Tempo di lettura: 3 minuti
ragno nardò
Mister Nicola Ragno

NARDO’- Inseguire un treno importante in una stagione comunque da incorniciare. Un Nicola Ragno carico a mille in vista della partita casalinga contro il Serpentara ha presentato tutte le insidie che il Nardò incontrerà romanica sul terreno amico: “Abbiamo recuperato Oretti, l’unico dubbio che avevamo, e sono tutti disponibili, a parte gli infortunati Balistreri, Versienti e Palmisano che hanno concluso anzitempo la stagione. –chiarisce Ragno- A livello mentale ci siamo rilassati la scorsa settimana e ora siamo tornati ai nostri livelli. Il Serpentara? Una squadra che è partita male, non sapendo in quale girone giocare tra G e H. L’impatto con il nostro girone ha fatto trovare in difficoltà questa squadra giovane che poi ha cambiato più allenatori. Foglia Manzillo, l’ultimo, lo conosco bene e lo stimo. Hanno giocatori di qualità, ultimamente concedono poco e il dato di tre vittorie fuori casa nelle ultime sei trasferte è emblematico. Vincere su campi difficili come San Severo e Francavilla in Sinni non è facile. L attacco formato da Delgado e De Iuliis è tra i migliori della categoria. Le porte chiuse? Sappiamo che il nostro pubblico è il migliore. 2000 presenze in uno stadio vicino che mi piace anche per la sua struttura ci mancheranno. –afferma l’ex Andria- Dobbiamo essere più forti anche di questo, l’altra partita a porte chiuse è andata bene, vincendo con il San Severo. Bisogna continuare a sognare saltando l’ostacolo”. Ragno non vuole sapere di tabelle basate sui risultati delle concorrenti: “Noi nello spogliatoio guardiamo solo ai tre punti, affrontiamo ogni ostacolo è affrontato serenamente. Troppa pressione? No. L’aria che si respira ora, rispetto ad altri periodi del campionato dove eravamo in testa o più rilassati, è diversa. Siamo consapevoli della nostra forza. Nell’arco delle 28 partite stagionali ne abbiamo sbagliate solo 3 o 4. Siamo lì, non possiamo tirarci indietro. Queste saranno sei finali.”

Nel gruppo granata non ci sono più titolari fissi: “Ho più di 11 titolari. In allenamento i ragazzi mi mettono in difficoltà. C’è un obiettivo comune e fare panchina non mette musi lunghi. Chi entra dalla panchina e incide, come a Potenza, mi fa ancora più felice. Tutti sono pronti –continua– e la domenica scelgo il meglio. Studiamo mosse e contromosse in base all’avversario, poi, si sa, il calcio non è una scienza esatta…”

Poi il trainer molfettese confronta la volata finale di quest’anno con quella della stagione passata, anche in ottica play-off: “L’anno scorso la Virtus era partita facendo un mercato sontuoso con l’obiettivo di vincere. Il Nardò era appena rinato con il semplice obiettivo di far bene. Andando avanti ci si è resi conto del proprio valore e alla fine c’è stata questa rincorsa. Non era facile. Magari qualche scelta a metà stagione, quando sono arrivato io, -rammenta il tecnico- è stata affrettata qualcuno poteva rimanere, ma abbiamo scelto elementi di categoria. A differenza di quest’anno, La squadra l’anno scorso aveva il dovere di vincere. Mancavano 10 punti dalla vetta e darne 13 alla zona playoff regionali, non fatti, è un record. Questo è un altro campionato, è più difficile. Molte squadre hanno investito più di noi, anche Fondi, Pomigliano, Francavilla in Sinni e Torrecuso, tutte compagini dalle rose importanti. Alcune sono state lì come noi, alcune hanno fallito. Abbiamo fatto un torneo da incorniciare. Trovarsi qui a sei giornate dalla fine è un motivo di grande vanto. L’8 maggio non si sa come andrà a finire ma niente è scontato. Non abbiamo pressione –conclude Ragno- ma non mi accontento mai di pareggiare. Voglio rischiare. Non so se mi potrà capitare un’altra annata così”.

Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.