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LECCE (di Italo Aromolo) – Ancora una delusione casalinga, uno stop inaspettato e ancor più doloroso che rischia di vanificare quanto fatto finora. Il pareggio con l’Akragas potrebbe lasciare pesanti strascichi nell’ambiente Lecce, perché arrivato dopo meno di sette giorni dallo stop casalingo contro il Matera e quando c’era la concreta possibilità di accorciare le distanze dalla capolista Benevento. Non è la prima volta che nella storia recente del club leccese vengono falliti gli appuntamenti più importanti tra le mura amiche, quelli in cui forse è la tensione a giocare un brutto scherzo alle gambe dei calciatori, tradite dall’emozione anziché spinte dal grido di un pubblico sempre passionale e numeroso.

La scorsa settimana vi abbiamo raccontato gli amari ricordi al “Via del Mare” contro il Bari (stag. 2007/’08) e contro il Cesena (stag. 2009/’10, clicca qui per rileggere l’articolo: “Dal Bari al Matera: quando in casa fa ancora più male” – http://www.leccezionale.it/2016/04/07/lecce-dal-bari-al-matera-casa-ancora-piu-male-pt-1/), oggi concludiamo questa piccola antologia con altri due campionati decisi al fotofinish: quello del Lecce di Serse Cosmi nella stagione 2011/’12 e quello della prima stagione in Lega Pro 2012/’13, con Antonio Toma e Elio Gustinetti in panchina.

cosmi serseVince la stanchezza dopo la rimonta: il Lecce di Cosmi. Cadde sul più bello il Lecce di Serse Cosmi dopo un’incredibile rimonta che lo aveva portato dal distacco di -9 dal quart’ultimo posto (a Natale, quando il tecnico perugino sostituì l’esonerato Di Francesco) ad un passo dalla salvezza ad una manciata di giornate dalla fine. Fu proprio il “Via del Mare” il teatro delle delusioni giallorosse, perché se in trasferta Cuadrado e compagni riuscirono a strappare un punto a Lazio (1-1) e Juventus (1-1), tra le mura amiche incapparono in tre sconfitte di fila contro avversarsi al cospetto abbordabili: la prima contro il Napoli per 2-0, gara inizialmente rinviata per la morte del calciatore del Livorno Piermario Morosini, la seconda contro il Parma per 2-1, decisa da un’ impeccabile punizione di Giovinco, e la terza contro la Fiorentina di Vincenzo Guerini, probabilmente decisiva perchè regalò l’aritmetica permanenza ai viola (1-0 con gol di Cerci) e condannò il Lecce a giocarsi tutto nella poi infausta trasferta di Verona. Le tre partite totalizzarono più di 40mila spettatori, ma non bastò il pubblico delle grandi occasioni a galvanizzare un Lecce ormai scarico, che aveva dato tutto e anche più.

invasione di campo Lecce-carpi 16-6-2013Tutto all’aria per due partite: Lecce-Trapani e Lecce-Carpi. A volte basta davvero poco per rovinare i campionati e il Lecce nella stagione 2012/’13 riuscì a farlo due volte, prima nella regular season e poi nei play-off. Lecce-Trapani fu il primo crocevia, una gara che già a marzo si rivelava decisiva per le sorti del torneo: la formazione siciliana riuscì ad espugnare il “Via del Mare” in rimonta (2-1), e avvicinare il primo posto poi raggiunto (e mai più lasciato) poche settimane dopo. Fu forse l’unica partita sbagliata nella gestione di mister Toma, che nonostante l’elevatissima media punti pagò a carissimo prezzo, con l’esonero, la mancata vittoria del campionato. Negli spareggi sorte simile toccò al sostituto Elio Gustinetti: la finale Lecce-Carpi, delusione più grande dal ritorno in Lega Pro, condannò i giallorossi alla permanenza in Serie C per il gol di Kabine, che a pochi minuti dalla fine fissava il risultato sull’1-1 e faceva esplodere la rabbia dei tifosi leccesi nel più triste pomeriggio di giugno. 

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