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esultanza squadra golLECCE (di Tiro di Tacco) – Non è mai facile giocare due partite in una settimana contro la stessa formazione. Non è facile vincerle tutte e due. Il Lecce ce la fa, costruisce, o prova a farlo nel primo tempo e poi vince grazie ad un invenzione di un singolo nel secondo. Un Lecce di nuovo rimaneggiato si presenta al Via del Mare con un centrocampo nuovo, con la conferma rispetto alla partita di coppa Italia di Vècsei nel ruolo di interno; per il resto, solita disposizione, con ben 4 calciatori con caratteristiche offensive (Vècsei compreso) e solito carattere (la vera svolta è da ricercarsi in questo aspetto) della squadra, quel carattere che non si è visto solo una ventina di minuti (fatali) contro il Catanzaro.

Un primo tempo in cui il vantaggio sarebbe stato meritatissimo, con la squadra salentina che ha evidenziato qualche problema nell’interdizione ma che ha avuto la partita sempre nelle proprie mani seppure con i soliti problemi in fase di realizzazione. Mi è piaciuto soprattutto nel primo tempo la capacità di accorciare, fondamentale con quel tipo di centrocampo, per ridurre gli spazi e rendere difficoltosa la giocata avversaria con la nostra linea difensiva spesso oltre il centrocampo. 

Il secondo tempo non è stato giocato meglio del primo perché il livello del gioco espresso è rimasto identico a quello del primo tempo in cui si è operato meglio sugli esterni, ma si deve considerare come  una crescita del Lecce, visto i precedenti. Resta il fatto che per vincere la gara è stata necessaria l’invenzione di un singolo. È questo uno dei problemi del Lecce, ossia la concretezza in fase di realizzazione perché la squadra crea le occasioni ma poi le sciupa in gran parte; forse, e lo spero, si tratta solo di crescita dei singoli.

Ho sentito, in questi ultimi tempi, attribuire all’idea di gioco del nuovo Mesciu il neologismo creato qualche anno fa dall’ironia di noi salentini, il pappa-modulo”; non sono d’accordo perché, come scritto, è vero che il Lecce ha vinto per un’invenzione del singolo, ma è altrettanto esatto considerare che nell’occasione del gol, e praticamente sempre in fase offensiva, aveva 6 uomini dalla linea della palla in su, di cui tre in area di rigore. Ieri si è giocato con una punta, (io preferisco sempre andare in campo con due attaccanti aspetto Curiale e sono certo che arriverà) ma è anche vero che giocatori come Surraco, Doumbia, Vècsei  e Lepore hanno caratteristiche, per natura o loro storia calcistica, offensiva, dunque da questo punto di vista andrei cauto a dare del difensivista a Mesciu “Carletto” Braglia la cui vera qualità, secondo me, è la gestione del gruppo e la mentalità che trasmette (piccolo esempio, ha fatto un capolavoro con Legittimo).

Così la pensa Tiro di tacco che tra le tante assenze di questo inizio, oramai inoltrato, di campionato, su tutti aspetta Salvi che Mesciu “Carletto” Braglia, non ha bisogno di impegnarsi tanto per stimolarlo perché lui il carattere ce l’ha per natura, quel carattere (e qualità per la categoria) che  potrebbe dare tanto equilibrio al nostro centrocampo.

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