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GavinoLECCE (di Gavino Coradduzza) – Coda avvelenata, per il Lecce che cede i tre punti ad un disinvolto Matera che va in vantaggio, viene raggiunto e affonda il colpo decisivo a pochi giri di lancette dal termine. Tre minuti o poco più per intuire che la sfida Lecce-Matera sarà partita avvincente, per niente banale; ma nessuno dei tredicimila sugli spalti immagina l’iniezione di curaro che mortificherà la serata del tifo salentino. A gioire saranno le centinaia di tifosi materani al seguito della loro bella squadra. Il Lecce si muove bene anche se stenta a liberarsi di quella zavorra psicologica che da qualche settimana prende forma grazie ai risultati degli anticipi che vedono il Benevento allungare il passo; bisogna raggiungerlo, compito non sempre agevole. Per lieve o pesante che possa essere, sempre di fardello si tratta… Se poi la difesa giallorossa manca di due pilastri e la nuova composizione desta più di qualche dubbio, in più il portiere ospite si segnala per qualche miracolo da porte del Paradiso, allora diventa conseguenziale pagare dazio.

Non deve essere per niente facile gestire con la necessaria serenità una situazione obiettivamente impegnativa; ma il Lecce ci si mette di buzzo buono e tesse la sua tela con giudizio ma anche con qualche imprecisione di troppo; deve badare anche a non perdere di vista la pericolosità delle ripartenze dei biancoazzurri di mister Padalino… Nei primi 30 minuti di gioco i giallorossi sfiorano (nel senso che ci vanno davvero vicini) per ben tre volte il gol del vantaggio: è un Lecce in buona salute, lo si vede chiaramente; ma il Matera è ben quadrato, gioca senza affanno, sta dunque bene in campo: piace. Tra i pali schiera poi Bifulco che per tre volte dice di no a palloni destinati a finire di norma in fondo al sacco; capìta l’antifona, gli uomini di Padalino si ritraggono a protezione del pacchetto arretrato consentendo così a Perucchini di crogiolarsi al tiepido sole primaverile.

Piero BragliaLa precisione nei lanci e negli smistamenti non sempre è rispettosa dei manuali, ed è da una di queste sbavature che prende forma la ficcante progressione materana che porta in vantaggio a squadra di Padalino ed in delirio  quel migliaio di tifosi giunti dal capoluogo lucano. “Abbiamo bisogno dei tifosi“, aveva tuonato in settimana Piero Braglia; ed infatti il pubblico ha risposto ancora una volta in maniera massiccia incoraggiando a gran voce la squadra; non è dunque il tifo a venir meno, ma in qualche misura alcune approssimazioni della squadra mandata in campo… Sono sempre quei tredicimila ad attendere pazientemente che il Matera accusi qualche cedimento e che il Lecce modifichi il suo registro di gioco: ci vuole la caparbietà di Moscardelli nell’andare ad inseguire e catturare una palla “morta”, offrirla a Lepore per la secca botta del momentaneo 1-1. Il gioco spezzettato a causa del crescente numero di falli non favorisce certo il ritorno alla manovra fluida; ma il Matera non si accontenta del pari o, per chi la vede diversamente, è il Lecce a non accontentarsi; la ricerca del successo diventa quasi ossessiva ed il Matera colpisce: a tre dal termine fa le prove generali (un uomo in solitudine al cospetto di Perucchini che fa il miracolo), un minuto dopo esegue l’opera in fotocopia, ancora con un uomo solitario al cospetto di Perucchini, che tenta la replica del precedente miracolo, ma deve inchinarsi a raccogliere la palla in fondo alla rete…

E tutti a chiedersi: ed ora? Personalmente non ho risposte, o meglio, nessuna risposta può illuminare il futuro del Lecce con 4 punti da recuperare a 5 giornate dal termine. Chi possiede la risposta… si faccia avanti!
Commenti

1 commento

  1. Ma perchè Beduschi lo lasciano sempre in panchina? Quei pochi minuti che ha giocato ame è sembrato migliore di molti altri.

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