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Carlo Durante, presidente dell’Andrea Pasca Nardò

NARDÒ (di Gabriele De Pandis)– Non bastano i successi per far mantenere la calma in casa Andrea Pasca Nardò. Le turbolenze, però, non provengono dall’interno del sodalizio granata, ma l’ennesimo accadimento che col basket c’entra poco ha spinto il presidente Carlo Durante ad annunciare le dimissioni dopo la richiesta di Daspo nei suo confronti, decisione succeduta a quanto accaduto lo scorso gennaio durante la gara under 15 tra Devils Basket Nardò (compagine satellite dell’Andrea Pasca) e Mens Sana Mesagne. La gara fu sospesa dai due arbitri a quattro minuti dalla fine, dopo un contestato fallo fischiato a favore della squadra brindisina, in seguito alla quale pare si sia verificata, secondo il referto dell’arbitro una invasione del campo di gioco commessa da individuo isolato, riconosciuto dagli arbitri e risultante non tesserato, che schiaffeggiava il secondo arbitro“ . L’accadimento è stato poi smentito dall’Andrea Pasca Nardò, che l’ha classificato come “un diverbio tra il presidente Carlo Durante e lo stesso De Carlo. Diverbio che, con un minimo di buon senso da entrambi le parti, si sarebbe chiuso lì senza nessuno strascico polemico”. Getto la spugna, si faccia avanti chi la vuole raccogliere. – ha scritto il patron in un post su Facebook – Sentirsi trattato da delinquente da persone che nemmeno conoscono la nostra storia mi ha ferito mortalmente. Porterò a termine il mio impegno fino alla fine del campionato dopo di ché lascerò il titolo, spero in Serie B, nelle mani di chi oggi mi ha trattato alla stessa stregua dei più pericolosi criminali”. Nel pomeriggio abbiamo ascoltato il presidente del sodalizio neretino, pronto comunque ad aprire la porta a molte soluzioni.

Quali sono stati i fatti che l’hanno portata a questa decisione?

“Dall’inizio del campionato, per come la vedo io, c’è stato un accanimento nei nostri confronti, almeno a me personalmente come Carlo Durante. Prima la questione del palazzetto, con la storia dei cento posti, poi due multe da mille euro l’una (per non aver rispettato proprio il limite relativo alle presenze al PalAndrea, ndr). L’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso è questa ‘minaccia’ del Daspo nei miei confronti pronto a concretizzarsi. Questo mi ha fatto un attimino sobbalzare, il Daspo secondo me si dà a persone pericolose per sé e per gli altri. Siccome non ritengo di essere una persona del genere, preferisco rimanere un attimo fuori dal giro”.

L’eventuale Daspo sarebbe figlio degli avvenimenti seguiti al match giovanile tra la Devils Basket e Mens Sana Mesagne, episodi sui quali la società e gli stessi arbitri hanno già fatto chiarezza…

“Sono stati i filmati ad aver fatto chiarezza sull’accaduto. La pubblica sicurezza ha chiamato a testimoniare i due arbitri dell’incontro, gli stessi hanno poi confermato che non è successo nulla più di un diverbio, dopo aver calcato la mano in un primo momento salvo poi ricredersi dopo aver visto i filmati, chiedendomi anche scusa”.

Qual è la sua speranza in questa vicenda, soprattutto per preservare il patrimonio sportivo dell’Andrea Pasca Nardò?

“Devo dire la verità. Sto valutando l’idea di gettare la spugna a fine campionato. Credo che comunque il tutto sarebbe portato avanti da mio figlio, anche se glielo sconsiglio. È un momento un po’ particolare per tutti, non sappiamo come comportarci, ci sono da valutare un bel po’ di situazioni. Si potrebbe spostare la squadra a Lecce, soprattutto in caso di Serie B, sarebbe probabile. In tal caso toglieremo il disturbo a molti personaggi qui a Nardò”.

La città comunque si sta stringendo attorno a lei…

“Al contrario dell’amministrazione, da sempre lontanissima alle nostre problematiche. Il fatto stesso che il palazzetto sia rimasto così nonostante i tentativi che ho sempre fatto per coprire i campi esterni a mie spese, richieste alle quali non ho mai ricevuto risposte. Questo la dice tutta sul rapporto con l’amministrazione. La gente capirà la situazione, adesso è un momento particolare…”

In ogni caso, sul piano sportivo i risultati sono eccellenti. Cosa le trasmette il gruppo di coach Di Pasquale?

“Abbiamo costruito una squadra per andare in Serie B. Ieri, durante un discorso con i miei atleti, chiedevo questo risultato come un regalo, senza sé e senza ma. Dopo si vedrà. So che i miei ragazzi mi vedono prima come un padre e poi come un presidente”.

Gli scontri diretti contro Vieste e Foggia diranno molto sul prosieguo della regular season…

“Sicuramente. Dobbiamo fare attenzione anche alle piccole squadre però. Domenica rischiavamo di perder contatto con il match a Castellaneta, perdendo di 15 punti al secondo quarto, per poi rimetterci in carreggiata. Dobbiamo fare attenzione ad entrare sempre con concentrazione in campo, non possiamo permetterci errori per acquisire la migliore posizione sulla griglia”.

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