

Sul Lecce, il tecnico bresciano afferma: Non so che intenzioni avrà Braglia, lui ha detto che ci penserà negli ultimi giorni, beato lui! Io dormo poco durante la settimana. Porto rispetto a Braglia e al Lecce, ma rispetto non vuol dire timore. Voglio giocar la partita al meglio come abbiamo fatto a Lecce, l’importante è che sia una gara giusta senza polemiche e veleni. Ci vuole tranquillità. Qualche volta quest’anno siamo andati oltre le righe nei momenti belli a livello di atteggiamenti, ma non siamo antipatici per quello. Se dall’altra parte c’è correttezza anch’io sono corretto, ma non porgo l’altra guancia in caso contrario. Il mio trasporto nell’esultanza? Ci tenevo, a Lecce all’andata potevo essere un partente e siccome la mia memoria è lunga sono stato felice di esultare così in uno stadio che era una bomboniera. In più, il Foggia non vinceva nel Salento da tanti anni e farlo in una semifinale play-off è stato ancor più bello. Anche Lecce è una piazza pazzesca, c’era un tifo incredibile e ci tenevamo a fare una gara di quel tipo”.

Il futuro di De Zerbi potrebbe portare panchine di A o B, in ultima quella del Crotone neopromosso in A: “Mi sento di dire che non so cosa succederà. Io sono corretto e trasparente”.

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