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Piero Braglia
Piero Braglia

LECCE – “MISTER BRAGLIA SEI STATO PERFETTO, DA MANUALE DEL CALCIO…IMBRAGLIATI !!!!”, così il vicepresidente Corrado Liguori ha commentato il bel 3-1 del Lecce tramite un post sul suo profilo Facebook. I tre punti conquistati contro la diretta concorrente per la corsa al vertice, infatti, sono per una buona percentuale giunti a seguito dell’atteggiamento messo in campo da Piero Braglia, autore di alcune scelte che si sono rivelate alla lunga azzeccate. Il tocco di Braglia in questa vittoria si è avuto già dal tunnel degli spogliatoi, quando in formazione, tra lo stupore generale, è stato annunciato il debutto di Raffaele Alcibiade, difensore e oggetto misterioso arrivato nel Salento dopo lo svincolo dall’Honved. Il torinese si è posizionato a destra, tenendo bene la posizione, e non ha concesso mai ad Arcidiacono lo spazio sufficiente per la giocata spacca-partita. Il Foggia si è sì espresso bene a tratti nel possesso di palla ma, una volta superato il centrocampo, Sarno, Iemmello e Arcidiacono sono sbattuti contro una linea difensiva eretta bene dal duo di corazzieri centrali Cosenza-Abruzzese. La bella prestazione del pacchetto arretrato è, però, figlia anche dell’attenzione e della cura data da mister Braglia nell’esaminare il match. Checco Lepore, l’uomo del vantaggio e del primo urlo squarciagola, in fase difensiva si è francobollato a Riverola, non permettendogli respiro e tempi per mettere in moto il terzetto offensivo. La pianificazione e l’interpretazione perfetta di questo diktat tattico ha indotto la squadra di De Zerbi ha cercare frequentemente il lancio a scavalcare la difesa, con l’ex Angelo, a destra, spesso sulla linea degli attaccanti in fase di possesso.

Quando la quadratura del Foggia sembrava aver raggiunto l’apice, a metà della ripresa, la gestione dei cambi ha premiato ancora una volta il fiuto del tecnico toscano. Fuori un Moscardelli combattente ma inconcludente, dentro Davis Curiale, oggi l’uomo dai piedi d’oro. Prima occasione, Lepore mette dentro per Curiale e gol, neanche il tempo di studiare le marcature e beffa per Gigliotti e Lanzaro. Il tentativo del Foggia di riversarsi in avanti, parzialmente realizzato grazie al forcing sul quale è nato il gol di Agnelli (ma che miracolo Perucchini poco prima!) è stato punito dall’altra mossa vincente di Braglia: Ali Sowe. Il calciatore del Gambia, veloce e sgusciante, ha messo apprensione al quartetto difensivo dauno ogniqualvolta è stato messo in movimento con dei palloni verticali. Non è stato cinico come Curiale (prima occasione non capitalizzata dopo un ottimo slalom concluso con un tiro debole) ma, una volta eluso un fuorigioco delineato male, non si è fatto perdonare davanti a Narciso. Non senza polemiche per un gioco, a parere di qualcuno, ancora povero d’idee e poco propositivo soprattutto in trasferta, il tecnico ex Taranto ha proseguito senza indugi nel suo “integralismo” su tattica e singoli, e nella forza delle sue idee, micidiali per schiantare il Foggia con un 3-1 che potrebbe aprire un altro campionato. Sì mister Braglia, oggi sei stato proprio perfetto…

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