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guardalinee1LECCE – Curioso caso al minuto 62 della gara tra Catanzaro e Paganese, valida per la 30esima giornata del Girone C di Lega Pro: l’assistente dell’arbitro, il signor Di Benedetto, ha accusato un forte dolore muscolare e è stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco, non riuscendo a portare a termine la gara. Come da regolamento, anche l’altro collaboratore arbitrale si è fatto da parte e a prendere le loro veci sono stati due tesserati, uno per squadra. Si era ancora sullo 0-0 e alla fine la gara è terminata 1-0 per il Catanzaro. Non ci sono state polemiche al termine del match e gli assistenti di parte non sono mai stati presi in considerazione dall’arbitro nelle sue decisioni.

Un caso del tutto simile si era verificato non più di tre mesi fa durante Casertana-Lecce, con il signore Meozzi infortunatosi all’inizio del secondo tempo e sostituito dai tesserati delle due società. La posizione di quello del Lecce, il magazziniere Giovanni Fasano, fu oggetto di forti polemiche e in particolare di un reclamo della società campana, che richiedeva la vittoria a tavolino in quanto il Fasano veniva ritenuto un semplice collaboratore (e non un tesserato come da regolamento) e pertanto non idoneo a svolgere quel compito. La difesa giuridica del Lecce, coordinata magistralmente dall’avv. Saverio Sticchi Damiani, ebbe partita vinta in primo e in secondo grado e fu omologato il risultato del campo di 1-1. 

Secondo caso in così poco tempo, dunque, dopo la decisione della Lega Pro di abolire il quarto uomo per ragioni di bilancio economico: è evidente che non sia stata una scelta felice quella di rinunciare una figura fondamentale di gare che, lo ricordiamo, hanno la qualifica di professionistiche. Almeno a parole…

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