
NARDO’- Inseguire un treno importante in una stagione comunque da incorniciare. Un Nicola Ragno carico a mille in vista della partita casalinga contro il Serpentara ha presentato tutte le insidie che il Nardò incontrerà romanica sul terreno amico: “Abbiamo recuperato Oretti, l’unico dubbio che avevamo, e sono tutti disponibili, a parte gli infortunati Balistreri, Versienti e Palmisano che hanno concluso anzitempo la stagione. –chiarisce Ragno- A livello mentale ci siamo rilassati la scorsa settimana e ora siamo tornati ai nostri livelli. Il Serpentara? Una squadra che è partita male, non sapendo in quale girone giocare tra G e H. L’impatto con il nostro girone ha fatto trovare in difficoltà questa squadra giovane che poi ha cambiato più allenatori. Foglia Manzillo, l’ultimo, lo conosco bene e lo stimo. Hanno giocatori di qualità, ultimamente concedono poco e il dato di tre vittorie fuori casa nelle ultime sei trasferte è emblematico. Vincere su campi difficili come San Severo e Francavilla in Sinni non è facile. L attacco formato da Delgado e De Iuliis è tra i migliori della categoria. Le porte chiuse? Sappiamo che il nostro pubblico è il migliore. 2000 presenze in uno stadio vicino che mi piace anche per la sua struttura ci mancheranno. –afferma l’ex Andria- Dobbiamo essere più forti anche di questo, l’altra partita a porte chiuse è andata bene, vincendo con il San Severo. Bisogna continuare a sognare saltando l’ostacolo”. Ragno non vuole sapere di tabelle basate sui risultati delle concorrenti: “Noi nello spogliatoio guardiamo solo ai tre punti, affrontiamo ogni ostacolo è affrontato serenamente. Troppa pressione? No. L’aria che si respira ora, rispetto ad altri periodi del campionato dove eravamo in testa o più rilassati, è diversa. Siamo consapevoli della nostra forza. Nell’arco delle 28 partite stagionali ne abbiamo sbagliate solo 3 o 4. Siamo lì, non possiamo tirarci indietro. Queste saranno sei finali.”
Nel gruppo granata non ci sono più titolari fissi: “Ho più di 11 titolari. In allenamento i ragazzi mi mettono in difficoltà. C’è un obiettivo comune e fare panchina non mette musi lunghi. Chi entra dalla panchina e incide, come a Potenza, mi fa ancora più felice. Tutti sono pronti –continua– e la domenica scelgo il meglio. Studiamo mosse e contromosse in base all’avversario, poi, si sa, il calcio non è una scienza esatta…”
Poi il trainer molfettese confronta la volata finale di quest’anno con quella della stagione passata, anche in ottica play-off: “L’anno scorso la Virtus era partita facendo un mercato sontuoso con l’obiettivo di vincere. Il Nardò era appena rinato con il semplice obiettivo di far bene. Andando avanti ci si è resi conto del proprio valore e alla fine c’è stata questa rincorsa. Non era facile. Magari qualche scelta a metà stagione, quando sono arrivato io, -rammenta il tecnico- è stata affrettata qualcuno poteva rimanere, ma abbiamo scelto elementi di categoria. A differenza di quest’anno, La squadra l’anno scorso aveva il dovere di vincere. Mancavano 10 punti dalla vetta e darne 13 alla zona playoff regionali, non fatti, è un record. Questo è un altro campionato, è più difficile. Molte squadre hanno investito più di noi, anche Fondi, Pomigliano, Francavilla in Sinni e Torrecuso, tutte compagini dalle rose importanti. Alcune sono state lì come noi, alcune hanno fallito. Abbiamo fatto un torneo da incorniciare. Trovarsi qui a sei giornate dalla fine è un motivo di grande vanto. L’8 maggio non si sa come andrà a finire ma niente è scontato. Non abbiamo pressione –conclude Ragno- ma non mi accontento mai di pareggiare. Voglio rischiare. Non so se mi potrà capitare un’altra annata così”.