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Marine-Le-Pen Front NationalLECCE (di Giovanni Costantini) – Il fenomeno Le Pen – Front National nasce nei primi anni ’70, con la costituzione del partito da parte del suo “padre-padrone” Jean-Marie Le Pen, il quale, anziano, ha ceduto il passo alla più giovane e “innovativa” figlia Marine nel 2011. Il Fronte Nazionale francese, che ha come logo una fiammella stilizzata al pari del vecchio MSI-DN italiano, del quale ha assunto anche caratteri, battaglie, valori di riferimento, pur conservando sempre una sua specificità, è stato considerato dalla vulgata ufficiale il principale partito della cosiddetta estrema destra, nato per mano di alcuni esponenti di Ordre Nouveau, i quali si erano proposti di riportare in auge un sentimento nazionale via via diventato sempre più forte fino a sfiorare lo sciovinismo, oltre che un ritorno ai valori cristiani di Dio, educazione e famiglia.

I primi significativi risultati che il FN può annoverare risalgono al 1984, allorquando riesce a far eleggere due propri rappresentanti al Parlamento Europeo. Ma è però il sistema elettorale maggioritario a doppio turno, a tagliare fuori il partito dei Le Pen dalle istituzioni repubblicane, che pur essi stessi dichiarano di voler difendere ad opera soprattutto della più “moderna” Marine. La quale non si fa scrupolo di “uccidere” politicamente il vecchio leader, nonché padre Jean-Marie noto al contrario per le sue posizioni radicali, nel momento in cui quest’ultimo dichiara per l’ennesima volta che le camere a gas sono un dettaglio della storia. A maggio di quest’anno Marine chiede l’espulsione del padre, il quale a sua volta annuncia di ripudiare la figlia.

FNCiò detto, permangono i problemi di rappresentatività per il FN, come accaduto in occasioni delle ultime regionali, nel misura in cui pur ottenendo un elevato numero di consensi in prima battuta, il passaggio al secondo turno, vede gollisti e socialisti fare fronte comune contro “il mostro-nemico” antisistema, per impedirne l’accesso nei posti chiave del governo, con i gollisti, peraltro, che hanno sempre rifiutato qualsiasi forma di accordo e/o desistenza. Gli anni Novanta sono poi quelli della svolta, che connoteranno il FN come organizzazione interclassista, trasversale, movimentista e antisistema, sempre più schierata dalla parte degli ultimi, dei disadattati, dei poveri, dei ceti non garantiti attraverso una sorta di processo di “proletarizzazione”. Oltre quindi le definizioni di Destra e di Sinistra. Forti e clamorose saranno le denunce di corruzione nei confronti indistintamente di socialisti e gollisti. Sono però le presidenziali del 2002 a segnare un risultato al tempo stesso storico e clamoroso: Jean Marie Le Pen, superando il socialista Lionel Jospin, accede al secondo turno ma viene poi nettamente battuto dal gollista Chirac, sempre secondo lo schema della “Santa Alleanza” tra socialisti, gollisti più resto del mondo contro il nemico comune emblema del “Male Assoluto”.

Ma è obiettivamente con la Presidenza Marine Le Pen, eletta il 16 gennaio 2011, che il FN, probabilmente svecchiato e alleggerito, inizia a volare sia nei sondaggi che nelle urne arrivando alle Europee del 2014 a diventare il primo partito di Francia ottenendo il 25% con ben 23 europarlamentari eletti su 74 eleggibili. Risultati questi confermati se non addirittura incrementati alle ultime regionali, dove il FN è risultato percentualmente il primo partito sfiorando addirittura il 30%, senza però riuscire ad eleggere alcun Presidente di Regione per il solito gioco della coalizione ad excludendum, che al secondo turno si ha sostenuto i candidati contrapposti a quelli del Front. Nonostante ciò la giovane 26enne Marion vicepresidente del partito e nipote di Jean-Marie è riuscita ad ottenere in Provenza-Alpi-Costa Azzurra il 45,22%.

Front NationalUna storia, quella della Destra francese, molto diversa da quella italiana. Qui l’eredità missina raccolta da Alleanza Nazionale se in un primo momento col sistema delle alleanze ha consentito al partito che fu di Fini di raggiungere più volte il governo del paese, seguita dalla confluenza nel Popolo della Libertà che significò di fatto la morte, la diaspora, il disfacimento di un mondo e di una comunità che fatica e stenta ormai a ritrovarsi. Oggi la Le Pen di Francia si allea in Europa con la Lega Nord di Salvini, che si sforza di assumere le sembianze di movimento Nazionale “No Euro”, il quale sta raccogliendo i consensi rimasti del fu centrodestra o di parte di quella Destra. Ma se questo avviene, si realizza soprattutto per evidenti ragioni di appartenenza territoriale, nel Nord del paese. Gli eredi invece della vecchia AN si barcamenano in una leadership giovane, che ruota attorno alla figura di Giorgia Meloni, la quale proviene da quel mondo avendo fatto tutta la gavetta e la trafila necessarie e che in tempi non sospetti ha tenuto alta la bandiera fondando Fratelli d’Italia. Leadership questa però, che stenta ad essere riconosciuta da chi in realtà è l’artefice della disfatta della destra italiana. Con l’auspicio per l’immediato futuro che sia il popolo sovrano a stabilire le investiture nel rispetto del sacrosanto diritto alla rappresentanza e alla partecipazione.

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