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BragliaLECCE- E’ stata definita la sfida tra due filosofie tattiche già da domenica sera, dal fischio finale di Foggia-Alessandria 2-0 che ha ufficialmente decretato il derby nella semifinale play-off. Lecce-Foggia sarà soprattutto lo scontro tra le due guide tecniche Piero Braglia e Roberto De Zerbi, totalmente diversi per approccio e ideale con il quale cercheranno di raggiungere la promozione in Serie B. L’andamento del campionato elegge il Foggia di De Zerbi come squadra favorita nel doppio confronto, e non solo per il vantaggio del ritorno tra le mura amiche dello “Zaccheria” regalato dalla miglior classifica, ma chi meglio del Lecce ha ormai ben capito che i play-off sono un torneo a sé…

Rapporto con la squadra– Il tecnico giallorosso Piero Braglia ha preso in mano il Lecce a campionato in corso, subentrando ad Antonino Asta proprio dopo la débâcle allo “Zaccheria”. L’ex trainer del Pisa si è concentrato subito sulla sostanza, cominciando ad accumulare punti e posizioni in classifica con quella serie di 1-0 che ha cambiato il campionato del Lecce. De Zerbi, dal canto suo, vive in simbiosi con il suo gruppo, dichiarando spesso “che questi ragazzi per me sarebbero capaci di buttarsi nel burrone”. L’allenatore rossonero “sente” il Foggia come un suo prodotto, ha allenato i calciatori aprendogli la testa e educandoli a un diverso ideale tattico. I risultati, e il quadruplicato interesse attorno alla compagine dauna, danno ragione…

Gioco– Pragmatismo contro fantasia. Si potrebbe sintetizzare così la sfida tra le due squadre e i due allenatori. Si è appena parlato del tentativo di De Zerbi di rivoluzionare i dettami del Foggia, inseguendo quel “guardiolismo” neanche tanto nascosto. “Sogno di giocare con sette centrocampisti e tre attaccanti”, ha affermato il tecnico bresciano dopo la vittoria contro l’Alessandria, raggiunta con una retroguardia quasi sperimentale con Gerbo (centrocampista) adattato a terzino e i difensori (a tratti anche il portiere Narciso) chiamati a gestire sempre la palla. In questi match questa ricerca del bel gioco, fondamentale per gli amanti del calcio, potrebbe essere rischiosa, soprattutto quando di fronte c’è una squadra aspra come il Lecce. Braglia e i suoi non badano a dettagli, se c’è da spazzare senza fronzoli si spazza e se c’è da sacrificarsi anche avanti ci si sacrifica, affidandosi poi per le fiammate agli uomini di maggior valore e peso specifico. Storicamente, molte promozioni dalla C alla B (anche le famigerate Frosinone, Carpi e Perugia) sono state conseguite proprio con questo risultato.

de zerbiEsperienza– Piero Braglia di play-off ne ha disputati tanti, vincendoli anche con la Juve Stabia (quinta in campionato) nel 2013. Al contrario, De Zerbi è alla prima avventura nei quartieri altissimi. La grande attesa avvertita dallo stesso De Zerbi, impaziente di affrontare i giallorossi, è sì benzina importantissima nei giorni di preparazione ma potrebbe essere anche un’arma a doppio taglio. In più, Braglia, in occasione dell’unico confronto diretto tra le due squadre in campionato, è uscito stra-vincitore: il 3-1 firmato da Lepore, Curiale e Sowe è stato figlio soprattutto delle scelte del trainer grossetano (Liviero in avanti a pressare alta la manovra foggiana, Surraco arretrato di qualche metro e Alcibiade lanciato a sorpresa).

Con l’ambiente– I due allenatori vivono un rapporto diverso con la città ospitante. Braglia ha spesso punzecchiato l’ambiente leccese con qualche frecciatina, l’ultima in desiderio di preparare lontano dal Salento il Quarto di finale dei play-off poi disputato tra le mura amiche. È anche questo parte del gioco e dell’ideale di una guida tecnica che tende a fare quadrato nel suo gruppo per poi cercare di sprigionare tutto sul rettangolo verde. Al contrario, De Zerbi vive ormai in simbiosi sportiva con la città di Foggia. L’ex attaccante, tra le altre, di Cluj, Catania e Napoli, “allena un’intera popolazione, dove il calcio non è un passatempo e dove indipendentemente dal futuro rimarrà la sua città sportiva”. De Zerbi e Braglia, tanto diversi quanto interessanti. Che vinca il migliore…

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