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vedi lecce e poiLECCE (di Gabriele De Pandis) – Gli anni della Lega Pro hanno portato al Lecce tanti calciatori, talenti, meteore e esperti navigatori della categoria. In “Vedi Lecce e poi…” ripercorreremo le vicende di elementi che hanno vestito e lasciato la maglia giallorossa in queste annate vissute in Serie C, fatte di (poche) gioie e di (tante) delusioni. Il primo campionato in Lega Pro, traumatico per i tifosi a causa della doppia retrocessione a tavolino, si rivelò pian piano un incubo dopo l’iniziale cammino trionfale seguito poi dallo stop che portò l’esonero di Franco Lerda ad un Lecce capace di dilapidare più di 10 punti di vantaggio sul Trapani, poi promosso direttamente in cadetteria. La stagione che verrà ricordata soprattutto per l’infausta finale casalinga contro il Carpi, impostosi in casa per 1-0 nella finale d’andata e trionfante nel Salento grazie a quella velenosa punizione di Kabine che infranse la distratta barriera (mal) posizionata da Benassi e dette via ad una scalata finita oggi nella massima serie.

Il primo calciomercato dell’ex d.s. Antonio Tesoro fu mosso dalla, ovvia, necessità di parametrare alla terza divisione nazionale un monte ingaggi reduce dalla serie A. Perfezionati tutti gli addii, il primo regalo dell’allora nuova proprietà fu il ritorno, il terzo, di Ernesto Javier Chevanton, la cui storia, generale e dell’ultima stagione con il Lecce chiusa con quel disperato ingresso alla disperata come un guerriero azzoppato, è arcinota ad ogni persona che abbia ammirato il prato verde del “Via del Mare”.

Daniel Semenzato
Daniel Semenzato

Difesa Semenzato, Vanin, Diniz, Vinicius, Tomi e Di Maio furono i volti nuovi del pacchetto arretrato del primo Lecce affidato alla guida di Franco Lerda, a loro volta accompagnati dai rientri di Legittimo (SudTirol), Rosato (oggi capitano del Gallipoli, ai tempi ceduto subito al Taranto) e Romeo. Fatta eccezione per il Diniz, divenuto una colonna del Lecce per tre stagioni e di cui si parlerà nell’ultima puntata, quella corrispondente all’anno della sua cessione, la militanza dei nuovi difensori giallorossi si limitò alla sola stagione 2012-13. Daniel Semenzato, terzino destro, alle dipendenze di Lerda per soli 6 mesi, è stato l’unico ad avere un futuro “roseo” o quantomeno di livello, nonostante a Lecce si ricordi di lui ben poco nei 65’ spalmati su 4 presenze. Arrivato dalla Cremonese come un elemento di categoria, dopo l’infelice parentesi salentina, Semenzato concluse la stagione nel Treviso, altra nobile decaduta condannata al posto di fanalino di coda. La ripartenza però non tardò ad arrivare, il difensore di Montebelluna firmò per il Bassano e in due anni ha prima conquistato la Lega Pro Unica e poi lottato da protagonista (30 presenze) alla corsa della matricola veneta alla Serie B con mister Asta. Ciliegina sulla torta di quest’esperienza è la presenza sottoporta: Semenzato, col Bassano, ha realizzato 10 gol in 57 presenze.

La corsia destra fu invece regno di Ronaldo Vanin, punto fisso anche del 4-2-4 di Antonio Toma. Il brasiliano, in gol nel play-off con l’Entella, una volta lasciato il Lecce ha militato per due anni nel Nova Gorica (serie A slovena) senza divenire un punto fermo. Quest’anno è arrivato il ritorno in Italia, nell’Eccellenza Campana, in quel Sorrento, ora voglioso di ripartire con una squadra dai tanti nomi altisonanti, che è stata tappa fondamentale della sua carriera italiana, avendo disputato ben 4 stagioni tra il 2007 e il 2012, vincendo una Coppa Italia di Lega Pro e disputando per due volte i play-off (stop con Carpi, 2012, e Hellas Verona, 2011). Arrivato alla fine del calciomercato dalla Nocerina, Roberto Di Maio si prese subito una maglia da titolare nel pacchetto difensivo, conducendo il suo campionato del Lecce con 22 presenze, quasi tutte dal 1’. Il roccioso centrale, proveniente dalla B disputata l’anno prima con i Molossi, interruppe il rapporto con il Lecce dopo la sconfitta col Carpi ma la stagione successiva, divisa in due tra L’Aquila (solo 5 apparizioni) e Torres (15 presenze e un gol) fu soltanto l’anticamera del salto in giù con successiva risalita vissuto a Rimini: in Romagna il calciatore, ex bandiera del San Marino, ha vinto il campionato di Serie D e sta disputando la sua undicesima stagione in C/Lega Pro. Un desaparecido fu Vinicius Gouvea, ex Guaratiguetà, 5 presenze con il Lecce in Lega Pro e qualche apprensione di troppo in fase difensiva che gli valsero il biglietto di ritorno per il Brasile: Olimpia, Audax Rio e Uniao Barbarense le sue squadre al di là dell’oceano, per una costanza che anche a casa non riesce a sbocciare. Un rendimento altalenante è stato sfoggiato invece da Giovanni Tomi, terzino sinistro sfortunato nella sua stagione leccese. Prima undici presenze a Pavia, poi l’anno da protagonista nella salvezza del Martina Franca e ora il tentativo di scalata con il Matera. Solo una presenza (due contando la partita in Coppa Italia con il Torino) per il neretino Fabio Romeo, passato al Barletta dopo i 18’ disputati nel 3-2 con la Cremonese. In biancorosso una buona stagione prima del grave infortunio a un piede che lo mise out per più di 6 mesi. L’anno scorso il ritorno a casa, nel primo ACD Nardò, ma soltanto per la prima parte di stagione per poi stabilizzarsi a Manfredonia (D).

Inacio Pià con la maglia del Taranto
Inacio Pià con la maglia del Taranto

Centrocampo e attacco Luigi Falcone, partito prima dell’inizio della stagione con destinazione Lanciano, non è mai riuscito a spiccare il volo in Serie B, campionato caratterizzato anche da qualche ottimo numero sia in Abruzzo (3 gol in 18 presenze), sia a Varese nei due anni successivi. L’ex stella della Primavera giallorossa milita ora nel Catania, giocandosi costantemente la maglia da titolare con Russotto e Calderini. Di diverso impatto fu la stagione di Giacomo Zappacosta, guerriero della mediana e fido scudiero di un Mariano Bogliacino ad alto rendimento in quella stagione. Un gravissimo infortunio pregiudicò il miglior rientro al centrocampista giunto a Lecce dal Barletta. L’Aquila (9 presenze), Catanzaro (13) sono stati i passaggi precedenti alla stagione corrente vissuta a Martina Franca, step seguiti all’assenza dai campi di gioco durata quasi un’intera stagione, periodo in cui Zappacosta si è anche allenato con la “Berretti” allora di Pedro Pablo Pasculli. Arrivato insieme all’altro ex Napoli Bogliacino, Inacio Pià provò invano a riportare nel Salento il rendimento che portò gli azzurri in Serie B nel 2005-06. Alle 3 segnature leccesi con conseguente divorzio seguì un trotterellare senza stop fino alla firma per la Pro Patria di poche settimane fa. Larissa (B greca), L’Aquila, Taranto, Darfo Boario, Varese le tappe prima di giocare a Busto Arsizio. È collegata con la stretta attualità invece la storia di Francesco Di Mariano, promettente punta classe 1996 venduta nell’estate del 2013 alla Roma per 500mila euro. Continuato il percorso con la Primavera capitolina di Alberto De Rossi per due stagioni, quest’anno è arrivato il debutto in Lega Pro con l’Ancona, ma 9 presenze spezzettate su 223’ (con un solo gol) sono state l’anticamera del trasferimento nel Monopoli, dove potrà trovare il Lecce da avversario.

David Speziale, promettente scuola Milan, non debuttò mai con la casacca a strisce giallorosse, lasciando il Lecce a gennaio, ma il suo curriculum parla di 17 presenze a Pavia nel primo anno di Lega Pro seguite poi dall’exploit con un’altra maglia rossonera, quella della Pro Piacenza: 29 presenze, 5 reti e 3 assist il bottino del giovane monzese, “oggetto misterioso” a Lecce. In attacco il Lecce poté anche contare su quello che era definito il Messi cileno, uno dei tanti astri nascenti del futbol sudamericano, Nelson Bustamante, giunto dal Bologna proprio con questa nomea. Un gran gol, firmato con una pennellata sul secondo palo, segnato all’Aprilia fece stropicciare gli occhi alla tifoseria, a tratti entusiasta per un giocatore che però calcò il “Via del Mare” soltanto negli ultimi minuti della finale, triste appendice alle 3 presenze in 48’, tutti in trasferta, della regular season. Il futuro non regalò soddisfazioni al furetto cileno, ora tornato in patria dopo lo svincolo dal Matera. E pensare che l’anno prima lo stadio leccese ballava di gioia per una sgroppata solitaria di un certo Juan Cuadrado

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