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natale presepe nativitàLECCE (di Giovanni Costantini) – Al di là dei fatti di cronaca che suonano come ulteriori campanelli d’allarme di una certa “tendenza”, bisognerebbe intendersi sul significato vero, reale, profondo del Santo Natale. Ma poiché in un periodo di relativismo galoppante non vi è nulla di certo, o di assoluto, ognuno se lo vive a modo proprio, pur nella piena consapevolezza di quanto sia sempre più forte l’aspetto consumistico. Ormai si fa un gran parlare di società secolarizzata, di Occidente scristianizzato, di Europa nata cristiana ma incapace di affermare le proprie radici religiose, culturali e identitarie, senza però per questo far nulla per invertire una rotta che, anzi, vuole la dimensione spirituale, posto che abbia ancora diritto di cittadinanza nell’esistenza umana, relegata a fatto privato ed espunta da ogni dibattito pubblico. Di fronte a tale debolezza come si possono parare i colpi dell’aggressività degli ambienti più integralisti dell’Islamismo, spesso in affari con molte superpotenze occidentali?

Qualche decennio fa, era del tutto naturale preparare in quelle che oggi si chiamano scuole dell’infanzia la letterina a Gesù Bambino, il Presepe ed i Canti di Natale. Tutto ciò apparteneva ad un rituale sacro. Ecco ora è proprio questo senso del sacro e del divino che è andato smarrito. Dio è stato ucciso, cacciato via dalle nostra vite, la sua amorevole e silenziosa presenza non può servire ad un mondo che insegue il successo ed il denaro a tutti i costi.

presepeGesù Cristo nella modernità è strumento e non più fine. Strumento per un battesimo veloce cui segue un pranzo da leccarsi i baffi, strumento per matrimoni schiamazzanti cui far seguire ricevimenti interminabili con 150 invitati dove lo spreco la fa da padrone, strumento per mettere a tacere probabilmente le nostre coscienze. Non vogliamo al contrario che sia ragione di trasformazione nel e dal profondo delle nostre vite. Del vero Dio vero Uomo rimane ormai solo il ricordo. Ma in fondo, perché adorare un Piccino nato povero in un ricovero di fortuna da genitori altrettanto indigenti ed umili se la preoccupazione di molti oggi acquistare l’ultimo Iphone 6 rigorosamente in “comode” rate mensili?

Si ripeteranno i pranzi luculliani, i cenoni senza fine, le tombolate e le rimpatriate familiari per chi una bella famiglia unita ha la fortuna di averla, perché il Natale è anche e soprattutto senso del focolare domestico. Noi salentini ci diletteremo nelle “sane”, imperdibili e tradizionali mangiate di pittule e purceddhuzzi. Va tutto assolutamente bene. Non dimentichiamo però di aggiungere a tutto questo la purezza del nostro cuore in ogni gesto che compiamo, se vogliamo dare un senso autentico a questa festività, che è in fondo l’essenza di quello straordinario e rivoluzionario messaggio d’Amore che ha voluto trasmetterci chi ha deciso di nascere la notte del 25 dicembre e che trova nel presepe la sua più bella e semplice rappresentazione simbolica.

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